Pillole di cultura drag per principianti: chi sono le drag queen, come e quando è nata questa parola

Una guida chiara e accessibile per esplorare il mondo delle drag queen: dai significati di base, come il termine "drag queen" stesso, ai pronomi corretti da utilizzare; dalla loro storia affascinante al caratteristico gergo "drag".

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chi sono le drag queen, significato, guida in parole semplici
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Sei curiosə di scoprire chi sono le drag queen, da dove viene la parola “drag” e come ci si approccia a quest’arte? In questa breve guida troverai risposte immediate e chiare, arricchite da curiosità e cenni storici. Preparati a scoprire un mondo di glitter e performance mozzafiato!

Chi sono le drag queen?

significato di drag queen
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Le drag queen sono artistə – spesso, ma non esclusivamente, uomini – che creano un personaggio femminile in modo volutamente esagerato e teatrale. Indossano parrucche, costumi vistosi, tacchi vertiginosi e trucco elaborato per enfatizzare la femminilità in chiave artistica e spesso ironica.

Sebbene a volte si pensi che una drag queen voglia “essere donna”, in realtà si tratta di un’espressione performativa che può coesistere o meno con l’identità di genere di chi la interpreta. Inoltre, non necessariamente le drag queen sono persone gay.

Alcune drag queen hanno un orientamento sessuale/affettivo omosessuale, altre sono eterosessuali, bisessuali, pansessuali. Altre ancora hanno un’identità di genere transgender oppure sono donne cisgender (donne la cui identità di genere corrisponde al genere e al sesso biologico assegnato alla nascita) le quali creano un personaggio da drag queen e vengono chiamate, appunto, “bio-queen”.

Insomma, il drag è un gioco di creatività, trasformazione e libertà d’espressione aperto a tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere esistenti. Non appartiene ad una nicchia.

Che differenza c’è tra drag queen, crossdresser e persone transgender?

  • Drag queen e drag king: artistə che vestono i panni di un personaggio femminile o maschile a fini teatrali, comici o musicali. L’elemento chiave è la performance e l’interpretazione artistica.
  • Crossdresser: persone che indossano abiti considerati “del sesso opposto” perché ne traggono piacere (anche di tipo ludico o erotico). Il crossdressing non è per forza legato all’identità di genere o all’orientamento sessuale.
  • Persone transgender: si identificano in un genere differente rispetto a quello assegnato alla nascita. L’essere trans* non è un gioco, un travestimento, bensì un aspetto radicato e naturale dell’identità di una persona. Alcune donne transgender, ad esempio, possono scegliere di fare le drag queen, ma questo non cambia la loro identità di donne nella vita di tutti i giorni.

Come è nata questa parola? Accenni di storia sulla cultura drag

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L’origine della parola “drag” è tuttora oggetto di dibattito. Una teoria sostiene che derivi dal gergo teatrale elisabettiano, quando gli attori maschi, costretti a interpretare ruoli femminili, si lamentavano perché i lunghi abiti “dragged on the floor” (“strisciavano a terra”).
Storicamente, uomini travestiti da donne sono apparsi nel teatro dell’antica Grecia, nel teatro elisabettiano inglese e nel Kabuki giapponese. Nel Novecento, la cultura drag è esplosa nei locali underground (come durante il proibizionismo negli Stati Uniti) e si è connessa in modo profondo ai movimenti LGBTIQ+. Le drag queen hanno infatti avuto un ruolo cruciale nei moti di Stonewall del 1969, dando il via a un’importante svolta nella lotta per i diritti civili della comunità queer.

Con quali pronomi riferirsi alle drag queen e ai drag king?

Quando ci si riferisce a una drag queen “in drag”, il pronome tipicamente utilizzato è quello femminile (“lei” in italiano, “she/her” in inglese), perché la performance enfatizza l’immagine di una donna esagerata, elegante o comica a seconda dello stile. Al contrario, nel caso dei drag king, spesso si adottano pronomi maschili (“lui” in italiano, “he/him” in inglese) per rappresentare un personaggio uomo.

