Salma di Alessandro Coatti in Italia: chi sono i presunti killer, gita-trappola via Grindr, il ruolo decisivo della madre

Rientrata in Italia la salma di Alessandro Coatti. Adescato su Grindr, ucciso a Santa Marta. La madre decisiva per l’indagine. Quattro arresti.

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Alessandro Coatti - a sinistra un'immagine con sua madre.
Alessandro Coatti - a sinistra un'immagine con sua madre.
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La salma di Alessandro Coatti, il biologo 38enne ucciso e fatto a pezzi a Santa Marta, in Colombia, lo scorso 6 aprile, è arrivata a Ravenna nelle passate ore. Come annunciato dall’ambasciata italiana a Bogotà, i resti del ricercatore italiano saranno ora messi a disposizione delle autorità italiane. La notizia è arrivata dopo settimane di attesa da parte della famiglia della vittima, e a distanza di alcuni giorni dall’arresto dei quattro presunti responsabili, da parte dell’autorità giudiziaria del dipartimento di Magdalena. 

Omicidio Alessandro Coatti, salma ancora bloccata in Colombia
Omicidio Alessandro Coatti, salma tornata in Italia

Alessandro Coatti, salma rientrata in Italia: attesa per l’autopsia

Sono trascorsi settantotto giorni dall’omicidio di Alessandro Coatti, avvenuto in Colombia. Lunedì 23 giugno, la salma del biologo italiano di 38 anni, vittima di un brutale omicidio a Santa Marta, è tornata in Italia, precisamente a Ravenna, sua terra di origine. Il rientro della salma è stato confermato dall’Ambasciata d’Italia a Bogotà, che ha dichiarato che il corpo è ora a disposizione delle autorità italiane per ulteriori indagini.

L’autopsia sui resti di Alessandro Coatti – come anticipa RaiNews – sarà eseguita mercoledì, su incarico della Procura di Roma. La pm Angela Scorza ha affidato l’esame autoptico al medico legale veronese Dario Raniero. La famiglia della vittima, intanto, è stata informata per poter nominare consulenti di parte. In Italia, il fascicolo è stato formalmente aperto contro ignoti, mentre in Colombia la magistratura ha già emesso quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti sospettati, ritenuti coinvolti nel brutale omicidio.

Prima della sepoltura, il corpo del biologo originario di Longastrino, sarà trasferito a Roma, così come anticipato al Corriere di Bologna dallo zio, Giovanni Coatti, quando ancora non era stata ufficializzata la data del rientro in Italia della salma. “Dovrà essere trasportato a Roma per altri giorni, in cui sarà sottoposto allo svolgimento di una seconda autopsia”, aveva detto. L’esame servirà a chiarire ulteriormente le circostanze del brutale omicidio avvenuto in Colombia.

Chi sono i presunti responsabili

I quattro arrestati per l'omicidio di Alessandro Coatti
I quattro arrestati per l’omicidio di Alessandro Coatti

Hanno finalmente un nome e un volto i quattro arrestati – tre uomini e una donna – per l’omicidio di Alessandro Coatti, ritenuti i responsabili del delitto avvenuto in modalità inquietanti lo scorso 6 aprile, mentre l’italiano si trovava in vacanza a Santa Marta. I media locali hanno diffuso le generalità e le foto dei sospettati, arrestati in diverse aree della Colombia: Osvaldo Moises Ospino Navarro (attualmente detenuto a Medellín), Isaac Enrique Marquez Charris (ad Arjona), Andrea Camila Berdugo Escorcia (a Bogotá) e Brian Augusto Cantillo Salcedo (a Santa Marta).

I quattro arrestati farebbero parte di una banda criminale specializzata in rapine ed estorsioni, già individuata dalle autorità colombiane alcune settimane fa. Secondo le indagini, Alessandro Coatti sarebbe stato adescato attraverso un sito di incontri, Grindr. Mentre lui credeva di organizzare una gita nella Sierra Nevada, i suoi aguzzini avevano un solo obiettivo: estorcergli le credenziali bancarie

La Stampa ha riportato l’amarezza della famiglia della vittima, in modo particolare dello zio Gianni Coatti: “nessuno, né io, né mio fratello, né mia cognata è mai stato messo al corrente di nulla. Neanche di questi arresti, l’abbiamo saputo dal televideo”.

La gita-trappola dopo il contatto su Grindr

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La morte di Alessandro Coatti non sarebbe legata né a gruppi di narcotrafficanti né a formazioni paramilitari. A escluderlo è la polizia colombiana. Il 38enne sarebbe invece finito in una trappola a scopo di rapina, una situazione degenerata tragicamente e sfuggita al controllo dei responsabili. Secondo quanto emerso dalle indagini, il biologo sarebbe stato adescato tramite Grindr, un’app di incontri, con la promessa di un’escursione nella Sierra Nevada. In realtà dietro la gita si nascondeva una trappola: una volta giunto sul posto, il 38enne è stato drogato, rapinato e poi ucciso

Fonti investigative riportano che il modus operandi del gruppo consista nell’ingannare e derubare turisti stranieri, adescandoli soprattutto tramite l’app Grindr, molto diffusa nella comunità LGBTQ+. 

