Il governo Meloni gioca a carte scoperte: con l’approvazione della risoluzione Sasso – ispirata alle leggi russe e americane sulla propaganda gay – l’11 settembre scorso, l’inesistente “ideologia gender” ha fatto per la prima volta la sua comparsa nei documenti istituzionali della Repubblica.
Un concetto privo di fondamento, che da tempo viene agitato come spauracchio dal compatto movimento di ultradestra populista e reazionaria internazionale per giustificare lo spietato e incessante attacco alla comunità LGBTQIA+.
Da Bruxelles, la reazione non si è fatta attendere, e tra le voci più critiche c’è quella di Sandro Gozi, eurodeputato, segretario generale del Partito Democratico Europeo e membro della presidenza di Renew Europe, da anni in prima linea nel difendere il progetto europeo e i suoi valori fondanti.
Senza mezzi termini, Gozi ha criticato apertamente sia il pretesto sfruttato dall’esecutivo per promuovere la risoluzione Sasso – il progetto Erasmus + DragTivism, accusato di “indottrinare i giovani” – sia la pericolosa deriva illiberale imboccata dall’Italia.
“Chi detta l’agenda del governo Meloni?” chiede Gozi. “A leggere la risoluzione approvata ieri dalla maggioranza alla Camera contro il programma Erasmus+ per una supposta ‘deriva verso l’ideologia gender’, sembrerebbe siano le farneticanti teorie della destra internazionale, da Putin a Orbán, da Abascal a Trump. Inutile indossare a Bruxelles una maschera innocente quando poi a Roma, rivelando la propria vera natura, si approvano atti illiberali che avvicinano l’Italia all’Ungheria e che minano uno dei programmi di punta dell’UE, quell’Erasmus+ che semmai andrebbe ampliato”.
Gozi non è nuovo a battaglie in difesa dell’Europa. Con un passato da sottosegretario agli Affari Europei sotto i governi di Renzi e Gentiloni, il suo obiettivo è sempre stato un’Unione più coesa, in cui l’Italia potesse avere un ruolo centrale come baluardo dei valori progressisti.
Attualmente lavora come europarlamentare eletto in Francia, dopo essere stato candidato nel 2019 nelle liste di Renaissance, il partito fondato da Emmanuel Macron e collegato al gruppo Renew. Recentemente, ha partecipato alla Convention DEM statunitense a Chicago, in cui ha fortemente sostenuto Kamala Harris nella corsa alla Casa Bianca e “sua lotta per i diritti civili, per la classe media e contro l’estremismo di Trump”.
La sua battaglia è oggi contro l’ondata nera che sta travolgendo l’Europa, dove gli attacchi alla comunità LGBTQIA+ non sono altro che il sintomo di una più inquietante erosione dei valori democratici e delle libertà individuali.