Tuttavia, quando l’artista è “out of drag”, è corretto rispettare i pronomi che corrispondono alla sua identità di genere nella vita di tutti i giorni. Se non si è certi di quali pronomi usare, chiedere direttamente è sempre la strategia più rispettosa. Alcune persone transgender o non binarie, ad esempio, possono preferire pronomi neutri o differenti dalle aspettative comuni. L’importante è ricordare che il drag è una forma d’arte e non coincide necessariamente con l’identità di genere della persona che la pratica. Rispettare le preferenze e i pronomi di ciascunə è un atto di cortesia e di inclusione essenziale all’interno della comunità drag e non solo.

Significati e gergo delle drag

Un aspetto affascinante del mondo drag è l’insieme di termini e definizioni che ne accompagnano la cultura. Tra i più conosciuti c’è la figura della “mamma drag”, ovvero l’artista più esperta che “adotta” una drag più giovane, facendole da mentore. In questo processo di crescita, la mamma drag offre consigli su trucco, parrucche, costumi e presenza scenica, insegnando anche le regole non scritte del palcoscenico e della comunità LGBTIQ+. All’interno di questa “famiglia” si trova la “figlia drag”, colei che viene guidata e istruita dalla mamma. Nascono così vere e proprie “case” drag, gruppi uniti dal legame affettivo e dalla condivisione di un’estetica o di uno stile ben riconoscibile.

Altri termini tipici includono il “kiki”, un momento di chiacchiere leggere e spensierate tra drag queen e amici, spesso accompagnato da risate e pettegolezzi affettuosi. “Reading” è invece l’arte di lanciare frecciatine scherzose, appuntite ma ingegnose, all’interno di un gioco di scambi verbali che non deve mai scadere nell’offensivo: è la sfida a mostrare la propria arguzia. Quando si va oltre e si comincia a manifestare intenzionalmente disprezzo, si parla di “shade”. Infine, quando qualcosa è davvero favoloso, si usa spesso l’aggettivo “sickening”, ormai un marchio di fabbrica che riassume perfettamente il senso di esagerazione e grandiosità tipico del drag.

Tutto questo gergo, frutto di anni di evoluzione, aiuta a identificare la comunità drag come un gruppo unito da riferimenti e riti condivisi, dove ogni parola racconta qualcosa dell’arte della trasformazione.

Come diventare una drag queen?

chi sono le drag queen, come diventare una drag queen
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Il primo passo consiste nell’individuare il tipo di personalità che si vuole portare sul palco. Alcune drag queen puntano sul lato più comico e ironico, altre su un’immagine glamour o sullo stile dark, altre ancora preferiscono mescolare diversi elementi, giocando con i riferimenti alla cultura pop. Una volta definita l’ispirazione generale, si può iniziare a sperimentare costumi, makeup e acconciature, senza paura di provare e sbagliare.

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Un altro elemento cruciale è la scelta del nome d’arte, spesso frutto di giochi di parole e riferimenti personali. I consigli che si trovano sul web suggeriscono di pensare a un aspetto della propria personalità che si desidera enfatizzare, oppure di ispirarsi a icone femminili del cinema, della musica o della moda. Alcune persone amano combinare nomi di dive hollywoodiane o popstar con parole di uso comune, creando un effetto di sorpresa e divertimento. È utile inoltre verificarne la pronuncia o l’eventuale somiglianza con nomi già esistenti, così da mantenere l’originalità ed evitare equivoci.

Una volta stabilito chi si vuole essere, lo step successivo è dedicarsi al perfezionamento del trucco e della presenza sul palco, guardando tutorial online, partecipando a workshop o confrontandosi con altre drag queen più esperte. Prepararsi a esibirsi davanti a un pubblico richiede anche la capacità di gestire ansia ed emozioni, ma con il tempo e la pratica nasce la sicurezza necessaria per calcare la scena con disinvoltura.

Oltre alla resa estetica, la vera forza di una drag queen si misura nell’interpretazione e nella capacità di coinvolgere lo spettatore. Imparare a muoversi con eleganza in abiti eccentrici, mantenendo sempre il proprio stile, è fondamentale per dare vita a un personaggio credibile e affascinante. Chi ha abilità nel canto o nel ballo potrà farne il proprio punto di forza, mentre chi preferisce la comicità potrà puntare su monologhi divertenti, sketch o numeri di cabaret. È inoltre consigliabile frequentare locali e ambienti dove si esibiscono altre drag queen, stringere contatti e farsi conoscere. Costruire una rete di conoscenze all’interno della comunità queer e LGBTIQ+ è un modo per trovare opportunità di spettacolo, ricevere sostegno e migliorare le proprie performance.

