Improvvisamente, grazie ad Alan Cumming, X-Men 2 di Bryan Singer è tornato d’attualità, 21 anni dopo l’uscita in sala. La scorsa settimana l’attore inglese ha definito il blockbuster del 2003 il “film più gay” da lui mai interpretato, provando a spiegarne le ragioni. D’altronde i mutanti Marvel sono da sempre tra i supereroi preferiti della comunità queer, perché metafora di ciò che viene considerato diverso, immagine di una comunità osteggiata, attaccata, privata di diritti, una comunità che fa insensatamente paura. Una battaglia per l’accettazione storicamente accostata all’esperienza omosessuale.
Ebbene David Hayter, che sceneggiò sia X-Men che X-Men 2, ha confermato le tracce LGBTQIA+ disseminate nei primi due film della saga, rivendicandole con orgoglio.
“Quella battuta in cui la madre di Bobby Iceman gli dice: ‘Hai mai provato a non essere un mutante?’, è davvero devastante e mostra davvero ciò che le persone devono sopportare quando si trovano ad affrontare il bigottismo nelle loro stesse case. Non puoi essere quello che non sei, e il fatto che le persone vogliano che tu sia qualcosa che non sei è così doloroso e difficile da affrontare. Venne certamente fatto apposta, sicuramente venne fatto per raggiungere chiunque nello spettro LGBTQ si possa sentire escluso dal mondo. Il punto degli X-Men è che siamo tutti degni di rispetto e tutti abbiamo un valore umano, l’obiettivo era quello di raggiungere chiunque si sentisse in quel modo.”
Cumming, che interpretava Nightcrawler nel film del 2003, ha ricordato la presenza di “un regista queer, di molti attori queer. Adoro il fatto che qualcosa di così mainstream e così fumettistico fosse così queer. Penso che, in un certo senso, questo tipo di film aiuti davvero le persone a comprendere la questione queer, perché puoi affrontarla in modo artistico e tutti sono meno spaventati dal concetto. X-Men 2 è un’allegoria sulla queerness, sulle persone che hanno questi grandi doni e fanno cose davvero grandi e potenti che devono nascondere per esistere. Le persone queer capiscono di cosa si tratti”.
In X-Men 2, come dimenticarlo, oltre al regista Bryan Singer c’erano anche Ian McKellen ed Anna Paquin, come attori dichiaratamente queer, oltre al già nominato Alan Cumming, da quasi 20 anni al fianco dell’illustratore Grant Shaffer.
Ad oggi sono stati realizzati 7 film sugli X-Men, escludendo la trilogia Wolverine e la trilogia Deadpool, con la Disney pronta a rilanciare il franchise con un nuovo reboot e nuovi mutanti.
