Monsters, arriva una nuova docuserie su Lyle ed Erik Menendez, Ryan Murphy risponde alle accuse di “sessualizzazione”

Il produttore ha così protetto la propria creatura dalle critiche di "porno fetish incestuoso". E ora a parlare sono i due veri Menendez, dal carcere, con una docuserie ad hoc.

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Tutti ne parlano, tra l’indignazione e la fascinazione. Ryan Murphy ha colpito ancora, perché da una settimana la sua nuova serie Netflix, Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story, è la più vista al mondo. Monsters 2, nuova stagione antologica dopo il boom di Dehmer, ripercorre il caso dei due fratelli condannati nel 1996 per l’omicidio dei genitori, José e Mary Louise “Kitty” Menendez.Mentre l’accusa sosteneva che cercassero di ereditare la fortuna di famiglia, i fratelli hanno dichiarato (e restano irremovibili ancora oggi, mentre scontano l’ergastolo senza la possibilità di libertà vigilata) che le loro azioni provenissero dalla paura di prolungati abusi fisici, emotivi e sessuali per mano dei genitori.

Arrivata in streaming la serie ha fatto parlare di sè per il rapporto tra i due fratelli Lyle ed Erik, mostrato come incestuoso, sessualizzato dai due showrunner Murphy e Brennan. Direttamente dal carcere lo stesso Erik ha attaccato il potente produttore, parlando di “avvilenti calunnie”.

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E ora Murphy è passato al contrattacco, difendendo la propria creatura e chiunque lo accusi di aver ‘spettacolarizzato’ l’intera vicenda.

“C’erano quattro persone coinvolte in questo caso: due di loro sono morte e due di loro sono vive con il loro punto di vista. Ma che dire dei genitori? Avevamo l’obbligo, come narratori, di provare anche a mettere la loro prospettiva, in base alle nostre ricerche, cosa che abbiamo fatto”.

Murphy ha poi precisato di aver sentito l'”obbligo” di rappresentare una relazione sessuale incestuosa tra i fratelli Menendez:

“Quello che fa lo show è presentare i punti di vista e le teorie di tante persone coinvolte nel caso. Dominick Dunne ha scritto diversi articoli parlando di questa teoria. Stiamo presentando il suo punto di vista proprio come presentiamo il punto di vista di Leslie Abramson. Avevamo l’obbligo di mostrare tutto questo, e lo abbiamo fatto.”

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Critica nei confronti di Murphy anche Rosie O’Donnell, che ha definito la sua serie “selvaggiamente imprecisa” in base alle proprie esperienze passate con i fratelli, che risalgono al 1996. “È stato deludente, è tutto ciò che posso dire, sapendo quello che so del caso e di loro e di quello che hanno fatto per 34 anni da quando sono in prigione, e che tipo di detenuti sono”, ha detto ai suoi 2,4 milioni di follower TikTok.

Nel dubbio, proprio come fatto con Dahmer, Netflix si gode il successo di Monsters e rilancia con una docuserie dal titolo The Menendez Brothers tutta dedicata ai due fratelli. In arrivo il 7 ottobre, la docuserie dà voce proprio ai due Menendez, intervistati in carcere. “Tutti si chiedono perché abbiamo ucciso i nostri genitori”, dice Lyle nel primo trailer. “Forse ora le persone potranno capire la verità”.

“Quello che è successo quella notte è molto noto, ma molto non è stato detto”, aggiunge Erik. “Non siamo stati noi a raccontare la storia delle nostre vite. Due ragazzini non commettono questo crimine per soldi”.

Per la prima volta in 30 anni, e tramite le proprie stesse parole, entrambi i fratelli rivisiteranno il processo che sconvolse la nazione. Attraverso ampie interviste audio con Lyle ed Erik, avvocati coinvolti nel processo, giornalisti che lo hanno seguito, giurati, familiari e altri osservatori, “il regista argentino Alejandro Hartmann ha offerto una nuova prospettiva su un caso che le persone pensano solo di conoscere”, si legge nella sinossi ufficiale.

I due fratelli Menendez, nella serie Monsters magistralmente interpretati da Nicholas Chavez e Cooper Koch, hanno sempre portato avanti la teoria degli abusi fisici subiti da parte paterna, con l’uomo che a loro dire stuprò entrambi, per anni, crescendoli in una casa infernale.

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