21enne calciatrice statunitense, attaccante del Paris Saint-Germain e della nazionale USA, Korbin Albert è stata sommersa dai fischi quando è entrata in campo nel 2° tempo per giocare un’amichevole contro l’Inghilterra al mitico stadio di Wembley, sabato scorso, davanti a 80.000 persone. Il motivo?
Korbin Albert e l’omotransfobia condivisa via social
Tutto ha avuto origine lo scorso marzo, quando Albert ha condiviso un post su Tik Tok in cui veniva asserito che l’essere gay e il “sentirsi transgender” fosse sbagliato. Si trattava di una sorta di sermone anti-lgbt. Successivamente è stato scoperto un suo “mi piace” ad un post che celebrava l’infortunio che ha messo fine alla carriera dell’ex nazionale Megan Rapinoe, icona del calcio mondiale nonché persona e attivista LGBTQIA+. “Dio si prende una pausa dai miracoli per assicurarsi che Megan Rapinoe si sloghi la caviglia nella sua ultima partita“, si leggeva, con il like choc di Korbin. Successivamente sia le condivisioni contestate che il “mi piace” sull’infortunio di Megan sono stati cancellati.
Le scuse di Korbin Albert
Albert si è poi scusata per aver messo quel criticatissimo “mi piace” e condiviso post sui social media “offensivi” e “insensibili“, precisando su Instagram di essere “profondamente dispiaciuta per il dolore” causato.
“Credo davvero che tutti dovrebbero sentirsi al sicuro e rispettati ovunque e su tutti i campi da gioco“, ha detto. “So che le mie azioni non sono state all’altezza e mi scuso sinceramente. È un onore e un privilegio poter praticare questo sport sulla scena mondiale e prometto di fare del mio meglio”.
Le parole della sua allenatrice
Ma la selva di fischi arrivata dagli spalti di Wembley ha comunque travolto la calciatrice, diventando virale on line. Dopo la partita l’allenatrice Emma Hayes ha precisato:
“Capisco i fischi, ognuno ha diritto alle proprie opinioni in merito, senza dubbio. Come faccio sempre mi sono seduta con lei e abbiamo avuto diverse conversazioni su queste cose per assicurarmi che ci fosse uno sviluppo personale. Bisogna apprezzare che c’è una comunità che supporta la nostra squadra. Dobbiamo creare un ambiente inclusivo, rispettoso e tollerante, ma non posso controllare ciò che accade al di fuori del nostro ambiente“.
Mentre i tifosi “hanno il diritto di fischiare o reagire” come vogliono, Hayes, che ha passato 12 anni ad allenare il Chelsea, vincendo 7 scudetti e 5 FA Women’s Cup, ha aggiunto che non è suo compito “intervenire nel dibattito“.
Con la nazionale maggiore USA Albert ha giocato 18 partite, vincendo l’oro olimpico a Parigi e l’ultima CONCACAF Women’s Gold Cup.


