Nella giornata di ieri, in occasione della European Week of Sport 2024, in Piazza del Campidoglio a Roma è andato in scena l’evento “Il metodo Outsport per la Diversity and Inclusion”, che ha visto gli interventi del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e degli assessorati alla Scuola e allo Sport, Claudia Pratelli e Alessandro Onorato.
Hanno inoltre partecipato Bruno Molea, Presidente AiCS, Gabriela Matei per la Sport Unit del Consiglio d’Europa, Antonio Parrilla per il Dip. Sport della Presidenza del Consiglio, Luca De Simoni per la Lega Nazionale Dilettanti di Calcio e Marilena Grassadonia, Coord. dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale. A coordinare l’evento Rosario Coco, Coordinatore Ufficio Outsport per AiCS.
Outsport è un approccio innovativo sulla Diversity & Inclusion e il team building attraverso lo sport. Si rivolge a realtà sportive, della formazione e dell’impresa, con uno sguardo particolare alla figura del safeguarding officer nella sua funzione di prevenzione della discriminazione.
Nato dal primo progetto di ricerca sull’esperienza delle persone LGBTI in Europa, (Outsport 2017-2019), voluto e coordinato da AiCS Associazione Italiana Cultura Sport, il metodo Outsport è stato menzionato nel settembre 2023 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rientra nella famiglia della Education Through Sport (ETS), teorizzata dall’Università di Copenhagen nel 2009 e ispirata all’Educazione non formale per i Diritti Umani, promossa dal Consiglio d’Europa. Il metodo considera lo sport come un mezzo educativo in grado di promuovere la crescita personale e la convivenza civile.
Durante gli ultimi test sul campo realizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti di Calcio, è stato declinato in prospettiva intersezionale per intervenire sui pregiudizi razzisti, sessisti, omo-transfobici e abilisti. L’obiettivo è quello di studiare scientificamente il fenomeno dell’omofobia e della transfobia nello sport. A guidare la ricerca la German Sport University di Colonia, che ha raccolto le testimonianze di oltre 5.500 persone LGBTQIA+ in Europa. I dati emersi sono allarmanti: quasi il 90% dei partecipanti ha segnalato la presenza di omofobia e transfobia nel contesto sportivo, e molti hanno abbandonato l’attività proprio a causa della propria identità di genere o orientamento sessuale.
Da queste premesse è nato proprio il metodo Outsport, approccio intersezionale che affronta le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, e quelle legate al razzismo e all’abilismo.
L’evento andato in scena in Campidoglio è parte del progetto Erasmus+ MESIS coordinato da AiCS (Associazione Italiana Cultura Sport) ed è realizzato con il Patrocinio di Roma Capitale e la collaborazione dell’Ufficio LGBT+. Sono partner dell’iniziativa la ASD Lupi Roma Outsport, e Gaynet.
Al termine dell’attività in sala ha avuto luogo una partita di calcio decisamente speciale che ha coinvolto anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Oggi abbiamo visto autorità, attivisti e cittadinanza cimentarsi in una partita speciale contro il pregiudizio proprio in Piazza del Campidoglio, inaugurata dal calcio d’inizio del Sindaco Roberto Gualtieri e dal Presidente AiCS Bruno Molea. Una risposta originale e competente alla polemica sul fantomatico gender nelle scuole“, ha precisato Rosario Coco, presidente di Gaynet e Coord. Outsport.
“Attraverso il metodo Outsport, frutto di un lungo lavoro con i programmi Erasmus e sostenuto oggi dal Consiglio d’Europa e dall’Organizzazione mondiale della Sanità, le persone partecipanti hanno potuto sperimentare sul campo gli effetti della discriminazione e del pregiudizio sulle persone e sulle dinamiche di gruppo. Perché è di questo che si tratta, nello sport come nelle scuole e nei contesti di lavoro: far sì che nessuna identità resti indietro o si senta fuori norma.”



