Il Varese Pride segna un traguardo importante: dieci anni di mobilitazione, crescita e presenza nel territorio. L’appuntamento con la parata è fissato per sabato 20 giugno 2026, quando il corteo attraverserà il centro cittadino con partenza da Piazza Monte Grappa e arrivo ai Giardini Estensi, dove si terrà la Varese Pride Night. Madrina del Decennale sarà BigMama, insieme a ospiti, performer e artistə che accompagneranno la serata conclusiva.
Ma il decennale non si limiterà alla giornata della parata. Per tutto il mese di giugno, il Varese Pride Month 2026 porterà in città e in provincia mostre, incontri, spettacoli, momenti di prevenzione, sport e socialità, costruendo un programma diffuso dedicato ai diritti LGBTQIA+, alla memoria collettiva e all’inclusione.
Un’edizione che arriva dopo un percorso durato dieci anni e che, nelle intenzioni di Arcigay Varese “Stefano Spadafora”, non vuole limitarsi a celebrare il passato, ma rilanciare la presenza politica della comunità LGBTQIA+ sul territorio.
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Varese Pride 2026: dieci anni di esistenze e resistenze
A dieci anni dalla prima parata, il Varese Pride si presenta come una manifestazione ormai radicata nella città e nella provincia, capace di coinvolgere associazioni, istituzioni, realtà culturali, imprese e cittadinanza.
A raccontare a Gay.it il significato politico del Decennale è Alice Millefanti, presidente di Arcigay Varese “Stefano Spadafora”: “Il Varese Pride 2026 rappresenta un traguardo straordinario: celebriamo dieci anni di esistenze e resistenze. Questo Decennale è l’occasione per guardare al percorso compiuto. In questi dieci anni il Pride è cresciuto insieme alla comunità e alla città: sono cresciute le reti, i servizi, la partecipazione, il dialogo con le istituzioni e la consapevolezza collettiva”.
Una crescita che ha trasformato il Pride da appuntamento annuale a progetto capace di lasciare un segno stabile nel tessuto cittadino. “Oggi il Varese Pride è un appuntamento riconosciuto e partecipato, capace di coinvolgere associazioni, enti pubblici, realtà culturali, imprese e cittadinanza”, sottolinea Millefanti.
Il Decennale sarà anche un’occasione per riconoscere il lavoro di chi, negli anni, ha costruito la manifestazione e i servizi che oggi accompagnano la comunità LGBTQIA+ del territorio. “È l’occasione per riconoscere il contributo delle centinaia di volontarie e volontari, attiviste e attivisti, associazioni, istituzioni e cittadine e cittadini che, nel corso di questi anni, hanno contribuito a costruire un territorio più aperto, consapevole e inclusivo”, spiega la presidente.
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“10 anni di Pride – Corpi, Voci, Strade”: il tema del Decennale
Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “10 anni di Pride – Corpi, Voci, Strade”. Un claim che racchiude il percorso della manifestazione e il significato politico della presenza LGBTQIA+ nello spazio pubblico. “Un titolo che non vuole essere soltanto celebrativo, ma profondamente politico e collettivo”, spiega Alice Millefanti.
“Corpi” richiama la visibilità di chi, nel corso di questi dieci anni, ha scelto di attraversare la città e di sottrarsi all’invisibilità. “I nostri corpi sono stati presenza, autodeterminazione, affermazione di dignità e libertà”, afferma la presidente di Arcigay Varese.
“Voci” rappresenta invece la presa di parola della comunità LGBTQIA+, delle famiglie, delle associazioni e delle persone alleate: “Il Pride è stato ed è uno spazio in cui prendere parola. Le voci delle persone LGBTQIA+, ma anche quelle delle famiglie, delle associazioni, delle giovani generazioni, delle istituzioni e di tutte le persone che hanno scelto di schierarsi dalla parte dei diritti, dell’inclusione e della giustizia sociale”.
Infine, “Strade”, luogo simbolico e concreto della parata: “Il Pride nasce nello spazio pubblico e continua a vivere nelle città, nelle piazze e nei territori. Le strade attraversate dalla parata rappresentano simbolicamente un percorso collettivo di cambiamento sociale, partecipazione democratica e cittadinanza attiva”.
