Tutti conosciamo TikTok. Dal settembre 2016, anno della sua nascita, è aumentato a dismisura, diventando uno dei primi social preferiti in particolare dai più giovani. Ma tra video divertenti, comici, emozionanti o “non-sense”, un ragazzo trans lo ha utilizzato per esprimere sé stesso.
Le scelte di Alex, questo il nome del ragazzo, non sono però piaciute alla madre. E lo ha dimostrato nel modo più brutale che possa esistere. La donna infatti ha voluto umiliare il proprio figlio, requisendo il profilo TikTok di Alex e invitando i suoi contatti ad usare il su vero nome, anziché Alex. Il senso era chiaro: o lo chiami con il suo vero nome, o non seguire più questo profilo”. Il termine vero dovrebbe essere messo tra virgolette, dato che è un nome in cui Alex non si riconosce.
Ma la parte peggiore di questa storia, oltre all’odio della made nei confronti del proprio figlio, avviene quando la donna stessa decide di registrare un video. E di pubblicarlo. Nel video, la donna parla del figlio, mentre quest’ultimo sembra assente. Non guarda la telecamera, ma davanti a sé, senza dire una parola. L’umiliazione è davvero troppo grande.
Giustizia per Alex: la campagna virale su TikTok
Il video della madre, che ha iniziato a girare a Ferragosto, non è passato inosservato e in poche ore è diventato virale. Da subito, è stata lanciata una petizione chiamata “Giustizia per Alex“. Inoltre, il video è arrivato anche ai datori di lavoro della madre transfobica.
Infatti, la donna nel video indossa una maglietta della paninoteca Hungry Bear, nel Tennessee. Vista l’indignazione provocata dal video e la rivolta della comunità LGBT, i gestori dell’attività hanno deciso di licenziare la donna.
Il video è stato poi condiviso anche via Twitter. Il commento:
Non posso credere che un genitore possa trattare il proprio figlio in questo modo, non vedi che sta per piangere lo fai provare vergogna per chi è quando non dovrebbe avere il diritto di chiamarsi con il nome che vuole e il il genere che vuole non è il tuo posto da scegliere.

