Dopo aver dedicato un articolo ad hoc agli atleti e alle atlete dichiaratamente LGBTQIA d’Italia ancora in attività, rilanciamo il tema espandendo il nostro sguardo al resto del mondo, dove il coming out tra sportivi professionisti è fortunatamente sempre meno tabù.
Dal calcio al tennis passando per la pallavolo e il basket non pochi sport si sono finalmente fatti più inclusivi, con atletə prontə a raccontarsi e a vivere le proprie esistenze senza paura, facendosi megafono contro l’omobitransfobia. Sportivə che hanno avuto la forza e il coraggio di sfidare gli stereotipi, mostrandosi Campioni a 360°.
João Lucas Reis
João Lucas Reis, 26enne tennista brasiliano, è diventato il primo tennista professionista dichiaratamente gay di sempre a fine 2024, dopo aver presentato al mondo l’amato compagno. Il 19 maggio 2026 Reis ha vinto la sua prima partita di qualificazione in uno slam, al Roland Garros, contro il francese Hemery. Un evento a dir poco eccezionale, perché nelle 122 edizioni precedenti dello slam francese un tennista dichiaratamente gay non aveva mai giocato nè vinto una partita. Quando Silva ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, pubblicando su Instagram foto d’amore con il compagno Gui Sampaio Ricardo, era il numero 401 al mondo. Da allora ha guadagnato 200 posizioni, arrivando fino alla numero 187 con tanto di primo titolo ATP Challenger conquistato nel giugno 2025, in Argentina, per poi giocare un’altra finale Challenger a Lima il 3 novembre 2025, perdendo al tie-break in due set. Al momento è il numero 236 del ranking.
A fine 2024, via Instagram, Joao pubblicò una serie di scatti insieme al compagno Gui Sampaio Ricardo, attore e modello, scrivendo “Buon compleanno. Buona vita. Ti amo così tanto“. Un coming out di una normalità disarmante, nella sua straordinaria semplicità, che l’ha catapultato nella storia di questo sport, abbattendo un muro e tracciando una strada.
Nikki Hiltz

Nikki Hiltz, atleta trans e non-binary statunitense, sposerà a breve la collega runner Emma Gee. Come mezzofondista olimpica, Hiltz ha vinto numerose medaglie nel corso della propria carriera, tra cui una medaglia d’argento ai Campionati del Mondo e non pochi titoli nazionali, condividendo al contempo il suo percorso come persona non binaria e promuovendo una maggiore inclusione LGBTQ+ nell’atletica leggera.
Nel 2021 Hiltz ha fatto coming out come persona non binaria e un mese dopo aver gareggiato alle Olimpiadi di Parigi del 2024 si è sottopostə a un intervento chirurgico al seno, una mastectomia bilaterale. Nikki sogna di poter chiudere la propria carriera alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, davanti a Donald Trump e alla sua ostentata transfobia. Non avendo ancora mai intrapreso alcun percorso ormonale per la transizione di genere, Nikki potrà prender parte alle Olimpiadi a stelle e strisce, al netto del divieto CIO alle atlete trans annunciato nel marzo 2026.
Josh Cavallo

Salutata l’Australia, con tanto di accuse di omofobia al suo ex club, Josh Cavallo continua a giocare a calcio anche se tra i non professionisti, nel Regno Unito, al Peterborough Sports FC. Nel 2021 lo storico coming out, che lo vide essere l’unico calciatore gay dichiarato attivo in un campionato professionistico maschile di alto livello al mondo, poi seguito da Jakub Jankto, ritiratosi dopo l’addio al Cagliari. Da quel momento in poi Josh si è subito speso a favore della comunità LGBTQIA+, per mettere un freno all’omobitransfobia nello sport, utilizzando i propri canali social per accendere i riflettori sui diritti LGBTQ a livello internazionale. Ufficialmente fidanzato con Leighton Morrell, Cavallo continua a denunciare l’odio social che puntualmente lo travolge, realizzando campagne a favore dell’inclusione.
