L’identità di genere è un aspetto fondamentale della nostra esistenza, che riguarda il modo in cui ciascuno di noi si percepisce e si identifica in termini di genere
Comprendere cosa significa, in un momento storico in cui si dibatte fortemente intorno a questa tematica, è fondamentale, in particolar modo per promuovere una società più inclusiva e rispettosa di ogni identità.
Questa serie di domande e risposte offre spiegazioni semplici e accessibili su argomenti chiave legati all’identità di genere: dall’influenza della famiglia e dei media alla differenza tra identità di genere e orientamento sessuale. L’obiettivo è fornire una guida chiara per chi desidera approfondire questo argomento, a partire da una conoscenza base o nulla.
In questo articolo
- 1 Che cos’è l’identità di genere?
- 2 Quali sono le basi biologiche dell’identità di genere?
- 3 Come influisce la famiglia nella costruzione dell’identità di genere?
- 4 Come il consumo dei mass media influenza l’identità di genere? Qual è il ruolo dei media nell’identità di genere?
- 5 Quando si forma l’identità di genere? A che età un bambino la sviluppa e la percepisce?
- 6 Qual è la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere?
- 7 Qual è invece la differenza tra genere e identità di genere?
- 8 Quante sono le identità di genere?
- 9 Identità di genere e legge italiana. A che punto siamo? Dove si parla di identità di genere nella nostra legge?
- 10 In cosa consiste l’educazione di genere nelle scuole?
- 11 Perché è importante utilizzare il linguaggio inclusivo con persone che hanno una identità di genere non conforme?
- 12 Risorse utili

Che cos’è l’identità di genere?
L’identità di genere è il senso profondo e personale di appartenere a un genere specifico. È come una persona sente internamente se stessa: maschio, femmina, una combinazione di entrambi, nessuno dei due o altro ancora. Non dipende necessariamente dal sesso biologico assegnato alla nascita. Ad esempio, una persona nata biologicamente maschio può sentire di essere femmina. È un’autodefinizione che ogni persona attribuisce a se stessa in base a come si percepisce: è fondamentale il rispetto all’autodeterminazione e all’autonominazione di ogni persona.
Quali sono le basi biologiche dell’identità di genere?
Le basi biologiche dell’identità di genere non sono ancora completamente comprese. Si pensa che fattori come gli ormoni durante lo sviluppo prenatale, la genetica e la struttura cerebrale possano influenzarla. Ad esempio, variazioni nei livelli ormonali nel grembo materno potrebbero influire su come una persona percepisce il proprio genere. Tuttavia, l’identità di genere è fortemente influenzata da fattori sociali e ambientali, come l’educazione e la cultura.
Come influisce la famiglia nella costruzione dell’identità di genere?

La famiglia gioca un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità di genere. Fin dalla nascita, i genitori e i familiari possono influenzare il bambino attraverso le aspettative, i giochi, i vestiti e il linguaggio. Ad esempio, se a una bambina vengono dati solo bambole e vestiti rosa, potrebbe sentirsi spinta verso ruoli tradizionalmente femminili. Allo stesso modo, se a un bambino viene detto che “i maschi non piangono”, potrebbe sentirsi limitato nell’esprimere le proprie emozioni.
Come il consumo dei mass media influenza l’identità di genere? Qual è il ruolo dei media nell’identità di genere?
I mass media hanno un forte impatto sull’identità di genere. Attraverso film, programmi TV, pubblicità e social media, vengono spesso trasmessi stereotipi su come dovrebbero comportarsi le persone nate biologicamente maschio o femmina. Ad esempio, le pubblicità potrebbero mostrare solo donne che cucinano o uomini che fanno lavori manuali. Questi messaggi possono influenzare le aspettative che le persone hanno su se stesse e sulle altre, limitando l’espressione di genere individuale. I media possono però anche promuovere modelli più inclusivi, mostrando una varietà di identità e ruoli di genere.
Quando si forma l’identità di genere? A che età un bambino la sviluppa e la percepisce?

L’identità di genere inizia a formarsi molto presto, già nella prima infanzia. I bambini, secondo la Società Italiana di Pediatria, generalmente iniziano a identificarsi con un genere intorno ai 3-4 anni. Ad esempio, un bambino potrebbe dire “sono un maschio” o “sono una femmina” e mostrare preferenze per giochi o vestiti tradizionalmente associati al genere con cui si identifica.
Molte persone comprendono la propria identità di genere fin da piccole, ma per altre può avvenire più tardi, durante l’adolescenza o l’età adulta. Ad esempio, una persona potrebbe crescere pensando di essere del sesso assegnato alla nascita, ma rendersi conto più tardi che questa assegnazione non corrisponde a come si sente internamente.
Qual è la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere?

