Emilia Perez, intervista a Karla Sofía Gascon: “Ci stiamo abituando all’odio, ogni giorno sono vittima di transfobia”

Abbiamo incontrato la straordinaria protagonista del bellissimo Emilia Perez di Jacques Audiard, pronta a riscrivere la storia come prima attrice trans nominata agli Oscar.

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Emilia Perez, intervista a Karla Sofía Gascon: "Ci stiamo abituando all'odio, ogni giorno sono vittima di transfobia" - Karla Sofia in Emilia Perez - Gay.it
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Il più bel film del 2024 uscirà in Italia a inizio 2025, dal 9 gennaio al Cinema con Lucky Red. Emilia Pérez di Jacques Audiard (qui da noi recensito) ha vinto il Premio della giuria e il Premio per la miglior interpretazione femminile all’intero cast all’ultimo Festival di Cannes, oltre ad essere stato nominato agli EFA per la Miglior Regia, per la Miglior interpretazione femminile a Karla Sofía Gascón, per la Miglior Sceneggiatura e come Miglior Film, aspettando i Golden Globe, i SAG Award e soprattutto gli Oscar.

Designato francese per la corsa Academy, Emilia Pérez è un film semplicemente straordinario, in grado di spaziare tra musical e thriller, storia di transizione e commedia d’amore, un’opera oltre i confini di ogni genere cinematografico con un cast eccezionale trainato da Karla Sofía Gascon, prima donna transgender a conquistare la Croisette e più che probabilmente prima donna trans ad essere nominata agli Oscar.

Emilia Perez, intervista a Karla Sofía Gascon: "Ci stiamo abituando all'odio, ogni giorno sono vittima di transfobia" - Emilia Perez cover - Gay.it

Nel film Zoe Saldana interpreta Rita, un avvocato al servizio di un grande studio, più interessato a scagionare i criminali che a consegnarli alla giustizia. Un giorno riceve un’offerta del tutto inaspettata: aiutare un potente boss del cartello messicano della droga a ritirarsi dai suoi loschi affari e sparire per sempre. Il boss, sposato con Jessi (Selena Gomez) ha in mente di attuare il progetto su cui lavora da anni: diventare la donna che ha sempre sognato di essere. Insoddisfatta del suo lavoro, Rita decide di accettare l’incarico, ignara del fatto che questa scelta cambierà per sempre la vita di molti…

Negli abiti di Emilia Perez troviamo una fantastica Karla Sofía Gascon, sbarcata a Roma insieme a Jacques Audiard per presentare la pellicola e in italiano doppiata da Vladimir Luxuria.

Per l’occasione abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrarla e intervistarla, rimanendo abbagliati dalla sua forza, dal suo magnetismo, dalla sua energia, dall’onestà con cui affronta ogni giorno l’odio altrui, che mai la scalfisce perché troppe lacrime ha già versato.

Intervista a Karla Sofía Gascon

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Partiamo dal principio, come sei entrata in questo fantastico progetto chiamato Emilia Perez?

“Dalla porta principale, dopo aver letto lo script avevo tantissime cose da dire a Jacques Audiard. Gli ho subito chiesto quale fosse il vero motivo di Emilia nel fare la transizione, perché questo era il punto più importante del film. Se si trattava di una commedia stupida e superficiale, con un narcotrafficante che cambia sesso solo per fuggire dalla giustizia, questo avrebbe cambiato il senso della storia. All’inizio non mi era molto chiaro, lo script aveva toni da commedia, quando abbiamo iniziato a girare la sceneggiatura era completamente diversa dalla mia primissima lettura. È cambiata nel tempo. Ma anche la pellicola uscita al cinema non è la stessa che abbiamo filmato, perché abbiamo girato per montare 4 sequel, ore e ore e ore e ore di girato. Durante la lavorazione ho dato dei consigli a Jacques e lui mi ha ascoltata. C’è una scena nella villa di Emilia Perez in cui Jacques voleva una pista di sci artificiale in giardino. Gli ho consigliato un videogioco da mettere in salotto, con gli sci incorporati. E gli è piaciuta come idea. Ci sono registi che si fissano con le sceneggiature, che non si smuovono. Jacques è invece la persona più intelligente che abbia mai conosciuto, un genio che ha realizzato un’opera d’arte. È riuscito ad ottenere il meglio da tutti noi. Sono felice di aver partecipato a tutta la realizzazione di Emilia Perez, ne ho anche approfittato perché ero una delle poche persone a parlare spagnolo e mi capivano poco! (ride ndr.)”.

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Fino a pochissimi anni fa per interpretare un personaggio come Emilia Perez avrebbero quasi certamente scelto un attore cisgender. Poi qualcosa è fortunatamente cambiato. Un vero punto di svolta che ha dato il via a quella che possiamo definire una rivoluzione, con attrici e attori trans finalmente chiamati ad interpretare personaggi trans. Che opinione hai a rigurdo?