Il Varese Pride 2026 vuole dunque raccontare ciò che è stato costruito in dieci anni, ma anche ciò che resta ancora da conquistare: dalla piena autodeterminazione delle persone LGBTQIA+ al contrasto alle discriminazioni, dalla salute alla prevenzione, fino all’accessibilità, alla partecipazione giovanile e al welfare comunitario.
Perché il Pride è ancora necessario in Italia
Il Decennale arriva in un contesto in cui i diritti LGBTQIA+ continuano a essere fragili e incompleti. Secondo l’ultima Rainbow Map di ILGA-Europe, il nostro Paese si colloca al 36° posto su 49 Paesi europei per la tutela dei diritti.
A questo si aggiungono i dati dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, secondo cui il 38% delle persone LGBTQIA+ ha subito discriminazioni nell’ultimo anno, mentre il 51% degli studenti nasconde la propria identità a scuola. Ancora più significativo il dato ISTAT: il 68,2% evita gesti di affetto in pubblico, come tenersi per mano, per paura di aggressioni.
Numeri che aiutano a comprendere perché, anche a dieci anni dalla prima parata varesina, il Pride continui a essere uno spazio necessario di visibilità, rivendicazione e tutela.
“Il Pride continua a essere prima di tutto una manifestazione politica. Perché i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte”, afferma Alice Millefanti. “Perché assistiamo ancora a discriminazioni, violenze, discorsi d’odio e tentativi di mettere in discussione la dignità e l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+. Perché esistono ancora giovani che hanno paura di fare coming out, persone transgender che incontrano ostacoli quotidiani e famiglie che attendono un pieno riconoscimento giuridico”.
Per Arcigay Varese, dunque, il Decennale non rappresenta soltanto una celebrazione. “È un momento di responsabilità verso il futuro. È un’occasione per ribadire che il riconoscimento dei diritti non sottrae nulla a nessuno, ma rappresenta un arricchimento per l’intera collettività. Una società inclusiva è una società migliore per tutte e per tutti”.
Varese e provincia: un territorio cresciuto, ma non ancora libero dalle discriminazioni
In dieci anni, anche la provincia di Varese è cambiata. Secondo Arcigay Varese, è cresciuta l’attenzione verso i temi dell’inclusione, così come la disponibilità al confronto da parte delle istituzioni e delle realtà associative e professionali del territorio.
Ma gli episodi di discriminazione, isolamento e violenza non sono scomparsi, in particolare nei confronti delle persone transgender, delle persone LGBTQIA+ più giovani e di chi vive lontano dal capoluogo o in contesti più fragili.
“Quando Arcigay Varese è rinata nel 2016, la presenza di spazi, servizi e occasioni dedicate alle persone LGBTQIA+ era estremamente limitata”, racconta Millefanti. “Oggi l’associazione è una realtà consolidata, profondamente radicata sul territorio e riconosciuta come interlocutrice da istituzioni, enti del Terzo Settore, scuole, aziende e realtà culturali”.
Una trasformazione che ha portato l’associazione a sviluppare servizi sempre più strutturati e a rafforzare la propria presenza anche fuori dalla città di Varese. In questa direzione si inserisce l’apertura dello Sportello Arcobaleno di Saronno, pensato per avvicinare ascolto e supporto alle persone LGBTQIA+ del basso varesotto.
“Sappiamo infatti che le persone LGBTQIA+ che vivono lontano dal capoluogo possono trovarsi ad affrontare situazioni di maggiore isolamento e marginalità e che, in alcuni contesti, le discriminazioni risultano ancora particolarmente radicate”, spiega la presidente. “Per questo abbiamo scelto di investire nella costruzione di nuovi presidi territoriali e di rafforzare le reti locali”.
Arcigay Varese: servizi, salute mentale e prevenzione durante tutto l’anno
Il Varese Pride è il progetto più visibile di Arcigay Varese, ma rappresenta soltanto una parte del lavoro portato avanti dall’associazione durante tutto l’anno.
Nel solo 2025, attraverso il Centro Arcobaleno, l’associazione ha gestito 105 casi, erogando oltre 160 ore di supporto, principalmente di tipo psicologico. Il centro antidiscriminazione offre consulenza, orientamento, supporto psicologico e tutela dei diritti alle persone LGBTQIA+ vittime di discriminazione, violenza o esclusione sociale.
