Polonia, l’allarme del Consiglio d’Europa: “preoccupati per la sicurezza delle persone LGBT”

L'articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, ratificata dalla Polonia nel 1993, vieta espressamente la discriminazione per qualsiasi motivo contro chiunque, comprese le persone LGBTI.

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Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, istituzione che rappresenta le regioni e gli enti locali dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa, ha completato una missione conoscitiva di due giorni sulla situazione delle persone LGBTI in Polonia. Con risultati a dir poco preoccupanti.

L’orientamento sessuale è diventato una questione polarizzante nella società polacca; questo si riflette sempre di più anche sulle autorità locali e regionali, alcune delle quali hanno adottato risoluzioni sulla cosiddetta “ideologia LGBTI“”, hanno osservato i membri della Delegazione del Congresso. “Siamo preoccupati per l’impatto negativo che questa situazione ha sulla vita, sui diritti e sulla sicurezza delle persone LGBTI”.

Il 2 e 3 novembre 2020 la delegazione in questione ha raccolto fatti e approfondimenti dal governo, dai parlamentari, dalle autorità locali e regionali e dalle ONG. Facendo riferimento alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo ratificata dalla Polonia nel 1993, la delegazione ha ricordato come l’articolo 14 vieti espressamente la discriminazione per qualsiasi motivo e come protegga tutti, comprese le persone LGBTI. “Le autorità locali hanno un ruolo cruciale nel sostenere i diritti dei cittadini e nel promuovere il dialogo e la coesione sociale”, hanno sottolineato.

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Un rapporto sulla missione conoscitiva sarà presentato al Congresso e ad altre istituzioni del Consiglio d’Europa, con i risultati che serviranno per la preparazione di un rapporto sul “ruolo e responsabilità delle autorità locali nella protezione delle persone LGBTI“, da prendere in considerazione dal Congresso all’inizio del 2021.

La delegazione era composta da Gabriele Neff (Germania, ILDG), presidente della commissione per gli affari correnti, e dai co-relatori Andrew Boff (Regno Unito, ECR) e Yoomi Renström (Svezia, SOC / G / PD) e dal direttore del Congresso Rafael Benitez. A loro si sono uniti Fourat Ben Chikha (Belgio, SOC), relatore dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa sulle questioni LGBTI, e Robert Davidson, esperto del Congresso dell’Università di Amsterdam.

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