Jake Adicoff
30enne sciatore di fondo e biatleta statunitense non vedente, Jake Adicoff ha vinto 4 medaglie d’oro alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, dopo aver precedentemente vinto una medaglia d’argento a Pyeongchang 2018 e due medaglie d’argento e una d’oro a squadre a Pechino 2022. Un en-plein leggendario per Adicoff, che ha riscritto la storia delle Paralimpiadi arrivando ad un totale di otto medaglie vinte in 3 edizioni, con 5 ori e 3 argenti conquistati in 12 anni.
Adicoff, che è ipovedente dalla nascita avendo contratto la varicella nell’utero, è da sempre gay dichiarato. “Noi, come atleti paralimpici, abbiamo un ruolo molto importante nel dimostrare le nostre capacità, nel dimostrare che esiste un livello sportivo di alto livello che si può raggiungere“, precisò alla vigilia delle Paralimpiadi di Milano Cortina. “Credo che la stessa cosa sia davvero necessaria per le persone queer nello sport”. “Ci sono alti livelli di abbandono. Più si sale di livello nello sport, meno persone si vedono, e penso che andare alle Paralimpiadi, essere un atleta gay in quel palcoscenico, dimostrare che è possibile raggiungere questo livello sportivo come atleta gay e come atleta paralimpico, sia per me estremamente importante”. “A 14 anni non mi sarei mai immaginato in nessuna di queste situazioni. Se riesco a cambiare la mentalità di un altro quattordicenne che sta vivendo un’esperienza simile, senza sapere dove lo sport possa portarlo e senza comprendere l’impatto che può avere sulla propria vita, allora è un successo“.
Amber Glenn

Prima storica pattinatrice di figura dichiaratamente LGBTQIA+ ad un’Olimpiade, Amber Glenn ha vinto un oro nel pattinaggio di figura a squadre alle Olimpiadi di Milano Cortina. Nel 2022 Glenn, dichiaratamente bisessuale, aveva saltato le Olimpiadi di Pechino a causa di un infortunio che aveva seriamente rischiato di compromettere la sua carriera. Da quel momento in poi ha vinto tre campionati statunitensi consecutivi, spendendosi in prima persona anche sui social per veicolare messaggi di inclusione totale. Appena arrivata in Italia ha iniziato a distribuire spille LGBTQIA+ agli altri atleti olimpici, per poi ricevere minacce di morte dopo aver criticato Trump e ballato sulle note di Madonna.
Mika Brunold
22enne tennista svizzero, Mika Brunold ha fatto coming out nel 2025, seguendo la scia del 25enne tennista brasiliano Joao Lucas Reis da Silva. “Ho pensato molto a come parlarne. E anche se non è sempre stato facile, nasconderlo e fingere di essere qualcuno che non sono non è mai stata un’opzione. È per questo che credo sia arrivato il momento di aprirmi e condividere con voi che sono gay”, scrisse suo social Mika. “Essere gay non significa solo amare una persona dello stesso sesso – significa anche affrontare cose a cui la maggior parte delle persone non deve nemmeno pensare. La paura di non essere accettati, la pressione di restare in silenzio, la sensazione di sentirsi diversi. Ma sono cresciuto. E oggi sono orgoglioso della persona che sono. Lo condivido con voi per fare un passo avanti per me stesso, ma anche perché penso che nello sport non se ne parli abbastanza. Credo che in un mondo ideale non dovremmo nemmeno avere bisogno di fare coming out. Sono profondamente grato a tutti quelli che mi hanno sostenuto. Senza di voi non sarei mai la persona che sono oggi”.
La lettera a cuore aperto di Brunold ha presto fatto il giro del mondo, raccogliendo plausi e sentiti complimenti. Travolto dall’affetto, Mika ha successivamente pubblicato una storia Instagram di ringraziamento: “Grazie a tutti per il vostro incredibile supporto, sono sopraffatto da tutti i vostri dolci messaggi. Sto leggendo tutto e sto facendo del mio meglio per rispondere a tutti”.
Guillaume Cizeron
Guillaume Cizeron, danzatore su ghiaccio francese, è una leggenda su pista e a Milano Cortina 2026 ha vinto il suo secondo oro olimpico consecutivo, da aggiungere alla medaglia d’argento conquistata alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018.
