Il Met Gala 2025 celebra il “Black dandy”. Annunciati i co-chairs, ecco chi sono

Il 5 maggio l'evento più modaiolo di tutti inaugurerà la mostra "Superfine: Tailoring Black Style". Tutto quello che c'è da sapere!

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Met Gala 2025
Il Met Gala 2025 celebrerà il Black dandy. Foto Instagram @voguemagazine
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Il Black dandy sarà il protagonista del Met Gala 2025. Nelle scorse ore è stata annunciata “Superfine: Tailoring Black Style”, la mostra proposta dal Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York aperta al pubblico dal 10 maggio al 26 ottobre 2025. Come da tradizione a inaugurare la mostra sarà l’evento più modaiolo di tutti, il Met Gala appunto, previsto per il 5 maggio.

L’esposizione prende ispirazione dal libro di Monica L. Miller del 2009, “Slaves to Fashion: Black Dandyism and the Styling of Black Diasporic Identity”, e intende indagare lo stile degli uomini neri nel contesto del dandismo dal 18° secolo fino a oggi per comprendere il ruolo dell’abbigliamento nella formazione delle identità Nere nella diaspora atlantica, come riporta Vogue.

Dopo “Men in Skirts” del 2003, quella del 2025 sarà la prima mostra del Costume Institute a focalizzarsi sull’abbigliamento maschile.

Nelle parole di Miller il dandismo Nero è una “strategia e uno strumento per ripensare l’identità, per reimmaginare se stessi in un contesto diverso. Per superare un limite, in particolare durante il periodo della schiavitù, per estendere la concezione di chi e cosa conta come essere umano”.

Andrew Bolton, curatore della mostra, ha aggiunto:

Ritengo che questa rassegna rappresenti un passo importante nel nostro impegno a diversificare le nostre mostre e le nostre collezioni e a correggere alcuni pregiudizi storici nell’ambito della nostra pratica curatoriale. Si tratta di fare sì che la moda, al Met, sia una porta d’accesso e di inclusione.

Met Gala 2025, chi sono i co-chairs

Il 5 maggio 2025 le celebrities più influenti del pianeta si sfideranno a colpi di look estrosi sul tappeto rosso del Met Gala, la grande festa che inaugura la mostra. Per la prossima edizione, ad affiancare la madrina dell’evento Anna Wintour saranno il musicista Pharrell Williams, l’attore Colman Domingo, il pilota di Formula Uno Lewis Hamilton e il rapper A$AP Rocky. Co-presidente onorario, invece, la stella del basket Lebron James.

“Sono tutti uomini che non hanno paura di rischiare con la loro auto-rappresentazione”, ha fatto sapere Bolton. “Sfruttano le forme classiche, ma le remixano e le scompongono in modi davvero nuovi. Penso che gli uomini e gli stilisti Black siano in prima linea in questo nuovo rinascimento della moda maschile“.

Che cos’è il Met Gala

Per qualcuno è il “Super Bowl della moda”. Di certo il Met Gala è il posto dove la sobrietà non è di casa. Negli anni le personalità del mondo dello spettacolo hanno stupito e in alcuni casi scioccato con outfit che superano l’estetica per diventare vere e proprie performance. Stiamo parlando, infatti, dell’evento in cui gli stilisti possono sbizzarrirsi e mostrare tutta la loro creatività.

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Non si tratta solo di esibizionismo. Il vero scopo del Met Gala è far apprezzare al pubblico ciò che offre il Costume Institute, ovvero la mostra più visitata del Metropolitan Museum. Ogni anno il curatore Andrew Bolton individua un tema, e all’evento spetta il compito di raccogliere fondi per queste mostre.

Per comprendere meglio il significato e l’evoluzione nel tempo di questa grande festa della moda ci viene in soccorso la visione del documentario “In Vogue: The 90s” su Disney+, che proprio al Met Gala dedica un’intera puntata.

Apprendiamo così come Vogue e Anna Wintour siano riusciti a creare l‘evento di moda più importante al mondo. Per molti anni, a partire dal 1948, ha avuto carattere elitario, una festicciola privata riservata ad esponenti dell’alta società. Ancora agli inizi degli anni ’90 il grande pubblico era pressoché al corrente della sua esistenza.

Qualcosa inizia a cambiare nel 1995, quando il testimone passa dalla moglie di William F. Buckley Jr. ad Anna Wintour. La direttrice di Vogue capisce che è l’occasione giusta per rendere l’evento più inclusivo avvicinando anche i non addetti ai lavori al mondo della moda, come dimostra il successo del documentario Unzipped che, ambientato a New York nel 1994, segue i retroscena delle sfilate dello stilista Isaac Mizrahi.

La presenza della Principessa Diana all’edizione del 1996 conferisce un nuovo tocco al Met Gala, che attira così un riconoscimento mediatico mondiale. Gli anni a cavallo tra i due millenni vedono la moda diventare sempre più mainstream e democratica, più pop. Sono gli anni di Internet e di Sex and the City.

L’ultimo tassello del puzzle che dà al Met Gala l’aspetto odierno sembra provenire da quanto accade alla presentazione della collezione primavera/estate 1999 di Alexander McQueen a Parigi. Lo stilista trasforma la moda in arte performativa quando, a fine sfilata, fa interagire la modella Shalom Harlow con robot che le schizzano completamente il vestito.

Il Met Gala assorbe inevitabilmente tuti questi cambiamenti diventando, ad oggi, l’evento per eccellenza al quale tutti vogliono essere invitati. Modelli e modelle, certo, ma anche cantanti, star di Hollywood e persino politici.

© Riproduzione riservata.

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