Il giorno dopo l’affossamento del DDL Zan in Senato, tutti i quotidiani dedicano ampio spazio in prima pagina a quanto avvenuto a Palazzo Madama. I franchi tiratori che hanno ucciso la legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo, votando a scrutinio segreto con le destre, hanno creato nuove tensioni all’interno della maggioranza Draghi, con i renziani accusati di flirtare con i leghisti.
“I Diritti possono attendere. Voto segreto, addio al DDL Zan”, titola a nove colonne LaRepubblica, sottolineando lo scambio di accuse tra Pd e renziani. “Una ferisa che resta aperta”, l’amaro commento di Concita De Gregorio in un commento ad hoc. “Omofobia, affossata la legge”, strilla in prima pagina Il Corriere della Sera, mentre Il Manifesto cita un capolavoro di Mike Leigh del 1995, Palma d’Oro a Cannes, per il riassunto della drammatica giornata: “Segreti e Bugie”.
“Affossato il DDL Zan, fondata la maggioranza di destra-Iv”, titola Il Fatto Quotidiano, ormai certo dell’approdo dei renziani tra le file leghiste e meloniane, mentre La Stampa parla di “Parlamento dei diritti negati”. Il Resto del Carlino sottolinea gli indecenti applausi in arrivo dai banchi di centrodestra una volta approvata la tagliola (“Come allo Stadio, senato diviso in curve”), mentre Domani titola semplicemente “Vergognatevi”, con la vignetta di una tagliola che azzanna un arcobaleno, facendolo zampillare sangue. “DDL Zan, arriva lo stop”, sentenzia L’Avvenire, quotidiano dei vescovi, con Il Riformista che rimarca come “i partiti giocano ad affondare il DDL Zan”.
Ad esultare sono i quotidiani vicini al centrodestra. “Fine del delirio gender”, titola Il Giornale, che torna inopinatamente a parlare di “legge liberticida”. “Affondata la legge bavaglio, psicodramma tra Letta e il Pd”, rilancia La Verità, con Maurizio Belpietro che parla di “gendarmi del pensiero” beffati, tra lacrime e insulti. “Piange il Pd. Che bello”, titola Libero, etichettando ancora una volta il DDL Zan come legge bavaglio. Editoriale di Vittorio Feltri: “indiscutibile, i sessi sono due”.