Cizeron ha fatto coming out nel 2020, presentando al mondo il proprio fidanzato. “Volevo condividerlo pubblicamente perché era la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia“, rivelò successivamente al magazine Tetu. “Mi sono detto che vivendo a Montreal, una delle città in cui ci si sente più liberi come persone della comunità LGBT, tendiamo a dimenticare come questo non sia così ovunque, tanto in Canada quanto in altri Paesi, Francia compresa. Quindi esporsi serve alla causa. Negli ultimi mesi ne ho parlato con molte persone che mi circondano e fanno parte della comunità, alcune di queste sono attivisti e mi hanno più volte rimarcato fino a che punto un coming out possa avere un impatto sociale. Ciò che mi ha inizialmente trattenuto è stato il fatto che ho sempre pensato di non dover fare coming out. Sono rimasto piuttosto sorpreso dal fatto che la gente abbia fatto così tanti commenti positivi, questo mi ha reso felice. Nonostante tutto, ci sono state 200 o 300 persone che hanno smesso di seguirmi, su 84.000. Ho l’impressione che gli sportivi dichiaratamente gay siano famosi soprattutto in quanto sportivi gay. Non voglio essere il pattinatore gay, ma il pattinatore che ha vinto delle medaglie. Ma penso che sia ancora necessario combattere affinché le cose si evolvano in questa direzione“.
Da allora Guillaume Cizeron ha continuato a scrivere straordinarie pagine di danza su ghiaccio, superando anche le pesantissime accuse dell’ex collega di pista Gabriella Papadakis, sua storica compagna di danza dichiaratamente queer. Una volta ritiratasi Papadakis ha pubblicato un’autobiografia intitolata “Pour ne pas disparaître”, incentrata sulla tossicità del mondo del pattinaggio di figura. Tra le pagine Gabriella ha puntato il dito contro i codici di uno sport in cui sono gli uomini ad avere la leadership sulla donna, svelando verità sulla sua carriera, racconti di aggressioni sessuali subite, incomprensioni con il team di lavoro e soprattutto retroscena sull’ex partner Guillaume Cizeron, che l’ha denunciata per diffamazione.
Elis Lundholm
Elis Lundholm ha riscritto la storia delle Olimpiadi invernali in quanto primo atleta dichiaratamente trans di sempre in gara, a Milano Cortina 2026. 23enne sciatore freestyle, Elis è un dichiaratamente uomo trans, nato a Varmdo, vicino Stoccolma. Nel 2024 il debutto in Coppa del Mondo, classificandosi al 18° posto, per poi arrivare terzo ai Campionati Nazionali Svedesi nelle ultime due stagioni.
Lundholm ha dichiarato ad Aftonbladet, giornale svedese, di essere “sempre stato trattato bene” in quanto uomo transgender nello sci femminile, con un coming out che ha preso forma nel 2021, pur avendo sempre saputo di essere un uomo. La Svezia ha alcune delle leggi più inclusive al mondo per le persone transgender. A domanda precisa se temesse reazioni negative per l’inevitabile visibilità globale olimpica, Lundholm ha risposto: “Certo che ci ho pensato, ma faccio le mie cose e non me ne frega niente“.
Oscar Bonifacino
Oscar “la bestia” Bonifacino ha 22 anni, è nato in Uruguay e da quando ha esordito tra i pugili professionisti ha sempre vinto, con quattro trionfi tra i pesi piuma, tre dei quali per KO tecnico. Bonifacino ha fatto coming out dopo il suo primissimo incontro di pugilato professionistico, diventando il primo pugile professionista sudamericano a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, rivendicanta con orgoglio ad ogni incontro. Perché Oscar sale sul ring con l’arcobaleno addosso, con la bandiera Progress Pride sulla giacca e pantaloncini bianchi e rosa. “Il rosa è il mio colore preferito, ed è il colore che definisce i miei due lati: il mio lato personale e la mia realtà sul ring“, ha precisato ad OutSports.
Bonifacino vuole ispirare altri uomini gay e bisessuali, spaventati dal fare coming out nel mondo machista della boxe. “Adoro che il mio messaggio possa raggiungere tutte quelle persone che credono di non poter ottenere alcun risultato a causa di ciò che sono”. “La felicità viene sempre prima di tutto”. “Dobbiamo lottare per i nostri sogni. Non importa chi siamo, purché facciamo del bene; il resto non conta. Voglio continuare a diffondere il messaggio di libertà e dare visibilità alla nostra comunità, che ne ha davvero bisogno: più sostegno e maggiore accettazione!”.
