Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa, a Treviso genitori protestano. Annullata la proiezione per la scuola

Ma il 4 novembre decine di migliaia di studenti di tutta Italia assisteranno al film e ad un incontro in streaming con la mamma di Andrea Spezzacatena, 12 anni fa suicidatosi a causa del bullismo omofobo.

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Il RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA, il film
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Come se non fossero bastati gli insostenibili plausi di scherno e le battute omofobe durante l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma,  Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa di Margherita Ferri è andato incontro ad un altro schiaffo, questa volta partito da alcuni genitori di Treviso.

 Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa abbraccia le scuole

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Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa, il film

Il film che racconta la tragica storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo omofobo a scuola, inzierà il proprio necessario viaggio tra gli istituti scolastici d’Italia il prossimo 4 novembre. Fino a marzo la pellicola sarà proiettata al cospetto di decine di migliaia di studenti, con la mattina del 4 novembre che vedrà centinaia di classi di tutta Italia assistere in contemporanea al film e ad un panel via satellite moderato da Federica Angeli con protagonisti la regista Ferri, lo sceneggiatore Roberto Proia, la mamma di Andrea Teresa Manes, Arisa che ha prestato la propria voce al brano portante del film e Samuele Carrino, che nel film interpreta Andrea.

Il rifiuto dei genitori di Treviso alla proiezione di  “Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”

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Un evento gigantesco che darà forma a decine e decine di mattinate cinematografiche con le scuole e centinaia di migliaia di studenti, subito macchiato da quanto avvenuto a Treviso. Al cinema Edera della città la mattina del 4 novembre una scuola avrebbe infatti dovuto assistere alla proiezione della pellicola, ma alcuni genitori hanno protestato, chiedendo alla docente organizzatrice di cancellare l’evento. E questo è successo, con i 157 posti prenotati annullati. Secondo quanto riportato da IlGazzettino, altri genitori di quella scuola avrebbero ora chiesto il ripristino della proiezione.  Luigi Calesso, papà di una studentessa a cui è stato “negato” il film, ha scritto alla scuola “perché lo faccia proiettare. Mi pare che la proiezione di un film sul bullismo risponda quanto mai alle esigenze educative delle nostre figlie e dei nostri figli in un tempo in cui il fenomeno in questione non pare certo attenuarsi, anzi evidenzia una netta recrudescenza, come dimostrano, purtroppo, anche tante cronache della nostra città. Spero che l’istituto ritorni alla decisione iniziale e le ragazze e i ragazzi possano partecipare all’iniziativa che, tra l’altro, ha un carattere nazionale, a conferma della sua importanza e della sua utilità”.

La replica di Eagle alle polemiche di Treviso

Da parte di Eagle Pictures, che distribuirà in tutta Italia Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa a partire dal 7 novembre e da noi interpellati, si prova a guardare il bicchiere mezzo pieno e a pensare positivo, perché “per una scuola che non vuole mandare i suoi studenti ce ne sono decine di migliaia che si stanno mettendo in fila per farlo”.

Parla il sindaco leghista di Treviso, Mario Conte

La cancellazione della proiezione mattutina per una scuola di Treviso a causa delle proteste di alcuni famiglie ha lasciato senza parole anche il sindaco della città, Mario Conte, leghista,  che ha precisato come si sia  “persa un’occasione di approfondire e conoscere meglio temi che sono vere piaghe della nostra società”. “Evitare di confrontarsi su questi argomenti non credo sia la soluzione. Omofobia, depressione, suicidi sono, ahimè, molto attuali nella società. Dispiace quello che è successo a Treviso, ma preoccupano anche le reazioni omofobe di Roma: due situazioni che devono far riflettere tutta la nostra comunità”.  

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L’intervista del ministro Valditara dopo l’anteprima choc di  “Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”

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Nel frattempo, dopo quanto avvenuto all’anteprima alla Festa del Cinema di Roma il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato di aver chiesto di conoscere “chi siano i responsabili di questi comportamenti vigliacchi e squallidi”, per poi volerli “incontrare personalmente”.

Intervistato da IlMessaggero, Valditara ha rivelato di aver conosciuto “la mamma di Andrea e ho potuto constatare quanto sia ancora grande il dolore e forte la determinazione affinché ciò che hanno passato il figlio e la sua famiglia non ricapiti più. Quello che è successo a Roma mi ha commosso e indignato anche per l’inciviltà, la vigliaccheria, lo squallore che emerge da comportamenti di questo tipo. Accadono come sempre nel buio (della sala, in questo caso), quando si accendono le luci tutti stanno zitti”.

Ma come affrontare tutto ciò? “Mi auguro ci siano da parte delle scuole sanzioni severe nei loro confronti“, ha precisato Valditara. “Mi chiedo come sia possibile questa disumanità, il non avere neanche la compassione di sentire il dolore dell’altro, il dolore di una madre, il dolore di quel povero ragazzo”. “Nella nuova legge sulla condotta chi ha tenuto un comportamento offensivo dovrà approfondire il perché la società lo considera sbagliato e dimostrare di aver capito attraverso degli elaborati. Poi ci sono le attività di cittadinanza solidale obbligatorie, per imparare il valore della solidarietà. Con il 5 in condotta vi è la bocciatura, con il 6 si è rimandati a settembre. Quanto alla scuola deve avere l’obiettivo di sradicare questa mentalità, deve contribuire a sradicare il bullismo“.

La scuola ha un ruolo educativo fondamentale, non deve solo trasmettere la conoscenza della grammatica, della letteratura, della matematica“, ha proseguito il ministro. “Ma essere un luogo dove formare cittadini maturi, responsabili, per questo ritengo fondamentale l’aver messo nell’educazione civica il tema del rispetto dell’altro e della responsabilità individuale. Ci siamo abituati a scaricare le colpe sulla società, invece di concentrarci sulla responsabilità di chi commette atti malvagi. Tornare a distinguere tra comportamenti buoni e cattivi, tra il “bene” e il “male”. Se perdiamo questa capacità di distinzione diventa tutto in qualche modo scusabile. Vedo purtroppo una deresponsabilizzazione diffusa. Insistere con la cultura del rispetto, con l’educazione civica, creare laboratori contro il bullismo dove siano i ragazzi stessi a testimoniare, raccontare le loro esperienze negative, di vittime e di bulli, stimolati e guidati dai docenti“.

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Parole che stridono con quanto detto e proposto dalla maggioranza di governo di cui Valditara fa parte, con il leghista Sasso che ha presentato e fatto approvare in Commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera una risoluzione che vieti per legge la fantomatica “ideologia gender” dalle aule. Se dovesse diventare legge in perfetto stile Ungheria, nella famigerata nuova “educazione civica” voluta dal Ministro non esisterebbero probabilmente le persone LGBTQIA+, così come il tema dell’omobitransfobia, che seppur mai citato da Valditara ha portato Andrea Spezzacatena a togliersi la vita.

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