Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa, dopo l’anteprima macchiata dall’omofobia interviene il ministro Valditara

A due giorni dalla nostra denuncia il ministro dell'istruzione ha annunciato che ha chiesto di individuare "i responsabili di questi comportamenti vigliacchi e squallidi". Se solo il governo Meloni di cui Valditara fa parte non fosse megafono di odio contro la nostra Comunità.

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Quanto avvenuto giovedì mattina alla Festa del Cinema di Roma, con l’anteprima di Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa macchiata dagli applausi di scherno e insulti omofobi da parte di alcuni studenti accorsi in massa all’Auditorium per prendere parte all’evento, ha suscitato inevitabile indignazione e sgomento. Ne abbiamo parlato noi per primi, in quanto sul posto in sala Sinopoli, in galleria, tra le decine di classi romane presenti.

Nel corso della proiezione del film di Margherita Ferri, che racconta la tragica storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo omofobo a scuola, è successo di tutto, tra chi gridava “fr*cio” e chi “ma questo quanno s’ammazza”, proprio davanti ad una storia del genere. Al cinema come allo stadio, con professori nella stragrande maggioranza dei casi silenti e una proiezione di fatto rovinata dal bullismo.

L’annuncio di Giuseppe Valditara

Andrea Spezzacatena ragazzo dai capelli rosa
Andrea Spezzacatena, “Il ragazzo dai pantaloni rosa”

La nostra denuncia è diventata virale, con quasi 800 commenti solo sul post IG pubblicato giovedì pomeriggio, suscitando un acceso dibattito tra gli stessi utenti. A riportare la notizia sia LaRepubblica che IlMessaggero di Roma, con il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara che ha annunciato in tal senso un intervento in prima persona senza però mai parlare di omofobia, ma di bullismo.

“Ho sentito la direttrice dell’ufficio scolastico regionale, dr. Anna Paola Sabatini, e ho chiesto di attivarsi per conoscere chi siano i responsabili di questi comportamenti vigliacchi e squallidi”, ha scritto sui social il ministro. “Rinnovo la mia vicinanza e solidarietà alla mamma di Andrea. Il bullismo va contrastato con la massima severità. Appena saranno noti i nomi dei responsabili, andrò nella loro scuola perché voglio incontrarli personalmente”.

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Peccato che per sconfiggere concretamente la piaga del bullismo scolastico bisognerebbe istituire per legge l’educazione al rispetto e all’inclusione, in tutte le classi con lezioni ad hoc, se solo questo governo che vede proprio Valditara alla guida di un così importante ministero non avesse intrapreso l’orbaniana strada del divieto assoluto. Basti pensare all’onorevole leghista Sasso, che ha presentato e fatto approvare una mozione che vuole vietare la fantomatica “ideologia gender” dalle aule.

Prima di presentarsi nella scuola dei ragazzi che si sono resi protagonisti di quegli osceni insulti ai danni di Andrea, ucciso due volte, Valditara dovrebbe precipitarsi in consiglio dei ministri e chiedere maggiore rispetto per una comunità che il proprio governo ha deciso di discriminare e diffamare con continue e sconcertanti dichiarazioni nonché aberranti DDL e mozioni. Perché esprimere indignazione per il bullismo e l’omobitransfobia quando si è parte di una maggioranza che da due anni fa di tutto per alimentarla, suona quanto meno ipocrita.

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raffaele mantegazza 27.10.24 - 17:21

Bravo Ministro, quando li incontrerà personalmente provi a spiegare loro che il governo di cui Lei fa parte si è sempre mostrato inorridito da ogni progetto di educazione sessuale, emotiva, sentimentale nelle scuole e ha sempre blaterato sciocchezze sulla "propaganda del gender". Magari così capirà come si possa arrivare a questi comportamenti che La indignano tanto e che sono figli dell'ignoranza che il Suo ministero non sembra avere alcuna voglia di combattere educativamente (ma solo di punire, con quella paranoia da castigo che permea ogni Sua circolare)