Conor McDermott-Mostowy
26 anni, Conor McDermott-Mostowy è stato il primo uomo dichiaratamente gay alle Olimpiadi Invernali nel pattinaggio di velocità, a Milano Cortina 2026. McDermott-Mostowy ha fatto pubblicamente coming out su Outsports nel 2021. All’epoca esplicitò le proprie preoccupazioni nel dichiarare la propria omosessualità, a causa degli stereotipi sportivi sugli uomini gay, considerati “poco atletici”. In uno sport di forza come il pattinaggio di velocità, questo avrebbe potuto creargli degli ostacoli. Poi ha vinto ben due ori e tutto è cambiato. “Se una felice storia di coming out, una felice storia di atletica, può aiutare qualcuno, è fantastico. Penso di averlo sempre saputo. Non voglio parlare dell’essere gay, perché esiste uno stereotipo secondo cui i ragazzi gay non sarebbero atletici, e non voglio che sia usato contro di me o utilizzato per giustificare un cattivo risultato”. “Non mi sono mai sentito a mio agio nei confronti di quello stereotipo, ma ora sento che a questo punto nessuno potrà più dirmi nulla”. Conor McDermott-Mostowy è da quasi 4 anni felicemente fidanzato con Dylan Beyer.
Jonathan Hertwig-Odegaard

21enne decatleta norvegese, Jonathan Hertwig-Odegaard ha fatto coming out nel 2025. In un’intervista rilasciata a NRK, l’emittente radiotelevisiva pubblica norvegese, Hertwig-Odegaard ha parlato della propria omosessualità e di quanto sia importante discuterne, seppur preferirebbe concentrarsi su altro. “Penso che sia fantastico poter essere un modello, ma allo stesso tempo spero che a lungo termine non sia necessario e che io debba ricevere così tanta pubblicità e attenzione”. “Credo che essere apertamente gay non sia poi così una novità. Non è niente di che. Voglio dire, non ci sono atleti eterosessuali che debbano dichiararlo.”
Sebastián Vega

Nell’estate del 2025 Sebastian Vega vinceva il campionato National Basketball League argentino battendo per un solo punto alla settima e ultima partita della finale l’Instituto Atlético Central Córdoba, festeggiando sul canestro con la bandiera rainbow sulle spalle. Un’immagine che fece il giro del mondo perché Sebastian Vega è stato il primo giocatore professionista a fare coming out, nel 2020. Nell’aprile del 2026 il 37enne cestista, oggi capitano del Boca Juniors, ha replicato quell’iconica immagine dopo aver conquistato la Basketball Champions League Americas, massima competizione americana per club di pallacanestro maschili. Allo Stadio Obras Sanitarias il Boca Juniors di Vega ha battuto i brasiliani del SESI Franca per 86-72, scrivendo un pezzo di storia.
Vega ha fatto coming out nel 2020, ricevendo ampio sostegno dalla sua squadra. “La cosa più bella è che nulla è cambiato, anzi, è cambiato in meglio“, dichiarò all’epoca. “Abbiamo stretto un legame ancora più forte. Ero davvero spaventato, ma la paura non mi ha paralizzato. Mi sono sentito veramente libero: era da tanto tempo che non camminavo senza un peso così pesante sulle spalle. Sfortunatamente, (l’omosessualità nello sport) è ancora un argomento tabù. È molto difficile dire che sei gay … devi essere maschile per non essere (visto come) uno inferiore“.
Douglas Souza

Classe 1995, Douglas Souza è una star in patria con più di 1,9 milioni di follower social. È un due volte olimpionico, membro della squadra che ha vinto la medaglia d’oro a Rio 2016, e nell’estate del 2026 ha fatto il suo ritorno in nazionale dopo cinque anni di assenza. Dopo aver conquistato il titolo olimpico in casa fece coming out, affermandosi come uno dei pallavolisti dichiaratamente gay più in vista nel panorama maschile.
