Rischia di dover tornare nell’omofobo Zimbawe perché “non sembra bisessuale”

Ragazza bisex, lavora, fedina penale pulita ma rischia la vita nel suo Paese: secondo l'Irlanda non ha ragione di essere considerata rifugiata.

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Una ragazza bisex sarà rimpatriata in Zimbawe perchè non sembra bisex.
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In Irlanda, il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato la domanda di asilo politico per una ragazza bisex, fuggita dallo Zimbawe per cercare protezione, essendo il paese fortemente omofobo. La giustificazione, secondo i funzionari, è quella già sentita in altre occasioni: “Non è abbastanza bisessuale“.

Come si possa capire se una persona è “poco o tanto bisex” resta sempre un’incognita, ma purtroppo non è la prima volta che accade. Tra tutte, c’è la storia di un ragazzo a Vienna che non sembrava omosessuale, e che quindi è stato rispedito in Afghanistan. Quella di questa ragazza bisex, Costantine (nome di fantasia), è solo l’ultima.

Buona condotta e lavoro non bastano per la ragazza bisex

Per inviare la domanda per rimanere in Irlanda come rifugiata, la ragazza bisex ha raccolto prove del suo comportamento impeccabile nel Paese. Lavora come OSS in una casa di cura, e anche il suo datore di lavoro è rimasto molto soddisfatto di come svolge la sua mansione.

Questo, agli occhi del Dipartimento, dovrebbe bastare. Invece, nonostante il lavoro e una fedina penale pulita, i funzionari hanno deciso di rimpatriarla, mettendo a rischio la sua vita.

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Simile la storia di una seconda ragazza, anche lei dello Zimbawe. Stesso trattamento poiché non può provare il suo orientamento sessuale. Anche lei lavora in una casa di cura a Dublino, ma non basta. Richiesta di asilo politico rifiutata, deve tornare nel suo Paese di origine (volontariamente o con la forza) e rischiare la vita.

Il problema dei rifugiati LGBT in Irlanda

Il sistema utilizzato in Irlanda per la gestione dei richiedenti asilo è molto incerto. Se, per la prassi, una persona dovrebbe stare solo sei mesi dentro il centro di accoglienza, in realtà ci rimanere anche oltre due anni, senza ricevere risposta dai funzionari.

Il modo in cui si decide se una persona è omosessuale, bisessuale o transgender poi non ha proprio un senso, poiché basato ancora sullo stereotipo che un ragazzo gay deve essere effemminato, o una ragazza lesbica sia un maschiaccio. Come capire se quella davanti sia davvero una ragazza bisex come Costantine o una persona trans, rimane invece un mistero.

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