Accanto al Centro Arcobaleno, Arcigay Varese sta sviluppando il Varese Checkpoint, servizio dedicato alla salute sessuale e alla prevenzione, con test rapidi gratuiti per HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili, counseling tra pari e attività di sensibilizzazione.
Un altro progetto attivo sul territorio è I.RI.DE., dedicato al benessere psicologico e alla salute mentale delle persone LGBTQIA+, attraverso gruppi di auto mutuo aiuto, percorsi di peer counseling e attività rivolte al contrasto degli effetti dello stress da minoranza.
L’associazione è inoltre impegnata in percorsi educativi contro il bullismo e per la promozione delle differenze nelle scuole e nei contesti formativi, oltre che nel progetto SISTER_VA, rivolto alle donne lesbiche, bisessuali e transgender, con attività dedicate all’empowerment, al contrasto alla violenza e alla costruzione di reti di supporto tra pari.
“Questi risultati sono stati possibili grazie alla capacità dell’associazione di costruire reti territoriali solide, collaborazioni con enti pubblici, fondazioni, organizzazioni del Terzo Settore e partner privati, nella convinzione che i diritti, il benessere e l’inclusione si costruiscano insieme”, afferma Millefanti.
Le rivendicazioni del Varese Pride 2026
Il Pride del Decennale porterà nuovamente in piazza le richieste centrali del movimento LGBTQIA+: il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, il contrasto efficace ai crimini e ai discorsi d’odio, il rafforzamento delle tutele contro le discriminazioni e una maggiore attenzione ai diritti delle persone transgender e non binarie.
Accanto alle rivendicazioni nazionali, Arcigay Varese sottolinea l’importanza di interventi concreti sul territorio: servizi accessibili, prevenzione, salute, educazione alle differenze e responsabilità condivisa da parte delle istituzioni, del mondo scolastico e del lavoro.
“Chiediamo che le persone LGBTQIA+ possano vivere la propria vita con pari dignità, pari opportunità e pari diritti”, dichiara Alice Millefanti. “Chiediamo inoltre che il contrasto alle discriminazioni non sia affidato esclusivamente alle associazioni, ma diventi una responsabilità condivisa tra istituzioni, sistema educativo, mondo del lavoro e società civile”.
Centrale sarà anche il tema dell’accessibilità. “Crediamo che la partecipazione sia un diritto e che gli eventi pubblici debbano essere sempre più accessibili e accoglienti”, sottolinea la presidente.
“Il Varese Pride 2026 chiede quindi diritti, rispetto e uguaglianza, ma anche responsabilità collettiva e impegno comune per costruire un territorio più giusto, accogliente e libero”.
Varese Pride Month 2026: mostre, incontri, salute e cultura
Il Decennale sarà accompagnato da un intero mese di appuntamenti distribuiti sul territorio, tra iniziative culturali, prevenzione, socialità, spettacolo e sport.
Il calendario prenderà il via il 1° giugno con l’inaugurazione della mostra collettiva “SENZAVINCOLI”, ospitata presso l’Aula Ali della Libertà di Busto Arsizio.
Il 3 giugno, a Spazio Materia di Castronno, si terranno un appuntamento dedicato al body painting e un talk. Il 4, 11 e 18 giugno sarà invece attiva la Varese Checkpoint Pride Edition, con test rapidi gratuiti e anonimi per HIV, HCV e sifilide.
Il 6 giugno si terrà il Centro Arcobaleno Pride Edition, una giornata dedicata al benessere e ai gruppi di auto mutuo aiuto. Il giorno successivo, 7 giugno, ai Portici di Palazzo Estense sarà inaugurata la mostra del Decennale “10 Anni di Pride – Corpi, Voci, Strade”, pensata per ricostruire e trasmettere la memoria collettiva della comunità LGBTQIA+ varesina.
Il 10 giugno sarà la volta dello spettacolo “Viva le donne” con Debora Villa, mentre il 12 giugno la sede di Arcigay Varese ospiterà la serata di socializzazione e gioco Pride&Play ancora più Pride.
Il 13 giugno sono previsti la partecipazione alla Festa del Rugby Varese e l’appuntamento Yoga Queer Pride Edition. Il 16 giugno il programma proseguirà con il doppio evento “Schiacciamo i Pregiudizi: lo sport incontra l’inclusione” e il panel “Oltre i confini: presente e futuro dei diritti LGBTQIA+ in Europa”.