“Io mi divido internamente, tra l’essere attrice e l’essere Karla. Come attrice credo che tutti gli attori debbano poter interpretare chiunque. Sono stanca di questi produttori e direttori di casting che vogliono cercare il personaggio già fatto. Credo che attori e attrici abbiano la capacità di fare qualsiasi cosa. Se devo dire la verità ho trovato Eddie Redmayne da Oscar in The Danish Girl. L’ho visto a Hollywood pochi giorni fa e gli ho fatto i complimenti. Perché in quanto attori e attrici non dobbiamo limitarci, ma è chiaro che se hai un attore o un’attrice trans che può interpretare quel personaggio allora devi prendere loro in considerazione. Non deve essere un obbligo, bisognerebbe scegliere l’attore o l’attrice che riesce ad interpretare quel personaggio nel migliore dei modi. Se un’attrice trans è brava, scegli lei! Ma come artista per me è difficile dover fare questa distinzione netta”.

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Anche tu, proprio come Emilia Perez, hai una moglie, una figlia e hai portato avanti un percorso di affermazione di genere in età adulta. Questo ti ha aiutato ad entrare in sintonia con il personaggio?

“Tutto quello che fai nella tua vita come persona ti aiuta a fare meglio il personaggio che andrai ad interpretare. Non avrei mai potuto fare questo personaggio all’età di 20 anni come sono riuscita a farlo oggi, a 52 anni. Non avrei vissuto il percorso che ho vissuto oggi, non avrei sperimentato tutto quello che ho sperimentato”.

 

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Mai come in questi ultimi anni le politiche transfobiche ci hanno travolto. Dall’America di Trump all’Italia di Giorgia Meloni la comunità trans è sotto attacco. Solo nell’ultimo anno sono state oltre 350 le vittime di transfobia in tutto il mondo. Hai paura di questo clima?

“La tristezza di tutto questo è che ci stiamo abituando all’odio, alla gente che ti insulta costantemente, soprattutto sui social. Perché a me per strada nessuno mi dice niente. Il 90% dei messaggi che mi arrivano sono carini, sono complimenti, ma alla fine ti ricordi solo quelli cattivi, gli insulti. Al giorno d’oggi c’è una divisione tra oscurità e luce, proprio come in Emilia Perez. C’è tantissima gente che vive con l’odio, che diffonde odio, che si alimenta con l’odio. E poi c’è chi quell’odio se lo compra, perché è più facile trovare un nemico, un colpevole. Puntare il dito contro gli immigrati, i neri, le persone trans, additirci come contro natura. Ma io dico da sempre che queste persone dovrebbero guardarsi allo specchio e chiedersi quanto loro siano naturali, quanti cambiamenti hanno apportato al loro fisico nel corso della loro vita. Perché io in quanto persona dovrei giustificarmi per come sono, per quello che voglio fare della mia vita o del mio corpo? Chi sono queste persone per dire a me come vivere?”.

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Sei stata vittima di transfobia?

Tutti i giorni. Per farti un esempio, ero a Berlino pochi giorni fa, a tavola con altre persone. Il cameriere per ben 3 volte mi ha chiamato “signore”. E quando sono andata in bagno mi ha aperto la porta del bagno degli uomini. Non ho voluto piangere, perchè da quando questo film è stato presentato a Cannes ho ascoltato tante cose buone ma anche tante cose cattive. Ho pianto tantissime volte e non voglio più piangere. Ma se volessi, succederebbe tutti i giorni. È stancante ma non posso litigare continuamente con tutti. Il mio lavoro parla per me, quello che ho fatto parla per me. Non devo chiedere scusa a nessuno, i premi che ho vinto, le nomination che ho ottenuto sono per il mio lavoro di attrice. Non per il colore dei miei capelli o perché sono una donna trans, come dicono queste persone che vogliono solo sminuirmi come attrice. So di essere la nemica pubblico numero uno di tantissima gente accecata dall’odio. Ti do un altro esempio. In Messico un tizio mi ha scritto “domani ti ritroverai in una fossa, morta e squartata, perché sei una m*rda”. E io gli ho risposto “vieni a dirmelo al Cinema, durante l’anteprima”. Quello che sta avvenendo negli Stati Uniti d’America, e non solo, mi mette al centro del pericolo, in quanto donna trans con una certa visibilità. Lo so. So che un giorno un pazzo potrebbe aggredirmi, spararmi, ma per me è lo stesso. Io sono quello che sono, sono Karla Sofía Gascon“.

Poche ore dopo la nostra intervista, Karla ha aggiunto su Instagram: “Sono molto divertita dagli attacchi disperati di certi settori che cercano di screditare Emilia Pérez, il Messico, la transessualità, cercando di generare un clima di odio. Mi dispiace odiatori, ho la MERAVIGLIOSA e vera risposta del popolo messicano e della comunità LGBT ogni volta che finisce una proiezione”.

Emilia Perez, intervista a Karla Sofía Gascon: "Ci stiamo abituando all'odio, ogni giorno sono vittima di transfobia" - Karla Sofia Gascon nelle sue storie Instagram - Gay.it

 

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