Michaela Jaé Rodriguez: “La mia sola esistenza crea discordia. Per questo continuerò a vivere e a creare”

A 6 anni da Pose l'attrice interpreta per la prima volta una donna non dichiaratamente trans in Skincare. Una vittoria a lungo attesa.

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Michaela Jaé Rodriguez in Skincare
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Sei anni fa Pose rivoluzionava la serialità televisiva e la visibilità trans su piccolo e grande schermo, con Michaela Jaé Rodriguez mattatrice assoluta e in grado di infrangere non poche barriere. All’epoca i personaggi trans venivano il più delle volte interpretati da attori cisgender, basti pensare ad Eddie Redmayne in The Danish Girl, ma fu proprio Pose a cambiare le carte in tavola, dando spazio a magnifiche attrici dichiaratamente transgender, fino a quel momento volutamente lasciate ai margini dall’industria.

Il prossimo passo, si diceva un tempo, era quello di vedere attori trans interpretare ruoli cisgender. “Lo chiediamo da molto tempo. È qualcosa che siamo sempre stati in grado di fare”, disse Rodriguez ad MTV. Passati 6 anni, e vinto un epocale Golden Globe come miglior attrice in una serie, MJ è riuscita nel suo sogno.

Skincare, il film

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In Skincare, thriller diretto dal regista Austin Peters e interpretato da Elizabeth Banks, Michaela Jaé Rodriguez interpreta Marine, l’assistente personale e agente PR della famosa estetista Hope Goldman (Banks).

Marine è l’ancora di Hope, quando il suo nuovo lancio di prodotti per la cura della pelle fallisce, quando l’eterno nemico nonchè guru della bellezza Angel (Luis Gerardo Méndez) apre un salone di fronte al suo e quando diventa vittima di una campagna di stalking online a scopo di sfruttamento sessuale che si conclude con uno spaventoso finale. Marine non è esplicitamente cis, ma non è nemmeno esplicitamente trans. E per MJ è una vittoria.

Essere un’attrice trans e interpretare una donna cis

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POSE — “Something Borrowed, Something Blue” — Season 3, Episode 5 (Airs May 23) Pictured: Mj Rodriguez as Blanca. CR: Eric Liebowitz/FX

“Se sia una nuova fase della rappresentazione trans a Hollywood? Non ci ho pensato molto. L’unica cosa che so fare è esistere e presentarmi”.”Penso che siamo cresciuti in uno spazio in cui tutto questo non sia più un problema. È sicuramente un argomento di discussione, ma non riguarda gli attori. “Penso che ciò per cui stiamo lavorando ora sia per avere più spazi aperti per le voci trans e le persone trans… per avere ovviamente più parti e avere più spazio per esprimere diversi tipi di personaggi, proprio come qualsiasi altra persona su questo pianeta”.

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Cresciuta a Newark, nel New Jersey, Rodriguez sapeva di voler diventare un’attrice all’età di sette anni, più o meno nello stesso periodo in cui ha iniziato a mettere in discussione il suo genere. È seguito un periodo in cui è entrata in diverse scuole di musica, arte e spettacolo, tra cui il New Jersey Performing Arts Center, dove ottenne un ruolo come Angel Dumott Schunard in Rent. Fredi Walker-Browne, una delle attrici originali di Rent, la vide interpretare la parte e la incoraggiò a provare per un adattamento Off-Broadway del musical queer. Ottenne il ruolo e, di conseguenza, due anni dopo, il suo primo premio: il Clive Barnes Award. Il resto è storia.

La violenza sulle donne al Cinema

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Skincare è uscito poco dopo altri film incentrati sulla violenza contro le donne, dal successo di Blake Lively It Ends With Us al recente debutto alla regia di Anna Kendrick, Woman of the Hour. “Penso che le discussioni a riguardo stiano avvenendo più rapidamente che mai, e sono così felice che si stiano intensificando“, ha sottolineato Rodriguez a PinkNews. “Penso che sia davvero importante raccontare costantemente queste storie su pellicola per mostrare quali siano le realtà e di quale tipo di protezione potremmo aver bisogno, che si tratti di un altro uomo nel nostro spazio, o quando si tratta di proteggere noi stessi”.

Da quel 2018 tante bravissime attrici trans si sono fatte spazio ad Hollyood, da Nava Mau candidata agli Emmy a Karla Sofia Gascon che sogna la nomination agli Oscar. E Rodriguez ne va orgogliosa.

“In questo periodo mi rendo conto che la mia sola esistenza crea pura discordia, non importa se dico qualcosa ad alta voce o no. E per questo, continuerò a vivere. Per questo, continuerò a creare. Per questo, continuerò a lottare per i diritti delle donne. Per questo, continuerò a essere allineata con l’arte che influenza e rende felici le altre persone, di qualunque orientamento sessuale, cultura, etnia siano”. “Sapere che la mia esistenza possa creare tutto questo mi incoraggia a non fermarmi”.

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