Concita De Gregorio condivide sul suo blog lettera transfobica: “l’identità di genere è contro le donne”

Una grande confusione tra identità di genere, diritti delle donne e delle persone trans. E ancora tanta, troppa, disinformazione

cosa vuol dire transgender
2 min. di lettura

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Nel blog gestito da Concita De Gregorio su Repubblica (interamente dedicato alle lettere dei lettori) è comparsa una missiva di Alessandra Asteriti, un’insegnante di Diritto internazionale dal 2015 alla Leuphana University, in Germania. Ha molto a cuore i diritti delle donne, dice, ma con delle posizioni a dir poco estreme.

La confusione di Alessandra Asteriti su identità di genere e diritti delle donne

Da una parte troviamo i diritti delle donne, e tutti sappiamo di cosa parliamo. Dall’altra  l’identità di genere, il cui significato è il senso di appartenenza a un genere con il quale una persona si identifica. La professoressa Asteriti sembra fare confusione tra i due termini.

Mi sembrava, e mi sembra, che sostituire il sesso con l’identità di genere, concetto sconosciuto a miliardi di persone, ledesse i diritti delle donne. Per esempio, le Nazioni Unite calcolano che ci siano fino a 140 milioni di donne ‘in meno’ al mondo, per via di pratiche come l’aborto selettivo e l’infanticidio. I feti non hanno un’identità di genere.

Parla di donne e di diritti delle donne, con tanto di minacce ricevute, proprio a lei, donna di sinistra.

Ho cominciato a ricevere minacce di stupro e di morte. Accusata di essere transfobica, una nazista, io che sono di sinistra da sempre. Solo per aver difeso i diritti delle donne. 

Procedendo nella lettera, da identità di genere e donne arriviamo al punto focale della discussione. La transessualità. Ed è qui che la confusione si fa totale.

Ci sentiamo dire che ci sono donne con il pene e uomini con la vagina. Che se usiamo la parola donna per descriverci siamo transfobiche. Siamo persone con l’utero, mestruanti, proprietarie di vagina. Intanto le donne trans sono donne. Loro sì. Noi no. Che se difendiamo i nostri diritti siamo fasciste e bigotte. Che gli spazi solo per donne devono essere aperti a tutti quelli che si identificano come donne, indipendentemente dalla loro anatomia. Se un uomo a cinquant’anni decide di essere una donna, lo diventa immediatamente.

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E poi, “i trans”. Come in un qualsiasi articolo di Libero. Come in un post di odio firmato Arcilesbica Nazionale. Anziché persone trans, anche la Asteriti preferisce utilizzare il pronome per definire una categoria. Qui si va oltre l’identità di genere e i diritti delle donne. È un attacco alla comunità trans.

Perché a suo dire sarebbe la comunità trans che vorrebbe eliminare il sesso. 

I ‘diritti dei trans’ non c’entrano nulla con questo movimento che vuole eliminare il sesso come categoria distinta e le donne come categoria protetta.

Termini come odio, discriminazione, aggressioni non passano minimamente per la mente della docente, convinta che una persona trans sia semplicemente e solamente qualcuno che vuole diventare donna, negando i diritti alle altre.

La conclusione, poi, lascia interdetti:

Allora io vi chiedo: vi sembra questo un movimento per i diritti umani, o un movimento sessista che sfrutta cinicamente ‘i trans’ per distruggere le conquiste che le donne hanno ottenuto negli ultimi cento anni?

Altro che identità di genere. Ma Concita De Gregorio, che ha ricevuto e pubblicato simile lettera sul suo blog personale de LaRepubblica, ne condivide appieno i contenuti? La domanda sorge tremendamente spontanea.

© Riproduzione riservata.

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