
66 anni, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, è stato oggi nominato da Papa Francesco nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nato a Roma nel 1955, Zuppi, laureatosi all’età di 22 anni in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza con una tesi in Storia del cristianesimo, ha spesso rilasciato dichiarazioni a sostegno della comunità LGBT, attaccando frontalmente l’omofobia e la misoginia, .
“La lotta contro l’omofobia e la lotta contro la violenza alle donne ci troveranno vicini. La lotta contro qualunque ingiustizia è nel profondo di chi ha a cuore il bene della propria categoria, ma anche il bene comune“, disse nel 2016 in occasione del 115° anniversario della Fiom.
Dopo aver speso una vita al servizio degli ultimi nelle periferie romane, con la Comunità di Sant’Egidio, Zuppi è stato nominato Cardinale proprio da Papa Francesco nel 2019.
Nel 2018 Zuppi ha prefato Un ponte da costruire: Una relazione tra Chiesa e persone Lgbti, edizione italiana di Building a bridge. How the Catholic Church and the Lgbt community can enter into a relationship of respect, compassion, and sensitivity, del gesuita James Martin, mentre nel 2020 ha prefato Chiesa e omosessualità di Luciano Moia, scrivendo: “Quando nelle nostre comunità cominceremo davvero a guardare le persone come le guarda Dio, allora anche le persone omosessuali, e tutti gli altri, cominceranno a sentirsi, naturalmente, parte della comunità ecclesiale, in cammino“.
“L’orientamento sessuale, che nessuno ‘sceglie‘”, scrisse Zuppi, “non è separabile dall’identità della persona; accogliendo la persona non possiamo prescindere dal suo orientamento“. “Ma anche nel caso in cui una persona conduca uno stile di vita contrario alla legge di Dio, non dovremmo accoglierla? Cosa vuol dire accogliere? Vuol dire forse giustificare? Se Gesù avesse avuto questo criterio, prima di entrare nella casa di Zaccheo avrebbe preteso la sua conversione. Prima di accompagnare la Samaritana all’adorazione di Dio in Spirito e Verità le avrebbe chiesto di regolarizzare la sua situazione matrimoniale… Gesù si è comportato così?“. “Dobbiamo fare attenzione a non definire le persone a partire da una loro caratteristica – per quanto profondamente legata alla loro identità – ma dobbiamo guardare la persona in quanto tale“. “E come cristiani la dobbiamo guardare come figlia di Dio, nel pieno diritto, cioè, di ricevere, sentire, e vivere l’amore di Dio come ciascun altro figlio di Dio”
Nel libro il cardinale si occupò anche dell’appello di Papa Francesco alla Chiesa con l’enciclica ‘Amoris laetitia’: “Si tratta di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella propria vita“.
Tra i primi a congratularsi per la nomina di Zuppi, Alessandro Zan, più volte indirettamente attaccato dalla CEI nel pieno della battaglia sulla legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo. “Buon lavoro al Cardinale Matteo Zuppi, nuovo presidente della CEI“, ha scritto il deputato dem.
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