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DDL Zan, respinte le due pregiudiziali di costituzionalità: la legge contro l’omotransfobia va avanti

La Camera ha affondato le due pregiudiziali presentate a scrutinio segreto da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia.

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Al termine di un’agghiacciante ‘dibattito’ portato avanti dai deputati di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno chiaramente dovuto giustificare la loro richiesta di due pregiudiziali di costituzionalità a scrutinio segreto, il DDL Zan ha fortunatamente superato il primo complicato e pericolosissimo step, perché a scrutinio segreto.

Le due pregiudiziali sono state infatti respinte. Presenti 460, votanti 455, astenuti 5, maggioranza 228, favorevoli 201, contrari 254.

Il DDL Zan prosegue quindi la propria strada parlamentare, con la maggioranza chiamata ora a respingere i quasi 900 emendamenti presentati dall’opposizione, che senza pudore alcuno punta unicamente allo sgambetto nei confronti della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

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La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità a voto segreto con cui Lega e Fratelli d’Italia speravano di affossare la legge“, ha scritto il relatore Alessandro Zan sui social. “Ora avanti con l’esame per approvare al più presto una legge di civiltà“.

Sono in Senato a votare la legge di delegazione europea nonostante il consueto ostruzionismo delle destre“, ha commentato la senatrice Monica Cirinnà, “ma sto seguendo con grande emozione i lavori dell’Aula di Montecitorio, che sta iniziando a votare la proposta di legge Zan contro omolesbobitransfobia e misoginia. Poco fa sono state respinte a larga maggioranza le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni: un tentativo, strumentale e ideologico, di impedire l’approvazione di una legge necessaria e urgente. Sì, necessaria e urgente, perché non esiste un tempo in cui non sia necessario e urgente occuparsi di diritti e uguaglianza. Non c’è benaltrismo che tenga: anche in una emergenza dolorosa come quella che stiamo attraversando, la classe politica deve dimostrare di essere capace di occuparsi dell’emergenza, certo, ma anche di continuare a dare ascolto alle esigenze dei cittadini, alla loro domanda di riconoscimento e protezione. Questo stiamo facendo, senza abdicare alla nostra responsabilità politica e anzi agendola al livello più alto. Sono fiduciosa che presto arriveremo al risultato, anche grazie al grande lavoro che la maggioranza ha fatto – in grande armonia – per migliorare e arricchire il contenuto della legge, senza snaturarne la natura e gli obiettivi. Ce la faremo, lo dobbiamo alle tante, troppe vittime; lo dobbiamo a quella protezione dell’uguaglianza che, come ha ricordato il Presidente Mattarella lo scorso 17 maggio, è anzitutto pari dignità; lo dobbiamo alla visione di un’Italia più giusta, libera, inclusiva, come vuole la Costituzione“.

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Anonimo 27.10.20 - 18:28

Ottima notizia! Il primo scoglio/trappolone delle destre cattofasciste e reazionarie è stato superato. Speriamo che la maggioranza continui ad essere unita e approvi presto una legge efficace, senza tradimenti né compromessi al ribasso come accadde nel 2016 con le unioni civili.