Il Vaticano ha scelto Art Smith, chef americano di fama internazionale e dichiaratamente gay, per guidare il nuovo ristorante dei giardini di Castel Gandolfo, un progetto ispirato ai principi green dell’enciclica Laudato Sì. L’apertura è prevista nel 2026, ma il nome dello chef ha già acceso l’attenzione dei più conservatori.

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Chi è Art Smith: dalla cucina stellata all’attivista Lgbt
Art Smith è una figura nota non solo per il suo talento in cucina, ma anche per il suo impegno sociale. Con numerosi premi gastronomici alle spalle, ha lavorato come chef personale per i governatori della Florida Bob Graham e Jeb Bush e, fino al 2007, per Oprah Winfrey.
Nel corso della sua carriera ha cucinato per personalità come l’ex Presidente Barack Obama, Carl XVI Gustaf di Svezia e numerose star del cinema, e ha collaborato con Lady Gaga, diventando chef principale della Joanne Trattoria a New York.
Ha scritto numerosi libri di successo e collabora regolarmente con O, The Oprah Magazine e Oprah.com. Tuttavia, è la sua vita privata e il suo attivismo Lgbt a renderlo una voce importante per la comunità queer e non solo.
Smith, insieme al marito Jesus Salgueiro, è fondatore della ONG Common Threads, un’organizzazione internazionale per bambini, nata nel 2001 a seguito di una visita della coppia a New York poco dopo l’11 settembre, che promuove un ambiente familiare in cui i più piccoli imparano a valorizzarsi a vicenda e a sviluppare comprensione universale e accettazione reciproca, incentrata sulla salute comunitaria attraverso corsi di cucina e nutrizione.
Fa parte, inoltre, del consiglio di amministrazione di Kids Café, programma di nutrizione per bambini a Minneapolis. Gestisce ristoranti come TABLE fifty-two a Chicago e Art and Soul a Washington, e ha partecipato a Top Chef Masters, raccogliendo fondi per la sua organizzazione benefica.
Il marito e i cinque figli adottati
Smith vive a Jasper, in Florida, con il marito Jesus Salgueiro, pittore. I due si sono sposati al Lincoln Memorial nel 2011, dopo dieci anni di relazione ed insieme hanno adottato e cresciuto cinque bambini, benedetti al tempo da Papa Francesco, con tanto di targa incisa. La loro esperienza è stata raccontata più volte negli Stati Uniti, diventando un esempio di inclusione e famiglia arcobaleno.
Lo chef e il marito dedicano il loro tempo a molte cause, dai corsi di cucina per bambini all’assistenza umanitaria.
Nel 2006, come riporta The Chicago LGBT Hall of Fame, per il loro impegno benefico, Salgueiro e Smith sono diventati la prima coppia apertamente gay a ricevere il riconoscimento “Chicagoans of the Year” da Chicago Magazine. “Senza Jesus” afferma Smith, “la mia vita sarebbe incompleta, e senza di lui Common Threads non esisterebbe”.
Nel corso della sua carriera, Smith ha partecipato e contribuito a numerose raccolte fondi per organizzazioni benefiche, sia all’interno che al di fuori delle comunità Lgbt, tra cui il celebre cooking contest sponsorizzato da Gender PAC a favore del Center on Halsted. Ha inoltre svolto un ruolo chiave nell’organizzazione della donazione della cucina del Center.
Salgueiro crea sorprendenti raffigurazioni di tombini provenienti da città di tutto il mondo, concependo la sua arte come “un’espressione d’amore”. La coppia viaggia insieme insegnando cucina e arte ai bambini in tutto il mondo, condividendo il loro talento in luoghi diversi come Sudafrica, Croazia e Los Angeles.
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Il ristorante di Castel Gandolfo
Il nuovo ristorante vaticano, scrive Il Messaggero, punta ora a combinare alta cucina e sostenibilità ambientale, seguendo i principi dell’enciclica Laudato Sì. Situato nel cuore dei giardini di Castel Gandolfo, sarà un luogo dove la qualità gastronomica si sposa con l’attenzione all’ambiente e alla filiera sostenibile.
Il ristorante sorgerà all’interno di Borgo Laudato si’, “un progetto nato dalla volontà di Papa Francesco”, come si legge in un comunicato ufficiale della Santa Sede dello scorso agosto. Inaugurato lo scorso 5 settembre da Leone XIV, si tratta di una proprietà di 55 ettari ed è “il frutto di un percorso che intreccia spiritualità, educazione e sostenibilità con l’obiettivo di offrire uno spazio aperto, accessibile e inclusivo, per formarsi, riflettere e sperimentare una relazione più consapevole e rispettosa con il creato”.
Smith, scelto al tempo di Papa Francesco – sebbene pare sia stato ricevuto anche da Papa Leone XIV – supervisionerà il ristorante insieme a Phil Stefani dello Stefani Restaurant Group di Chicago.
La scelta di affidare tale compito allo chef Art Smith potrebbe suscitare qualche resistenza tra i prelati più conservatori e chi osserva la posizione ufficiale del magistero sui temi Lgbt. Nonostante questo, la sua nomina al Vaticano potrebbe segnare un piccolo ma significativo passo verso una maggiore apertura culturale anche in contesti tradizionalmente conservatori.
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