È un cinema che conosciamo poco, quello ellenico queer, e se trascuriamo le opere eccentriche di Yorgos Lanthimos, quasi nulla arriva sui nostri schermi. Aiuta a far chiarezza sul tema il bel focus Greek Guerrilla del quinto Bari International Gender Film Festival in corso di svolgimento presso l’Anche Cinema. Iera sera è stata presentata, alla presenza degli autori, una selezione di corti greci in collaborazione con l’Outview Film Festival di Atene.

Atmosfere più distese nel fiabesco Goldfish (Pesce rosso) di Yorgos Angelopoulos. Nel giorno del suo compleanno, un bimbetto gradirebbe come regalo un pesce rosso. Il padre esaudisce il desiderio del figlio ma quando scopre che il piccolo vuole chiamarlo Tom “come Tom Daley, il nuotatore olimpico che ha fatto coming out” s’infuria e decide di farlo sparire in un torrente. Ma è la volta del bimbo a sparire e preoccupare l’intera famiglia. La tematica dell’omosessualità nell’infanzia ci ha dato almeno un capolavoro, il belga Ma vie en rose, e anche qui è affrontata con toni tenui e garbati. Il messaggio veicolato è che attraverso l’amore e la comprensione si può accettare l’omosessualità come una variante naturale dell’esistente.

È invece un porno d’autore, So quiet di Maria Katsikadakou, analisi della ‘performatività’ di una vagina attraverso lunghi primi piani di sessi femminili alternati a tunnel di vario genere e immagini similari. Si tratta di un lavoro esplicitamente ispirato ad Antonio Da Silva, autore portoghese specializzato nell’hard sofisticato.

Prima del focus, abbiamo potuto assistere a un’ipnotica performance di Reverso seguita alla proiezione del corto ‘The beauty of Reverso’, interessante artista cileno di stanza a Berlino che fa della multidentità la sua bandiera. Attraverso l’uso di un coltello che sembra vivisezionare le sue varie personalità, Reverso si spoglia poco a poco dei vestiti/orpelli per farsi scoprire dal pubblico.

