Prima ancora dei delitti, dei pestaggi, degli insulti e delle discriminazioni platealmente violente, l’omobitransfobia prolifera in quell’humus di non detti, di sguardi giudicanti, silenzi, mezze parole sussurrate e velati scherni. È quella che chiamiamo cultura, l’insieme dei valori, delle informazioni e dei riferimenti etici e morali grazie ai quali conviviamo tra noi.
Tutte le persone LGBTIAQ+ sanno di cosa si parla, più difficile raccontarlo. Ogni giorno su Gay.it informiamo su fatti di cronaca che riguardano omofobia, transfobia e bifobia. Che quasi sempre hanno un’eco giudiziaria. Nonostante infatti la mancanza in Italia di una norma di aggravante per l’odio omobistransfobico (si ricorderà il mai approvato Ddl Zan), gli atti di odio sono comunque puniti dalla legge.
Più complicato denunciare il silenzioso clima di assedio omobitransfobico con il quale le persone LGBTIAQ+ convivono quotidianamente. Come nel caso di Lorenzo (nome di fantasia) e del suo compagno, vittime di una discriminazione difficilmente condannabile dal punto di vista legale, che tuttavia ha i contorni netti dell’ingiustizia. È Lorenzo che ci racconta tutto.
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“Non potevamo baciarci in piscina perché siamo una coppia gay”
Il fatto è accaduto a inizio Luglio 2024, Lorenzo fa fatica a parlarne. “Il mio compagno non ha voluto più tornare sull’argomento, e in verità non voleva neanche che raccontassi a te questa storia. Lui avrebbe voluto tornare lì nei giorni successivi, ma io non ho voluto” mi spiega al telefono.
Cos’è accaduto di preciso?
Siamo andati alle terme di ***** dove andiamo da anni, a B., provincia di Napoli. Sono terme molto frequentate anche da coppie LGBTQIA+, quindi mi sono sempre sentito molto tranquillo lì.
E invece?
Eravamo in una delle piscine, quella al chiuso, che poco alla volta si andava svuotando, finché è rimasto un solo signore. Anche davanti a lui, ci siamo baciati, come avevamo fatto per il resto della giornata, e come del resto facciamo sempre.
E cosa è successo?
Il signore si è allontanato guardandoci male e dopo due secondi è venuto un tizio della sicurezza e si è messo a fissarci.
In che senso?
Ci fissava, come se stessimo facendo qualcosa di male. Dopo un po’ si è allontanato e subito è tornato, questa volta con un altro tizio della sicurezza. Entrambi hanno iniziato ad urlarci contro, dicendo che ci avrebbero cacciato e che c’erano le telecamere, e che certe cose non vanno bene.
Ma non avrete esagerato? Cioè intendo, vi stavate solo baciando, oppure vi eravate un po’ scaldati?
Macché, ci stavamo soltanto sbaciucchiando teneramente. Infatti gli abbiamo risposto ‘Quindi non ci possiamo baciare?’
Giusto. E cos’hanno detto?
Uno dei due tipi della sicurezza ha abbassato i toni e ci ha chiesto scusa, dicendo che era stata una segnalazione.
Una segnalazione di chi?
Non ce l’ha detto, né l’abbiamo chiesto. Ma presumiamo che l’uomo che ci aveva guardato male, fosse poi andato a segnalare la nostra presenza. Era infastidito da noi, perché siamo una coppia gay. E una coppia gay non può baciarsi in pubblico, perché dà fastidio, era del tutto evidente, anche se nessuno l’ha in effetti verbalizzato in questi termini. A quanto pare i nostri baci davano fastidio anche al personale di sicurezza delle terme di *****!
Non sempre l’omobitransfobia si trasforma in un atto concreto e contestabile: è un clima generale, un assedio che si nutre di sfumature subdole.
Esatto! È proprio quello che abbiamo provato. Ed è quello che manda in bestia il mio compagno. Perché ti senti frustrato e ti viene un nervoso che guarda…
È comprensibile arrabbiarsi, ed è lodevole raccontare, se come in questo caso, non c’è nulla da denunciare legalmente.
E infatti io non voglio arrendermi e voglio raccontare la storia. Anche a costo di sembrare uno che esagera e che rompe le scatole.
Siamo qui per questo. Ma non possiamo nominare le terme di ****. Siamo qui per rompere le scatole e raccontare questo clima subdolo, che diventa una cappa per le nostre vite. Insomma, la questione è poi finita lì?
Neanche per idea! Sembrava finita lì, ma poi ci siamo accorti che per il resto della giornata eravamo tenuti insistentemente sotto osservazione da un tizio della sicurezza, che avvisava platealmente anche altri dello staff, indicando chiaramente noi come coppia da tenere sott’occhio.
Nessuno può contestare la sicurezza, se tiene d’occhio qualcuno. Ma comprendo il disagio e il senso di frustrazione. Tenevano d’occhio soltanto voi?
Ci siamo spostati nella piscina principale, quella all’aperto e anche lì ci osservavano. C’erano anche coppie etero, ma soltanto noi meritavamo la loro ossessiva attenzione. Ti rendi conto? Una coppia di ragazzi, lui e lei, si baciavano con un certo ardore, lei sopra di lui a cavalcioni… per dire… ci siamo capiti…, e niente, alla coppia uomo-donna non hanno detto nulla, né li hanno minimamente degnati di attenzione. Come fossero trasparenti.
Voi invece vi eravate per caso eccitati troppo?
Ma no! Ci baciavamo con molta meno passione della coppia etero, però eravamo noi ad essere osservati.
E cosa avete fatto?
Nulla, lì per lì ci siamo arresi. Il mio ragazzo nei giorni seguenti insisteva perché tornassimo, per vedere se lo staff avrebbe continuato a comportarsi in quel modo, ma non ho voluto. Io mi rifiuto di tornare lì. Non sono stato a mio agio, non voglio provare nuovamente quella sensazione. Posso dirlo?
Certo che puoi dirlo, cioè intendo: cosa vuoi dire?
Non mi sono sentito sicuro.
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foto di copertina di repertorio, tratta dal cortometraggio Johnny & Ben (YouTube)

Basta che ci sia uno che si offende perchè detti legge? Il suo giudizio vale di più di quello di tutti gli altri che non si scandalizzano affatto?
Bisognerebbe boicottare del tutto questi ambienti omofobici e andare altrove. Mi rendo perfettamente conto che è frustrante, umiliante e profondamente ingiusto, ma non ne vale proprio la pena ritornare in luoghi ostili e a quanto vedo pure pericolosi per gli omosessuali come noi. Da giovane ragazzo gay quale io orgogliosamente sono, capisco perfettamente la più che legittima rabbia di questa coppia che è stata palesemente e schifosamente discriminata. Aggiungo scrivendo un mio personale pensiero (sono certo che siamo in tantissimi a pensarla così) : in Italia, per noi gay e per tutte le persone lgbttqi, è veramente difficile, per colpa degli omofobi di merd*, vivere tranquilli. C' è sempre un qualcuno (o più di qualcuno) sempre pronto a renderci la vita più difficile rispetto agli altri e dura di quello che già è di per sé. Resto convinto che gli omofobi sono per il 99,99999999999 % persone irrisolte, frustrate sessualmente, represse e non sono in realtà eterosessuali. Ad un eterosessuale serio e perbene cosa gliene dovrebbe importare di quello che fa un omosessuale?! ️
Palesemente a Bacoli o a Baia