Ravenna, ragazzo insultato alla fermata del bus con frasi omofobe

Nome, cognome e occupazione. Gli insulti omofobi erano indirizzati proprio a Marco.

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2 min. di lettura

E’ di martedì mattina l’ultima aggressione omofoba in Italia, fortunatamente solo verbale, ai danni di un ragazzo di Ravenna. Ad essere preso di mira con insulti omofobi, Marco, un ragazzo che vive e lavora come parrucchiere a Ravenna ed è attivo all’interno del circolo Arcigay della città. La mattina del 4 dicembre stava aspettando l’autobus come sempre, quando qualcuno di ancora non identificato lo ha chiamato, urlando nome, cognome e professione.

Oltre alle generalità, l’uomo ha anche indirizzato a Marco dei pesanti insulti di chiaro stampo omofobo. Il fatto di aver detto anche il nome e cognome di Marco, significa che era qualcuno che lo conosceva, ma cosa ancora peggiore è che le offese erano rivolte proprio a lui. Non si parla dunque di un semplice scherzo di cattivo gusto, ma un diretto attacco ai danni del ragazzo. 

Arcigay Ravenna: “Non state zitti”

Appresa la notizia, Arcigay di Ravenna ha subito dimostrato la sua solidarietà, lanciando una campagna di sostegno con l’hashtag #AncheIOsonoMarcoFabbri. A portare avanti questa campagna simbolica di vicinanza è stato Ciro Di Maio, presidente del circolo, il quale ha esortato tutte le persone vittime di aggressioni e insulti di stampo omofobo a non tacere e ad affrontare un fatto del genere da soli. La cosa più giusta da fare è quella di segnalare quanto accaduto al circolo, se non si intende rivolgersi alle autorità. Arcigay Ravenna ha uno sportello attivo proprio per aiutare e raccogliere le testimonianze delle vittime.

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Con queste parole, Ciro Di Maio ha voluto esprimere il suo pensiero riguardo quanto accaduto.  

A ridosso del 2019 c’è ancora chi è convinto che offendere una persona sulla base del suo orientamento sessuale sia normale. A ridosso del 2019 serve ancora un lavoro culturale per sensibilizzare verso le diversità di genere e di orientamenti sessuali. A ridosso del 2019 serve ancora una nota inviata da un attivista di Arcigay a nome di una comunità per esprimere delusione e rabbia verso quello che accade. E per esprimere solidarietà e vicinanza a chi lo subisce“.

© Riproduzione riservata.

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soluzioniaziendaliyahooit 7.12.18 - 11:34

Anche io sono Marco Fabbri.