E, soprattutto, come vengono raccontati i loro problemi e come sono percepiti?
Il problema della rappresentazione, sempre lui. Tralasciando la televisione, roccaforte polverosa dell’uomo etero bianco cis, e di tutta la narrazione tossica che con sé trascina; anche sui social è difficile raccontare e rappresentare la popolazione trans* nel modo giusto. Per fortuna ci sono attivisti influencer che quotidianamente narrano gli ostacoli burocratici, gli sguardi degli altri e le gioie di una relazione o di una community piena di amore e di sostegno. In Italia, è così con e grazie Francesco Cicconetti o Edoardo Pinto, solo per citarne due.
Grazie ai social, ognuno riesce a ricavarsi il suo piccolo o grande spazio in cui rappresentarsi e costruire una bolla sicura, in un mondo che non ti vuole riconoscere. E quando lo fa, tenta di filtrare il discorso a suo piacimento, perseguendo scopi ben precisi.
Pink News, magazine online della comunità LGBTQIA+, ha creato un meme molto semplice e diretto per comunicare il gap tra come le persone percepiscono i problemi della comunità trans* e quali questi problemi sono realmente.

- Bagni.
- Pronomi.
- Pronomi.
- Bagni.
- Costi dei trattamenti chirurgici.
- La violenza.
- La difficoltà ad avere accesso ai documenti con il nome e il genere giusti.
- La difficoltà ad accedere all’assistenza psicologica.
- L’essere senza tetto: per la difficoltà di trovare un lavoro o per la mancanza di sostegno da parte della famiglia.
- I medici o gli assistenti sanitari non educati ai problemi della comunità trans*
- lunghe liste di attesa per gli interventi o le consulenze.
- La vita delle persone trans* sempre raccontata dagli altri e mai in prima persona.
