Dell’affaire SavoiniSalviniRussia si parla ormai da quest’estate. E per alcuni, proprio la cognizione di non poter gestire facilmente la situazione da ministro dell’Interno è stata all’origine della decisione del leader della Lega di rovesciare il banco. E chiedere nuove elezioni.

Brevemente: Savoini, vecchio amico e sodale di Salvini, nonché ex portavoce, è stata registrato nell’ottobre 2018 dal sito Buzzfeed mentre, all’Hotel Metropol di Mosca, proponeva ad una delegazione russa un affare attraverso cui creare fondi neri da destinare alla Lega.

Grazie a una fornitura di gas dalla Russia all’Italia,  avrebbero potuto essere trattenuti da una società controllata dallo stesso Savoini (c’è un’inchiesta aperta). Parliamo di circa 65 milioni di € che sarebbero andati a finanziare il partito di Salvini, che promuoveva il deal prospettando “un’Europa più vicina alla Russia grazie al trionfo della Lega alle Europee”.

In realtà, come chiarito in modo inequivocabile dall’ultima puntata di Report (La Fabbrica Della Paura), questo sarebbe stato solo l’ultimo passaggio di denaro in una fitta rete di relazioni che riguardano molti protagonisti: oligarchi russi vicini a Putin con fondi apparentemente illimitati, la destra sovranista americana capeggiata da Bannon, e varie realtà ed associazioni in Europa che fanno dell’integralismo cattolico, della lotta contro i diritti degli omosessuali, dell’odio verso le minoranze, la loro cifra stilistica.

La missione di Salvini in Italia è sostenuta dalle associazioni più conservatrici

Questa galassia, ovviamente, è presente anche in Italia. Nel Belpaese accomuna infatti Forza Nuova, Pro-Vita di Toni Brandi, il senatore Pillon, Luca Volontè. In una sola parola, tutta la compagnia del Congresso Delle Famiglie di Verona.

Sono le parole del miliardario Malofeev , intervistato da Report, a chiarire candidamente le intenzioni e i disegni di questa lobby potentissima. L’oligarca, nella lista nera della Comunità Europea dal 2013 e impossibilitato a fare affari con i Paesi europei, è un tycoon del media e dell’energia vicinissimo a Putin, e si esprime così:

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Preferisco chiamare i gay sodomiti, che è quello che sono. Portano disordine nella società ed hanno un disegno per rovesciare i valori. Noi combattiamo contro questo con ogni mezzo.

Ed è proprio Malofeev poi a confermare di aver incontrato sia Savoini che Salvini. Oltre a sostenere il fatto che Salvini (come peraltro riferito anche da Conte in Parlamento) era effettivamente a Mosca il 18 ottobre 2018.

La religione come mezzo “acchiappa-voti”

L’integralismo cattolico è centrale per queste organizzazioni. Ed infatti, ecco che Salvini, a partire da circa 1 anno fa, riempie di riferimenti religiosi, di Madonne, di rosari, di invocazioni e di baci i suoi comizi ed i suoi selfie sui social. Perché per intercettare quel fiume di denaro da riversare poi nella Bestia, la macchina per costruire consenso sui social, è necessario mostrarsi cattolici integralisti.

E naturalmente combattere con ogni arma il nemico comune con i russi: la comunità LGBTQ ovviamente.

In un contesto politico in cui ci sono molte persone omosessuali che continuano a votare Salvini perché li starebbe salvando da una fantomatica invasione di integralisti musulmani, forse qualche motivo di riflessione dovrebbe sorgere.

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