A confermarlo, anche Gustavo Berdugo, segretario della Sicurezza di Santa Marta, che ha dichiarato che Coatti è stato vittima di una trappola orchestrata dai criminali, che lo hanno contattato e ingannato tramite una piattaforma di incontri, attirandolo in un luogo dove è stato poi brutalmente assassinato. “In questo inganno fanno in modo che incontrino questo cittadino, la banda esercita pressione per estrarre denaro dalle sue carte e si verifica l’omicidio. Poi, nel tentativo di sbarazzarsi del corpo in una residenza di un quartiere di Santa Marta, lo hanno smembrato e messo i resti in diverse parti della città”, ha dichiarato Berdugo al quotidiano colombiano Opinión Caribe.

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Proprio il cellulare di Coatti, inizialmente scomparso, è stato ritrovato in possesso di una delle quattro persone finite in manette, l’unica donna. Resta ancora da chiarire se l’intento fosse solo la rapina e la situazione sia poi degenerata: un nodo che gli interrogatori dovranno sciogliere.

L’ipotesi principale degli investigatori è che la situazione sia rapidamente degenerata e “sfuggita di mano” ai rapitori, causando la tragica morte di Alessandro. La procura di Roma e i Carabinieri del Ros, che collaborano con gli investigatori colombiani, non hanno ancora chiarito perché i quattro sospettati si siano accaniti su Alessandro Coatti, né se l’omicidio sia stato premeditato o la tragica conseguenza di un’improvvisa reazione durante la rapina. È possibile che il biologo abbia cercato di difendersi o abbia riconosciuto uno degli aggressori, scatenando così la decisione improvvisata di ucciderlo. Dettagli, che tuttavia poco importano alla famiglia del ricercatore.

Gli esami forensi hanno confermato che il biologo è deceduto a causa di numerosi colpi inferti con oggetti contundenti, e soltanto successivamente il suo corpo è stato smembrato. La dispersione dei resti in diversi punti di Santa Marta, inizialmente interpretata come un possibile messaggio mafioso, sarebbe invece una strategia messa in atto per depistare le indagini.

La svolta

Le indagini della polizia colombiana sul caso Coatti
Le indagini della polizia colombiana sul caso Coatti

Gli inquirenti colombiani, pochi giorni dopo l’omicidio, avevano individuato Andrea, la donna trovata in possesso del cellulare di Alessandro Coatti. Proprio il ritrovamento del telefono ha consentito di ricostruire le ore precedenti alla scomparsa del biologo, grazie al backup del dispositivo. Dagli interrogatori in corso ci si aspetta ora di ottenere nuovi dettagli per chiarire con precisione cosa sia realmente accaduto. 

La madre di Alessandro Coatti ha fornito un contributo fondamentale alle indagini: grazie alla condivisione della geolocalizzazione con il figlio, è stato possibile individuare il luogo dell’omicidio e del successivo smembramento del corpo. Inoltre, è stata identificata la donna in possesso dello smartphone di Alessandro. Sbloccando il backup delle chat sul cloud, grazie all’aiuto di Sandra, gli investigatori hanno potuto escludere la pista di una vendetta legata a narcotrafficanti o gruppi paramilitari. La tragica vicenda riguarda invece un giovane uscito una sera per divertirsi, finito vittima di una banda di assassini.

Secondo le testate locali di Santa Marta, la prova decisiva, tuttavia, è stata ottenuta grazie al ‘Blue Star’, un prodotto utilizzato dai reparti scientifici della polizia per la rilevazione di tracce di sangue. In seguito a questa scoperta, sono stati eseguiti 11 mandati di perquisizione, compresa quella nell’abitazione dove sarebbe avvenuto lo smembramento del corpo del biologo. Sono quindi scattati quattro arresti, effettuati a Bogotá, Medellín, Arjona e nella stessa Santa Marta.

A permettere l’arresto dei presunti responsabili, anche la taglia avanzata dalle autorità colombiane. Il colonnello Ríos ha spiegato che l’offerta di una ricompensa di circa 12.500 dollari, unita al ritrovamento di effetti personali di Alessandro Coatti e a prove scientifiche raccolte, ha consentito di portare ai quattro arresti. “La ricompensa ha portato all’identificazione e cattura dei responsabili di questo omicidio”, ha dichiarato durante la conferenza stampa. 

Altri possibili responsabili

Il comandante della polizia di Santa Marta, il colonnello Ríos, ha dichiarato che, una volta concluse le imputazioni contro i quattro arrestati, potrebbero emergere altri soggetti collegati all’efferato omicidio di Alessandro Coatti. “Ci aspettiamo che a partire da ciò che emergerà nelle udienze, se queste persone vorranno fornire qualche informazione, di poter emettere altri mandati di cattura, se la Procura lo riterrà opportuno”, ha precisato Ríos.

Camilo George, segretario del Governo di Santa Marta, ha rivolto un messaggio alla famiglia dell’italiano ucciso: “Siamo molto addolorati per quanto accaduto, non sarebbe mai dovuto succedere, ma di fronte a questo esecrabile fatto abbiamo unito tutti gli sforzi possibili per arrivare a questo punto”.

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