L’orientamento sessuale riguarda chi ci attrae/non attrae romanticamente e/o sessualmente: si può essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali, ma anche asessuali ed aromantici. Esiste un variegato ventaglio di orientamenti sessuali, differenti rispetto a quello che ci viene insegnato dalla società che impone l’eterosessualità a modello imperante. Ogni orientamento sessuale, differente dall’eterosessualità, ha la propria specificità, la propria comunità e la propria bandiera.
L’identità di genere, invece, riguarda come percepiamo noi stessi in termini di genere. Ad esempio, una persona nata biologicamente uomo può identificarsi come donna (identità di genere) ed essere attratta dagli uomini (orientamento eterosessuale) o dalle donne (orientamento sessuale lesbico). È importante comprendere questa distinzione, in quanto ancora oggi c’è molta ignoranza a riguardo: si pensa che una persona trans* AMAB (assegnata maschio alla nascita) sia necessariamente di orientamento sessuale gay, e viceversa per le persone trans* AFAB (assegnate femmine alla nascita).
Qual è invece la differenza tra genere e identità di genere?
Il “genere” spesso si riferisce alle aspettative sociali e culturali associate all’essere maschio o femmina, come ruoli, comportamenti e abbigliamento. L’identità di genere è il senso personale e interno di appartenere a un genere specifico. Ad esempio, la società potrebbe aspettarsi che le donne siano gentili e premurose (ruolo di genere), ma una donna potrebbe non sentirsi rappresentata da queste aspettative (identità di genere).
Quante sono le identità di genere?
Non esiste un numero fisso di identità di genere. Oltre a maschio e femmina, ci sono molte altre identità come non binary, genderqueer, agender, genderfluid e molte altre. Ad esempio, una persona genderfluid potrebbe sentire che la propria identità di genere cambia nel tempo. L’identità di genere è personale e può variare da individuo a individuo.
Nel testo sottolineato qui di seguito trovi una lista completa ed aggiornata (in inglese) di tutte le identità di genere rivendicate dalle persone: elenco dei generi
Identità di genere e legge italiana. A che punto siamo? Dove si parla di identità di genere nella nostra legge?
In Italia, la Legge 164 del 1982 permette alle persone di cambiare legalmente il proprio sesso e nome dopo un percorso di transizione/affermazione di genere. Negli ultimi anni, grazie all’implementazione da parte di scuole e aziende della carriera alias, è possibile ottenere un cambio di genere temporaneo sui documenti anche senza intervento chirurgico.
Tuttavia, non esiste ancora una legge specifica che protegga le persone dalla discriminazione basata sull’identità di genere. Ci sono stati tentativi di introdurre leggi in questo senso, ma non sono ancora stati approvati.
In cosa consiste l’educazione di genere nelle scuole?
L’educazione di genere nelle scuole mira a promuovere l’uguaglianza e il rispetto tra i generi, superando stereotipi e pregiudizi. Consiste nel creare un ambiente in cui bambini e bambine possano esprimersi liberamente senza essere limitati da ruoli di genere rigidi. Ad esempio, incoraggiare tutti i bambini a partecipare a diverse attività, come sport, arte o scienza, indipendentemente dal loro genere e dalla percezione del proprio genere. Qui puoi leggere il nostro approfondimento sulla fantomatica “teoria gender”.
Perché è importante utilizzare il linguaggio inclusivo con persone che hanno una identità di genere non conforme?

Utilizzare un linguaggio inclusivo significa riconoscere e rispettare l’identità di ogni persona. Per chi ha un’identità di genere non conforme, questo può fare una grande differenza nel sentirsi accettato e rispettato. Ad esempio, usare i pronomi corretti o evitare termini stereotipati aiuta a creare un ambiente più inclusivo. Questo favorisce la comunicazione, riduce i malintesi e promuove il rispetto reciproco.
Esempi di linguaggio inclusivo:
- Dalla cerimonia di fine anno. Invece di “Un grazie particolare ai nostri uomini…”, si può dire “Un grazie particolare a tutti i membri del team…”. Questo fa sentire tutti inclusi e valorizzati per il loro contributo.
- In generale:
- Invece di “Grazie per esserti registrato”, si può dire “Grazie per la tua registrazione”.
- Invece di “Tutti i dipendenti sono invitati”, si può dire “Tutto il personale è invitato”.
- Invece di “Parcheggio per Handicappati”, si può dire “Parcheggio per persone con disabilità”.
Questi cambiamenti, sebbene possano sembrare piccoli, hanno un impatto significativo sulla percezione di inclusività e rispetto all’interno di un’organizzazione e nella società in generale.
Risorse utili
- 10 culture del mondo che contemplano e onorano il genere non binario – Gay.it
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Cos’è e cosa non è la teoria gender, un’invenzione fascista – Gay.it
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Cosa vuol dire “transgender”? Davvero sappiamo il significato? Una guida for dummies – Gay.it
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Libri e letteratura LGBTQ+: recensioni, interviste e altro – Gay.it
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