Grecia, Consiglio di Stato conferma il matrimonio egualitario e l’adozione per le coppie dello stesso sesso: “Costituzionali”

I giudici hanno sentenziato che l'estensione del diritto matrimoniale alle coppie dello stesso sesso non mina la struttura familiare tradizionale né i diritti delle coppie eterosessuali, precisando che il diritto delle coppie dello stesso sesso ad adottare “non viola la tutela costituzionale dell’infanzia e il superiore interesse del minore”.

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15 Febbraio 2024 la Grecia approva il matrimonio egualitario
15 Febbraio 2024 la Grecia approva il matrimonio egualitario
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Due anni fa, era il 15 febbraio del 2024, il Parlamento greco approvava la legge sul matrimonio egualitario, riconoscendo inoltre il diritto di adozione per le coppie dello stesso sesso, con 176 voti favorevoli su 300.

Il Consiglio di Stato aveva confermato la costituzionalità della legge nel maggio 2025. Successivamente due associazioni e una società senza scopo di lucro hanno presentato un ricorso chiedendo l’annullamento della legge, perché contrari alla decisione del ministero dell’Interno di adeguare le modalità di annotazione delle generalità dei coniugi e dei genitori sui certificati di matrimonio e di nascita.

Grecia, il matrimonio egualitario e le adozioni per le coppie gay non si toccano

Ebbene il Consiglio di Stato greco ha respinto il ricorso certificando la costituzionalità del matrimonio egualitario e dell’adozione per le coppie dello stesso sesso. Nella sentenza n. 392/2026, la plenaria del Consiglio di Stato ha concluso a maggioranza che le disposizioni della legge n. 5089/2024 sono compatibili sia con la Costituzione greca che con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Riguardo al matrimonio tra persone dello stesso sesso, il Consiglio ha dichiarato: “Le norme e le tradizioni della Chiesa cristiana ortodossa riguardanti la celebrazione del matrimonio e la formazione della famiglia non vengono intaccate, poiché il loro rispetto continua a basarsi sulla libera volontà dei fedeli cristiani ortodossi”.

I giudici hanno concluso che l’estensione del diritto matrimoniale alle coppie dello stesso sesso non mina la struttura familiare tradizionale né i diritti delle coppie eterosessuali.

La sentenza ha affrontato anche le preoccupazioni relative all’adozione, precisando che il diritto delle coppie dello stesso sesso ad adottare “non viola la tutela costituzionale dell’infanzia e il superiore interesse del minore”.

I giudici hanno confermato che i bambini adottati da coppie dello stesso sesso non subiscono discriminazioni rispetto a quelli cresciuti da genitori di sesso diverso, a condizione che un tribunale stabilisca che l’adozione sia nell’interesse del minore. La Corte ha inoltre sottolineato come l’adozione da parte di un solo genitore sia da tempo consentita, rafforzando l’idea che diverse strutture familiari siano compatibili con il benessere del minore.

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I giudici hanno chiarito che non esiste alcun requisito costituzionale che imponga all’adozione di replicare un modello tradizionale di famiglia biologica. Come afferma la sentenza, “non è richiesto… che l’adozione imiti il ​​rapporto biologico di un bambino con due genitori di sesso diverso“. La sentenza ha inoltre garantito il riconoscimento legale delle adozioni già effettuate all’estero da coppie dello stesso sesso, fornendo ulteriori garanzie procedurali ai sensi della normativa vigente.

Le norme impugnate non sono contrarie alla Costituzione. Esse sono infatti conformi ai principi costituzionali del rispetto e della tutela della dignità della persona umana, del libero sviluppo della personalità e dell’uguaglianza di fronte alla legge, nonché ai principi della Cedu, di altre convenzioni internazionali e del diritto dell’Unione. Riflettono l’evoluzione, nel corso degli ultimi decenni, sia delle posizioni socio-etiche sulle relazioni omosessuali sia del trattamento, da parte dell’ordinamento giuridico, della convivenza e della genitorialità omosessuale nella maggior parte dei Paesi democratici avanzati“.

La legge del 2024 fu voluta dal governo Mitsotakis dopo mesi di feroce dibattito, con la Chiesa Ortodossa sul piede di guerra.

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