La TV italiana e la rappresentazione LGBTQ+ tra cortigiani e pionieri

Da Signorini a Canino, da Diaco a Luxuria: come le celebrity della comunità hanno utilizzato in modo differente la visibilità del piccolo schermo.

La TV italiana e la rappresentazione LGBTQ+ tra cortigiani e pionieri
Signorini La TV italiana e la rappresentazione LGBTQ+ tra cortigiani e pionieri
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Negli ultimi decenni abbiamo assistito all’approdo sul tubo catodico nazionale di presentatori e opinionisti dichiaratamente queer, tra rassicurante stereotipo del fenomeno da baraccone e attivisti, conservatori omosessuali e polemisti, mentre fuori dal piccolo schermo la società evolveva, il movimento si ampliava e le battaglie per i diritti si facevano più aspre. Ma tra i salotti della generalista continuano ad emergere posizioni discutibili, contraddittorie, che cozzano con quanto pronunciato da Lady Gaga da Fabio Fazio, nel rivolgersi ad una comunità LGBT tricolore da lei definita “coraggiosa e gentile”.

24 ore dopo, alla stessa ora e in diretta ma su un’altra rete, Alfonso Signorini si è concesso il lusso di dirsi contrario ad ogni forma di aborto, picconando la legge del 1978, il referendum abrogativo del 1981, decenni di lotte femministe fondate sull’autodeterminazione dei corpi. Endemol, società che produce il reality, ha espresso pubblicamente “distanza” dalla posizione del conduttore, che a sua volta ha rivendicato il “rispetto e la difesa della libertà di pensiero”.

Personaggi di potere, con una spiccata e invidiabile visibilità, chiamati indirettamente a simboleggiare le istanze di un’intera comunità, fallendo il più delle volte l’obiettivo minimo. Nella stragrande maggioranza dei casi uomini che dall’alto dei propri privilegi faticano a cogliere il peso di una popolarità che dovrebbe farsi rappresentatività.

Una realtà televisiva che alle soglie del 2022 si fa troppo spesso inaccettabile e fastidiosa realtà quotidiana. Una sfaccettata rappresentatività che abbiamo provato a riassumere con 10 nomi nazional-popolari della tv generalista nazionale.

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Alfonso Signorini

Oggi 57enne, Alfonso Signorini fa televisione da quasi 20 anni, ovvero da quando comparve su Rai2 a Chiambretti c’è. Da 15 anni direttore del settimanale Chi, Signorini, che in precedenza è stato insegnante di Italiano, Latino, Greco, Storia e Geografia al Liceo Classico dell’Istituto Leone XIII a Milano, è da sempre dichiaratamente gay ed è da quasi 20 anni fidanzato con il politico ed imprenditore Paolo Galimberti, ex senatore di Forza Italia. Da tre edizioni conduttore del Grande Fratello VIP, nel 2012 Signorini si è detto “contrario alle adozioni riservate alle persone dello stesso sesso”. “Penso che il bambino abbia bisogno di una figura materna e una paterna”. Nel 2016, dopo aver elogiato il ministro dell’interno Matteo Salvini, il conduttore Mediaset ha chiesto a gran voce le adozioni per i single: “Vorrei vivere in uno Stato dove una coppia gay che ha il desiderio di adottare un bambino lo possa fare, semplicemente”. A inizio 2021, nel pieno di una diretta del GF, ha definito l’omosessualità “una scelta“, per poi etichettare i gay come “meravigliosi e sensibili”, dicendo infine “stop al politicamente corretto” all’interno della Casa.

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Platinette

Oggi 66enne, Mauro Coruzzi, in arte Platinette, è di fatto la drag queen più famosa d’Italia. Prezzemolino in radio e tv, ha passato anni a prendere posizione contro i diritti LGBT, dicendosi contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, alla maternità surrogata, alla stepchild adoption, ai pride e in ultimo al Ddl Zan, parlando di vittimismo e piagnisteo LGBT.