Archiviato Tokyo 2020 si è preso una pausa dalla nazionale per concentrarsi sulla sua salute mentale. All’età di 30 anni è tornato in campo puntando dichiaratamente le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Nella Superliga brasiliana ha vinto due campionati nazionali e altri titoli con il Sada Cruzeiro, da quando si è unito alla squadra nel 2024. Presto si trasferirà al Renata Campinas, dove prenderà il posto di Adriano Xavier. Douglas è fidanzato con Gabi da nove anni. La coppia si è fidanzata nel 2023 e sta pianificando il matrimonio.
Marie-Philip Poulin

34enne Capitana della nazionale canadese di hockey femminile, Marie-Philip Poulin ha partecipato a 5 Olimpiadi, vincendone tre, e ha fatto la storia durante Milano Cortina 2026, avendo segnato il suo 20esimo goal. Nessuna mai come lei.
Nel 2024 Marie-Philip Poulin ha sposato Laura Stacey. A lungo solo ‘colleghe’ si sono poi innamorate. “Il mondo la conosce come la migliore giocatrice di hockey al mondo, ma non la conosce come la persona migliore al mondo”, disse di lei alla CBC l’amata Laura, fiera moglie della giocatrice di hockey che ha segnato più goal nella storia olimpica.
Bruce Mouat
Bruce Mouat ha fatto pubblicamente coming out a fine 2021, diventando successivamente uno dei più forti giocatori di curling al mondo. Raggiunta la finale di Milano Cortina 2026 nel Curling uomini, Bruce ha dovuto ‘accontentarsi’ di una medaglia d’argento, la seconda dopo Pechino 2022, dopo aver conquistato due volte il titolo di Campione del Mondo e ben 4 volte il titolo Europeo. Felicemente fidanzato con Craig Kyle, personal trainer che appena può lo segue in ogni sua gara, Mouat ha spiegato alla BBC come il coming out gli abbia cambiato la vita anche in ambito sportivo. “La prima persona a cui lo dissi fu uno psicologo sportivo, perché non stavo ottenendo grandi risultati. Non mi piaceva molto il curling”. “Ma credo davvero che mi abbia aiutato a sentirmi a mio agio nell’ambiente della squadra e ora, 12 anni dopo, sono alle mie seconde Olimpiadi sentendomi piuttosto bene con me stesso.”
Jack Woolley

27enne taekwondoka irlandese, Jack Woolley è dichiaratamente bisessuale dall’età di 17 anni. Nel 2021 è diventato il primo atleta irlandese della storia a partecipare alle Olimpiadi nella disciplina del taekwondo. Pochi mesi dopo, mentre passeggiava per il centro di Dublino, è rimasto vittima di un’aggressione fisica da parte di ignoti. Negli ultimi mesi Jack ha invece preso parte all’edizione irlandese di Ballando con le Stelle, arrivando secondo insieme alla ballerina professionista Alexandra Vladimirov. Ma la sua vittoria Woolley l’ha comunque portata a casa, perché poche ore dopo la messa in onda della finale si è fidanzato con l’amato Daithi (Dave) Murphy, il giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda. Per celebrare l’evento Jack ha pubblicato una dolcissima immagine in cui bacia il fidanzato, personal trainer, con i due anelli di fidanzamento in bella vista.
Cindy Ngamba
27enne pugile del Camerun, Cindy Ngamba è entrata nella storia olimpica come prima medaglia del team Rifugiati, a Parigi 2024. Il coming out all’età di 18 anni, con Cindy che in quanto lesbica si rifiuta di tornare in Camerun, dove l’omosessualità è illegale. Nel 2019 Ngamba, che si è laureata in criminologia all’Università di Bolton, viene trattenuta insieme a suo fratello in un ufficio immigrazione a Bolton e inviata in un centro di detenzione a Londra. I due vengono rilasciati il giorno seguente, ma rischiano di essere deportati nel loro Paese. “Mi hanno ammanettato, io ero lì a urlare: “Dov’è mio fratello?” Mi hanno buttato nel retro di un furgone e portata a Londra“, ha ricordato Ngamba in un’intervista con Eurosport nel 2024. “Non sapevo dove stessi andando o che fosse un campo di detenzione. Quando siamo arrivati, sembrava una prigione ed era pieno di donne con i loro bambini”.
