Sapienza, manifesti contro il giornalista Marco Pasqua

Ancora intimidazioni nei confronti del giornalista Marco Pasqua, penna de Il Messaggero da sempre in prima linea per i diritti LGBT.

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< 1 min. di lettura

Ennesima intimidazione nei confronti di Marco Pasqua, giornalista ed attivista gay, nella Capitale. Sabato notte sono comparsi all’interno dell’Università la Sapienza, dove si stava tenendo un rave abusivo con duemila partecipanti, dei manifesti con scritto “Io non posso Entrare“, raffiguranti proprio il giornalista del Messaggero.

Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, ha denunciato quanto accaduto, chiedendo l’intervento del Ministero dell’Istruzione.

Questi manifesti, piazzati all’entrata e dentro l’Ateneo, durante un evento, sono inaccettabili. Chiediamo l’intervento del Ministro Bussetti e del Rettore de La Sapienza. L’università è un luogo pubblico e chi organizza gli eventi e chi li autorizza deve vigilare al fine che sia rispettata la legalità, i manifesti sono rimasti affissi per tutta la durata dell’evento come confermato dai presenti. Diamo la nostra solidarietà a Marco Pasqua, giornalista da sempre impegnato per i diritti cvili e la legalità ed in prima linea per i diritti di lesbiche, gay e trans. Quanto scritto è purtroppo l’ennesimo atto omofobo ed intimidatorio contro la libertà di informazione verso il giornalista.

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Non è infatti la prima volta che Marco Pasqua viene insultato e intimidito. Nell’ottobre del 2018, il dj Pretty Solero, ospite del LoveFest, vomitò gratuita omofobia ai danni del giornalista (“Terrorista amico del leghista. Nemico mio nemico di tutta Roma, canteremo felici in coro, Marco Pasqua fr*cio“). mentre nel marzo scorso è comparsa su un muro di Primavalle la scritta “M. Pasqua C*lo. Messaggero!”.

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bacibaci 13.5.19 - 15:56

Prima gli italiani? Sempre che non siano gay!

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Franzc Dereck 13.5.19 - 12:12

E' mai possibile che l'Università , luogo delegato allo studio ed alla conoscenza anche storica del nostro essere Umani , possa generare simili manifestazioni? Nel bene e nel male . E mi riferisco anche a quanto successo a Barkley ed alla nascita del '68 che " ci " ha dato visibilità e dignità .