Il 17 giugno, nell’ambito della rassegna Esterno Notte, sarà proiettato il film “La più piccola”.
Il momento centrale arriverà sabato 20 giugno con il Varese Pride 2026 – Decennale: il ritrovo è previsto in Piazza Monte Grappa, da dove partirà la parata cittadina diretta ai Giardini Estensi. Qui si svolgerà la Varese Pride Night, con BigMama, madrina del Decennale, insieme a ospiti, performer e artistə.
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Un Pride più accessibile e accogliente
Tra i punti centrali dell’edizione 2026 c’è l’impegno a rendere il Pride più accessibile e vivibile per tutte le persone.
Durante i momenti principali della giornata sarà previsto il servizio di interpretariato LIS. Ai Giardini Estensi sarà inoltre predisposta un’area di scarico sensoriale dedicata alle persone neurodivergenti.
L’organizzazione riconoscerà il Sunflower Lanyard, simbolo internazionale utilizzato dalle persone con disabilità invisibili, e garantirà informazioni chiare relative a trasporti, sicurezza, accessibilità e servizi disponibili.
Durante l’evento saranno presenti anche attività di prevenzione e test HIV, nel quadro dell’impegno dell’associazione sul fronte della salute sessuale e dell’accesso ai servizi.
“Crediamo che la partecipazione sia un diritto e che ogni persona debba poter vivere il Pride sentendosi accolta, rispettata e al sicuro”, afferma Alice Millefanti.
La precedente edizione 2025

L’edizione 2025 del Varese Pride ha segnato una tappa di passaggio nel percorso della manifestazione, preparando il terreno alle celebrazioni del decennale del 2026. La parata, tenutasi sabato 19 luglio dopo uno slittamento rispetto alla data inizialmente prevista, ha attraversato il centro cittadino coinvolgendo migliaia di persone e confermando il Pride come uno degli appuntamenti più partecipati del territorio.
Madrina dell’edizione è stata Vladimir Luxuria, protagonista anche della Pride Night ai Giardini Estensi, dove ha portato in scena lo spettacolo “Stasera ve le canto”, tra ironia, musica e racconto personale.
Nei giorni e nelle settimane precedenti, il Varese Pride si è sviluppato attraverso un calendario di eventi, tra incontri, performance e momenti di confronto, rafforzando il legame con la città e con la rete associativa locale.
Durante la presentazione, il presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini aveva sottolineato il valore del percorso costruito nel tempo: “Dieci anni fa abbiamo sfilato per la prima volta a Varese con pochi mezzi ma con tanta determinazione. Oggi celebriamo un percorso collettivo di visibilità, coraggio e trasformazione. Il Pride non è solo una parata: è uno spazio culturale, educativo e sociale che fa bene a tutta la città”.
Accanto alla dimensione festiva, l’edizione 2025 ha ribadito anche la natura politica della manifestazione, con rivendicazioni che restano centrali anche nel 2026: dal riconoscimento delle famiglie omogenitoriali a una legge contro le discriminazioni, fino al matrimonio egualitario e a percorsi di affermazione di genere più accessibili.
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Come partecipare
A dieci anni dalla prima parata, il Varese Pride torna dunque in strada con un programma più ampio, una rete territoriale consolidata e rivendicazioni che restano urgenti.
“Dieci anni dopo la prima parata, continuiamo a scendere in strada con lo stesso obiettivo: trasformare la visibilità in diritti, la presenza in partecipazione e la resistenza in cambiamento”, conclude Alice Millefanti.
Il Varese Pride 2026 non è solo un anniversario, ma un momento di rilancio. Il decennale arriva in un contesto complesso, in cui i diritti LGBTQIA+ restano fragili e spesso messi in discussione, ma anche in una fase in cui le comunità mostrano una capacità sempre maggiore di organizzarsi, resistere e costruire spazi di libertà.
Varese Pride 2026: come restare aggiornatə
L’appuntamento principale è per sabato 20 giugno 2026, con partenza da Piazza Monte Grappa e arrivo ai Giardini Estensi per la parata e la Varese Pride Night. Per aggiornamenti sul programma, sugli ospiti, sull’accessibilità e sulle modalità di partecipazione, è possibile seguire i canali ufficiali del Varese Pride (FB | IG).
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