Billie Eilish ritrova se stessa e plasma di nuovo il pop alla sua (gigante) maniera

Venerdì 17 maggio è uscito "Hit Me Hard and Soft", terzo disco della cantautrice che conferma il suo essere una fuoriclasse in grado di spostare ulteriormente i confini della musica odierna.

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Billie Eilish, è uscito il nuovo album "Hit Me Hard and Soft"
Billie Eilish per il lancio del nuovo album ha deciso di non pubblicare alcun singolo apripista
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Quando pensi di averla inquadrata ecco che Billie Eilish ti spiazza con una soluzione musicale imprevedibile, anche all’interno dello stesso brano. Questa la sensazione che si ha dopo i primi ascolti di Hit Me Hard and Soft, il terzo album di inediti uscito il 17 maggio a 3 anni di distanza dal precedente Happier than Ever.

Destabilizzante. Proprio come destabilizzata deve essersi sentita lei in seguito al successo del disco d’esordio, a soli 17 anni. Non è un caso che a Rolling Stone Usa l’artista, nell’unica intervista concessa prima della pubblicazione del progetto, abbia confessato:

Sento che quest’album mi rappresenta. La protagonista non è un personaggio. È la versione “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” di me. Racconta la mia giovinezza e chi ero da bambina […] È come se stessi tornando a essere la ragazza che ero. L’ho pianta come se fosse morta. L’ho cercata in ogni cosa, ed è quasi come se fosse affogata, colpa del mondo e dei media. Neanche ricordo più quando se n’è andata.

Affogata come si è fatta immortalare lei, oggi 22enne, nella copertina del disco. Uno shooting piuttosto impegnativo dal punto di vista fisico, ma “se faccio una cosa e non soffro, non mi sembra di farla bene” ha fatto sapere Billie, che non si nasconde più dietro personaggi di fantasia e fa un atto di sincerità verso se stessa e verso il pubblico. Tutto questo proprio nell’album numero 3 della sua carriera, quello che convenzionalmente viene sempre indicato come il disco della maturità. Curiosa coincidenza, no?

Nell’epoca di Spotify e dei singoli che diventano virali su TikTok grazie a 15 secondi di canzone, Billie Eilish non ha paura di portare avanti la propria visione della musica, in questo senso più simile a decenni in cui lei non era nemmeno nata. Hit Me Hard and Soft si compone di 10 brani, la metà dei quali supera abbondantemente i 4 minuti con due episodi che sfondano il muro dei 5 minuti. Non solo: prima del 17 maggio non ha anticipato il progetto con nessun singolo apripista. Una decisione che ha spiegato in questi termini:

Sono incline a detestare gli artisti che amo e che pubblicano un singolo senza il contesto dell’album. Le cose fuori contesto non mi piacciono. Quest’album è come una famiglia: non voglio che un bambino si trovi da solo in mezzo alla stanza.

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Un ascolto di cui godere dall’inizio alla fine per immergersi completamente in un mondo fatto di cambiamenti, tormenti, scoperta di se stessa come in Lunch, traccia di cui si è molto parlato già nelle scorse settimane in quanto dedicata al sesso con una ragazza. Ma c’è anche la pressione di vivere con i riflettori costantemente puntati addosso in una fase della vita in cui si avrebbe invece bisogno di tempo e spazio per capire chi si è e chi si sta diventando.

Finneas, fratello nonché produttore di Billie, ha così descritto l’opera:

Sento che questo album contiene dei veri fantasmi, e lo dico con amore. Ci sono idee in questo album che risalgono a cinque anni fa, e c’è un passato che mi piace davvero. Quando Billie parla dell’era di “When We All Fall Asleep”, c’era questa teatralità e questa oscurità. Qual è la cosa in cui nessuno è bravo quanto Billie? Questo album è stato un’esplorazione di ciò che sappiamo fare meglio.

Tra quei fantasmi c’è il dismorfismo corporeo di cui la cantante soffre. Billie lo mette in musica in tutta la sua crudezza, ma con voce delicata come una carezza (ed è in questo contrasto che sta il senso del titolo del disco) nel brano di apertura Skinny: “La gente dice che sembro felice, solo perché sono diventata magra” canta. Sembra di sentire la gemella di What Was I Made For?, il brano composto per la colonna sonora del film Barbie che le è valso, pochi mesi fa, il secondo Oscar in carriera.

Birds of a Feather è invece tra i punti più alti (forse perché più immediati) del disco. L’atmosfera è meno cupa rispetto ad altri episodi dell’album, ma questo non vuol dire che non ci sia ugualmente dello struggimento. In questo caso riguarda la difficoltà a gestire i sentimenti all’inizio di una storia d’amore. Sarà per questo che il brano è stato scelto per accompagnare la prima clip della terza stagione di Heartstopper nella quale Charlie, pur desideroso di dire “ti amo” a Nick, non riesce a proferire quelle due parole?

In chiusura di disco, nella traccia Blue, la cantante lancia una domanda: “But when can I hear the next one?” (“Quando potrò ascoltare il prossimo?”, ndr). Presa in giro nei confronti di chi chiede sempre di più agli artisti o indizi su un nuovo album non così in là da venire? Quel che è certo è che Hit Me Hard and Soft ha appena iniziato il proprio viaggio e nei prossimi mesi arriverà sui palchi internazionali, incluso un attesissimo concerto in Italia, l’8 giugno 2025 a Bologna.

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