Negato congedo parentale alla mamma lesbica: ATS Milano condannata per discriminazione

La mamma non ha accettato la discriminazione subita e ha denunciato l'Ats, ottenendo così la giustizia che merita.

fratelli
Per due bimbi con due mamme, un sentenza storica: sono fratelli.
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Da Milano, arriva un nuovo caso di discriminazione. Ma stavolta arriva direttamente dalla Pubblica Amministrazione, e in particolare dall’Ats, l’Agenzia della Tutela della Salute. È stata questa a negare il congedo parentale a una mamma lesbica, poiché non vista come genitore del piccolo, che quotidianamente cresce con sua moglie. È stata appunto la compagna a portarlo in grembo per 9 mesi, dopo la pratica di procreazione assistita a cui sono ricorse in Spagna, e a darlo alla luce.

La discriminazione verso la mamma lesbica

Come riporta Andrea Sparaciari su Il Fatto Quotidiano, secondo ATS solo la partoriente avrebbe diritto al congedo parentale, vista “l’incertezza del contesto normatico con riferimento al tema della genitorialità delle coppie omosessuali“. Insomma, la mamma lesbica che non ha partorito il bimbo a loro dire o non potrebbe richiedere nessun aiuto. E se ci fosse stato un padre, anziché una madre?

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Questo è un caro caso di discriminazione. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Milano, che ha condannato l’Ats per il suo rifiuto. Il giudice, nel leggere la sentenza, ha spiegato come l’Agenzia della Tutela della Salute non può sancire chi è genitore e chi non lo è. Anche perché le due donne sono unite civilmente, esiste il riconoscimento del nascituro e l’atto di nascita.

L’ATS è stata  condannata a pagare 1.707,27 euro a titolo di danno patrimoniale, a riconoscere il riconoscimento di tutti gli istituti contrattuali e legali di natura retributiva dovuti per il periodo dell’aspettativa non retribuita, e a pagare le spese di liti pari a 6.633,90 euro oltre accessori ed oltre il 15% delle spese generali.

Per trasparenza, il sito di Ats ha pubblicato anche la sentenza in un angolo del proprio sito, ben nascosta alla vista.

© Riproduzione riservata.

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