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Pierluigi Diaco

44enne presentatore radio e tv, Pierluigi Diaco si è unito civilmente nel 2017 con Alessio Orsingher, giornalista. Nel 2018 ha parlato di “dittatura gay”, per poi difendere nel 2019 il Congresso della Famiglia di Verona. Dieci anni prima, era il 2009, scriveva sul Foglio di “frocio-mania. Dilagante e martellante, la gaiezza ambisce ad imporsi come ideologia. È nato l’autoritarismo gay: una dittatura del cazzo!”.

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Cristiano Malgioglio

76enne paroliere, cantante e volto del piccolo schermo, Cristiano Malgioglio ha più volte cambiato opinione, sul fronte dei diritti LGBT e di una certa visibilità da parte della comunità. Nel 2014 Malgioglio chiede ai gay di non baciarsi in strada, dice no al matrimonio egualitario e boccia i pride: “Bisogna avere anche un po’ di pudore”. Nel 2017, dall’interno della casa del Gf Vip, cambia completamente registro, dicendo “w i Pride, w la legge Cirinnà“, rivolgendosi infine ai più giovani: “non c’è nulla di cui vergognarsi nell’essere gay”. Nel 2021 apre alle modifiche nei confronti del DDL Zan, se utili in prospettiva approvazione.

mika

Mika

Cantante e da anche anni giudice e presentatore tv, Mika ha fatto coming out nel 2012, facendosi da subito strenuo difensore dei diritti LGBT. “Dire sì alle adozioni per le coppie gay può solo portare cose belle”, precisa nel 2018, per poi chiedere il matrimonio egualitario e dire basta all’omotransfobia con un video ad hoc, Sanremo, tratto dal suo disco ‘My Name is Michael Holbrook‘. Dopo la bocciatura del DDL Zan da parte del Senato ha ribadito in diretta ad X Factor come ci sia “ancora un’Italia capace di amare e accogliere”.

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Alessandro Cecchi Paone

60enne giornalista, conduttore, divulgatore scientifico e opinionista, Alessandro Cecchi Paone fa coming out nel 2004, poco prima delle elezioni europee che lo vedono candidato con Forza Italia. Negli anni ha sempre difeso le unioni civili, chiesto a gran voce il matrimonio egualitario, l’adozione per i single e ha lottato a favore del DDL Zan. Discusse e discutibili le sue continue minacce di outing nei confronti di calciatori e politici.

Fabio Canino

Fabio Canino

Oggi 58enne, Fabio Canino è stato Iena a fine anni ’90, per poi diventare popolare volto della tv nazionale. Storico giudice di Ballando con le Stelle, è stato anche direttore artistico del Festival Friendly Versilia a Torre del Lago. Da sempre in prima linea nel sostenere qualsivoglia battaglia sui diritti LGBT, ha presentato i Diversity Media Awards e scritto il testo del brano di Immanuel Casto intitolato “Da grande sarai froc*o”.

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Costantino della Gherardesca

Scoperto da Piero Chiambretti e ormai storico conduttore di Pechino Express, il 44enne Costantino della Gherardesca ha tramutato in passerelle queer tutti i suoi programmi, chiedendo a gran voce le adozioni per le coppie gay, difendendo il DDL Zan dagli strumentali attacchi di una certa politica e ancor prima le unioni civili dal voltafaccia grillino.

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Vladimir Luxuria

Prima persona transgender a essere eletta al parlamento di uno Stato europeo, Vladimir Luxuria è da quasi 15 anni volto della comunità queer nazionale sul piccolo schermo. Pronta a battagliare in qualunque trasmissione e al cospetto di qualsiasi voce contraria ai diritti LGBT, ha portato in tv l’attivismo praticato sul campo sin dai primi anni ’90, quando entrò a far parte del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, diventando direttrice artistica organizzando la serata Muccassassina.

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Tommaso Zorzi

Prima influencer, poi gieffino e ora presentatore nonché giudice di Drag Race Italia, Tommaso Zorzi si è definito elettore di destra, prendendo però le distanze da Matteo Salvini. Criticatissimo per aver scherzato con Giorgia Meloni che al Maurizio Costanza Show diffondenva menzogne sul DDL Zan, Zorzi ha poi difeso la legge contro l’omotransfobia, attaccando i parlamentari che l’hanno affossata in Senato. In passato ha polemizzato con Platinette, sottolineando come quest’ultima ‘sputi sui diritti gay’.

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