In quanto omosessuale, a Cindy viene concesso lo status di rifugiata. L’anno dopo sale sul ring per la prima volta. Si allena con squadra britannica di boxe presso l’English Institute for Sport di Sheffield, ma non può competere per la Gran Bretagna perché non ha un passaporto britannico. Alle Olimpiadi di Parigi 2024 ci arriva grazie al Team Rifugiati. 37 atleti provenienti da 11 Paesi e Ngamba fa la storia, essendo diventata la prima di sempre ad aver conquistato una medaglia.
Maique Reis
28enne giocatore di pallavolo, Maique Reis ha fatto parte della squadra brasiliana che ha vinto la medaglia di bronzo VNL, nel 2025, conquistando il titolo di miglior libero del torneo. Reis , che gioca per il Minas Tenis Clube, ha usato la propria visibilità per denunciare le discriminazioni e l’omofobia nel mondo dello sport, dichiarando a ESPN: “Ho sempre pensato di dover lavorare molto più duramente di una persona eterosessuale… o di un ragazzo bianco che avrebbe avuto le stesse opportunità“.
Dopo aver mancato l’occasione di partecipare a Parigi 2024, è determinato ad arrivare a Los Angeles 2028. “Individualmente, voglio essere il miglior libero alle Olimpiadi. Sarebbe un sogno che si avvera. Io sono convinto di lavorare sodo e di avere il potenziale per raggiungere questo obiettivo“.
Ignacio Lago
23enne ala del Club Atlético Colón, squadra di Santa Fe che milita nella Primera B Nacional, ovvero la seconda serie del campionato argentino di calcio, Ignacio “Nacho” Lago è passato alla storia come il primo calciatore sudamericano in attività a fare coming out. Ospite di un programma settimanale chiamato “Sangre y Luto“, coproduzione tra l’emittente AIRE de Santa Fe e il Colón, Lago è stato sorpreso prima con un videomessaggio dei nonni e successivamente con un videomessaggio del fidanzato.
Visibilmente commosso, Lago ha rivelato di convivere a Santa Fe insieme al compagno, descrivendo il loro rapporto come “un amore irrazionale”. “Lo viviamo così, proprio come con il calcio. Siamo ossessionati e cerchiamo di esprimere ciò che proviamo“. Il 23enne è rimasto sbalordito dalla sorpresa, perché “non so come io abbia fatto a non accorgermene, viviamo insieme. È molto premuroso e dimostra il suo affetto in questo modo davvero speciale”.
Daria Kasatkina

Daria Kasatkina è diventata l’atleta dichiaratamente lesbica più in vista del tour WTA quando ha fatto coming out nel luglio del 2022. Dal 2025 naturalizzata australiana perché in fuga dall’omofoba Russia, dove rischiava il carcere in quanto lesbica, Kasatkina ha dichiarato la propria omosessualità rivelando la storia d’amore con la pattinatrice artistica olimpica Natalia Zabiiako. Successivamente le due si sono ufficialmente fidanzate, annunciando le nozze. Kasatkina ha più volte criticato pubblicamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la politica anti-gay di Vladimir Putin. Pagandone il conto.
“Adesso non è sicuro per me tornare in Russia, con il regime che abbiamo. Come persona gay che si oppone alla guerra, non è possibile tornare indietro“, disse al Times nel luglio 2023. “Ma non me ne pento nemmeno dell’1 percento”. “Quando è iniziata la guerra e tutto è andato a rotoli, mi sono sentita molto sopraffatta e ho semplicemente deciso, “Fanculo tutto”. Non potevo più nascondermi. Volevo dire la mia posizione sulla guerra e sulla mia [sessualità], il che è stato duro, venendo da un paese in cui essere gay non è accettato, ma mi sentivo come se avessi uno zaino di pietre sulle spalle e dovevo semplicemente liberarmene. In seguito, ho dovuto affrontare alcune conseguenze, ma l’unica cosa che mi preoccupava erano i miei genitori, e loro stavano bene. Sono orgogliosi di me”. Nei tornei del grande slam Daria Kasatkina ha raggiunto la semifinale al Roland Garros e i quarti di finale a Wimbledon.











