30 anni fa, era il 1992, Bill Clinton si apprestava a diventare il 42º presidente degli Stati Uniti d’America. In quella tornata elettorale si presentò anche Terence Alan Smith, 35enne che indossò gli abiti del suo alter-ego drag, Joan Jett Blakk, per ambire alla presidenza. Joan Jett Blakk fu la prima, e ad oggi unica, candidata presidente nella storia degli Stati Uniti d’America. Smith provò a sfidare contro George Bush e il giovane Clinton, correndo sotto il ticket Queer Nation, usando la sua visibilità di candidato politico per attirare l’attenzione sui problemi affrontati dal LGBTQ+, all’epoca del picco pandemico dell’AIDS.
“Se un pessimo attore può essere presidente, perché non una brava drag queen?“, si domandò all’epoca Smith facendo riferimento a Ronald Reagan. Una storia incredibile che è ora diventata cortometraggio di 10 minuti diretto da Whitney Skauge, dal titolo The Beauty President, sognando un giorno chissà quale versione cinematografica. Il corto è stato prodotto dall’attrice, sceneggiatrice e produttrice vincitrice di un Emmy Award Lena Waithe, attraverso la sua società di produzione Hillman Grad. The Beauty President ha partecipato lo scorso anno a numerosi festival, vincendo diversi premi.
Per commemorare il primo anniversario del corto e il 30° anniversario della candidatura presidenziale di Smith, INTO ha intervistato Skauge e Smith, oggi splendido attivista 65enne. “L’essere drag è comunque un atto politico. Lo è sempre stato. Mi ero candidato a sindaco di Chicago un paio di anni prima e la corsa presidenziale era proprio lì. Mi dissi, “Oh, facciamolo e basta”. E lo abbiamo fatto e non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Mi dissi: “All’inizio non avremo soldi. Useremo la pubblicità solo per ottenere altra pubblicità”.
Ed è più o meno quello che è successo. Whitney Skauge, regista del corto, si è imbattuta casualmente nella storia incredibile di Terence e della sua Joan, ha iniziato a fare ricerche, a trovare filmati d’archivio, e ha sentito il dovere di raccontare quella storia.
“Mi piacerebbe davvero che le persone prendessero la storia di Terence e capissero che tutti noi abbiamo lo stesso potere di uscire dalla nostra zona di comfort e fare qualcosa non solo per noi stessi, ma per le nostre comunità, per i nostri amici, per le nostre famiglie. Credo che ci siano certamente barriere all’ingresso, in termini di clima politico. Tuttavia, tutto può cambiare, man mano che più persone escono allo scoperto e attivano davvero se stesse e le loro comunità”. “Terence non lo stava facendo per se stesso. Questa non era una cosa guidata dall’ego. Questo era un qualcosa per la sua comunità. Abbiamo davvero il potere di apportare cambiamenti, anche se incrementali. Il cambiamento incrementale ancora conta qualcosa”. “Spero davvero che questo documentario ispiri le persone a scavare più a fondo nella loro storia, a parlare con i loro parenti più anziani e a non rimanere bloccati nella loro stessa generazione, ma provare ad andare oltre e a capire davvero che siamo una grande comunità. Terence non ha mai cambiato nulla di se stesso o di Joan per essere più digeribile per il mainstream. Siamo queer. Siamo creativi. Siamo artisti. Siamo scrittori. Siamo filosofi. Meritiamo di essere qui tanto quanto chiunque altro. Prendete slancio dal film e applicatelo alla vostra vita“.
Smith ha iniziato a esibirsi in drag nel 1974, definendo. Nel 1991 Smith, sempre indossando gli abiti di Blakk, corse contro Richard M Daley per la carica di sindaco di Chicago, Illinois. L’intera campagna era incentrata sulla rappresentazione e la visibilità della comunità LGBTQ+ nella politica americana. Sebbene Daley abbia poi trionfato, Smith riuscì a ritagliarsi uno spazio come candidato politico credibile, con uno scopo specifico. Dare visibilità e voce ad una comunità un tempo quasi mai rappresentata. Nel 1992 l’ulteriore colpo di genio, con la candidatura alla Casa Bianca. Nel novembre 2019 Smith ha ricevuto il Queer Art Prize for Sustained Achievement per la sua “memorabile campagna presidenziale di Joan Jett Blakk e per la sua potente dedizione alla vita delle comunità nere e LGBTQ + in tutta la nazione“.

