Si è dimesso il parroco che ha sposato due donne, il vescovo: “gesto inopportuno”

"Il parroco è un libero cittadino ma c’è un canone che impedisce ai sacerdoti di officiare cerimonie civili a prescindere da chi si sposa", ha precisato il vescovo.

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Ha fatto il giro d’Italia la notizia giunta da Sant’Oreste, piccolo comune della città metropolitana di Roma Capitale, che ha visto il parroco di San Lorenzo Martire unire civilmente due donne con la fascia tricolore della sindaca Valentina Pini.

Peccato che poche ore dopo la diffusione della notizia, don Emanuele Moscatelli si sia ‘dimesso per una pausa di riflessione‘. Se il parroco non ha voluto rispondere a nessuna domanda, a parlare per lui è stato il vescovo della diocesi di Civita Castellana, cui fa capo Sant’Oreste, monsignor Romano Rossi.

“Confermo quanto avvenuto, successivamente alla cerimonia l’ho chiamato, abbiamo ragionato insieme e ha compreso l’inopportunità del gesto. Abbiamo dialogato a lungo, non si è trattato di una decisione di autorità. Non è in corso alcuna censura, ha deciso che era opportuno dimettersi”, ha sottolineato il vescovo, come riportato da GiornaleNuovaImmagine.

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Il parroco è un libero cittadino ma c’è un canone che impedisce ai sacerdoti di officiare cerimonie civili a prescindere da chi si sposa. Ma nella Chiesa si dialoga e così ho fatto io con don Emanuele.

Terminato il periodo di riflessione, spiega il vescovo, Don Emanuele “non potrà fare il parroco a Sant’Oreste, ma una volta chiarite certe cose potrà fare tutto, quando sarà il momento”. Un’unione civile “celebrata in nome dell’amicizia serena, non erano sconosciute al parroco queste donne. Sono battezzate”, ha concluso il vescovo. Ma in tanti, in Paese, hanno difeso don Emanuele.

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