Sse inizialmente può sembrare un percorso complicato, la soddisfazione di calcare il palco con il proprio alter ego scintillante ripaga di tutto l’impegno, lasciando il pubblico a bocca aperta e contribuendo, al tempo stesso, ad arricchire la grande famiglia delle drag queen.

Quanto guadagna una drag queen in Italia?

Le cifre variano molto a seconda di esperienza, popolarità e tipo di ingaggio. In media, una drag queen può guadagnare attorno ai 100 euro a serata in club di piccole dimensioni o a feste private. Artiste più note o con un forte seguito sui social possono arrivare a guadagni nettamente superiori (anche diverse centinaia di euro a serata). Alcune drag queen riescono a trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno, spaziando tra serate, eventi, programmi TV e sponsorizzazioni. Altre invece lo fanno come hobby per arrotondare. Come in ogni campo artistico, il successo dipende dalla visibilità, dalla bravura e dal sapersi promuovere.

Qual è l’impatto delle drag queen nell’arte e nei media?

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“Priscilla. La regina del deserto”

Le drag queen hanno avuto un impatto significativo sull’arte, sul teatro, sulla musica e sulla cultura popolare.

  • Arte contemporanea: artisti come Marcel Duchamp o Claude Cahun hanno usato il “travestimento” per sfidare gli stereotipi di genere. In tempi più recenti, nomi come Andy Warhol, Nan Goldin o Cindy Sherman hanno documentato e reinterpretato il mondo drag.
  • Cinema e TV: dai grandi classici di Hollywood ai moderni talent show, le drag queen sono sempre più presenti. Show come “RuPaul’s Drag Race” hanno segnato un passaggio storico, portando il drag a un pubblico più vasto.
  • Performance teatrali e musical: spettacoli come “Priscilla, la regina del deserto” o “Kinky Boots” hanno fatto del drag un elemento centrale, ottenendo grandissimo successo nel West End di Londra e a Broadway.

Chi è la drag queen più famosa al mondo?

ru paul biografia

Senza dubbio, la drag queen più celebre a livello internazionale è RuPaul. Nato a San Diego nel 1960, RuPaul è salita alla ribalta negli anni ‘90 con il singolo “Supermodel (You Better Work)”. Da allora è diventata conduttore, attore, scrittore, attivista e produttore di “RuPaul’s Drag Race”, lo show che ha dato una spinta enorme alla popolarità delle drag queen in tutto il mondo. RuPaul è stata nominata dal Time fra le 100 persone più influenti al mondo e ha vinto numerosi premi Emmy come miglior conduttrice di un reality.

Dove si possono vedere le drag queen in televisione?

Le drag queen compaiono in moltissimi film, programmi TV, serie e spettacoli teatrali. Ecco una lista (quasi) completa per chi vuole immergersi in questo mondo:

Film

Serie TV e Show

  • RuPaul’s Drag Race (e sue varianti internazionali: All Stars, UK, Italia, Spagna, Canada, ecc.)
  • The Switch Drag Race (Cile)
  • The Boulet Brothers’ Dragula
  • Dancing Queen
  • Super Drags (serie animata)
  • We’re Here
  • Non sono una signora (Rai, 2023)
  • Drag Race Italia

Webserie

  • La Más Draga (Messico)
  • Drag Tots
  • Camp Wannakiki
  • TNT Drag
  • Love For The Arts

Teatro

  • Priscilla, la regina del deserto (musical)
  • Kinky Boots (musical)
  • Tutti parlano di Jamie (musical)

Se ti è piaciuto questo rapido viaggio nel mondo drag, non ti resta che esplorare i film, gli show e i musical consigliati e, perché no, magari iniziare a pensare a come potresti dar vita al tuo personale alter ego sul palco!

Buona scoperta e… You better work!

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