Can Yaman, l’uomo più ambiguo della tv e la sua beneficenza: un enigma, un cachet

Bomba di Selvaggia Lucarelli sull'attore turco. Beneficenza di comodo? Tutta una montatura? È un nuovo pandoro-gate? E che ne sarà della mega produzione Sandokan per la Rai?

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Come vanno le azioni di beneficenza di Can Yaman? Non bene secondo Selvaggia Lucarelli che ha sfoderato un'inchiesta su Il Fatto Quotidiano.
Come vanno le azioni di beneficenza di Can Yaman? Non bene secondo Selvaggia Lucarelli che ha sfoderato un'inchiesta su Il Fatto Quotidiano.
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C’è un uomo che vive perennemente sospeso tra mito e realtà, tra fiction televisiva e realtà benefica (o così la chiamano). Can Yaman, l’Adone turco che fa svenire i cuori di mezzo mondo, e che presto vedremo protagonista del remake di Sandokan, è diventato qualcosa di più di un semplice attore: è un’idea, un brand, un mistero avvolto in camicie sbottonate fino all’ombelico. Nato a Istanbul nel 1989, laureato in giurisprudenza e poliglotta (si vocifera che parli più lingue di quante ne possano gestire i suoi social media), Yaman è esploso sul piccolo schermo con Bitter Sweet – Ingredienti d’amore e DayDreamer – Le ali del sogno, stagliandosi con tutto il suo ben di (D)io come l’incarnazione di un’idea intramontabile di virilità esotica e glamour, che ha fatto furore per le tasche di Mediaset.

Eppure, dietro la barba impeccabile e il sorriso capace di disarmare anche la più cinica delle critiche, c’è chi insinua dubbi. Lo fa Selvaggia Lucarelli dalle pagine de Il Fatto con la sua consueta (e lodevole) ficcanasaggine (non smettere mai!). Lucarelli, dopo aver smascherato il pandoro-gate di casa Ferragni, azzanna ora i muscoli e il virile vello della celebrity turca che abbiamo imparato a conoscere anche attraverso gli spot del noto pastificio abruzzese, insieme a Claudia Gerini. Il patrimonio di Can Yaman si aggira oggi, secondo alcune fonti, tra i tre e i cinque milioni di dollari: proventi da diritti, serie-tv, pubblicità della pasta e quella di un noto brand di moda che l’ha coperto d’oro per indossare mutande logate.

Il Break the Wall Tour: filantropia o farsa?

Nel 2023, Can Yaman ha deciso di salvare il mondo (o almeno provarci), lanciando il tour Break the Wall sotto l’egida della sua associazione Can Yaman for Children. L’idea? Sensibilizzare i giovani sui mali dell’epoca moderna: ansia, isolamento, disagio. L’attore, accompagnato dal professor Francesco Pisani del Policlinico Umberto I di Roma, ha intrapreso una crociata tra discoteche, hotel di lusso e tappe istituzionali, spiega Lucarelli sul quotidiano diretto da Gomez-Travaglio. Un mix audace tra il glamour e la psicologia applicata, condito tuttavia con cachet dai contorni misteriosi, assai più misteriosi dei rigatoni abruzzesi.

E qui iniziano le crepe nel muro. Il Policlinico, che secondo il sito della fondazione dovrebbe patrocinare il tour, nega ogni coinvolgimento diretto. “Siamo solo beneficiari”, dice la dottoressa Manuela Astrologo, con quel tono che sembra suggerire un imbarazzo più che un’adesione entusiasta. A questo si aggiunge il profilo opaco delle donazioni. Discoteche e locali versano somme all’associazione, ma a quanto pare queste sono frazionate in parti uguali tra beneficenza e il mantenimento dello stile di vita principesco di Yaman e del suo entourage.

Sandokan, c’è anche Samuele Segreto nella serie Rai con Can Yaman, Ed Westwick e Alessandro Preziosi

 

Un cachet dorato

Chi ha ospitato il tour racconta una storia ben diversa. Edoardo Ascani, gestore del locale Brahma a Civitanova Marche, rivela di aver donato 5.000 euro “in beneficenza” ma di aver pagato un cachet di circa 25.000 euro per assicurarsi la presenza di Yaman. Curiosamente, i bonifici sono stati indirizzati non alla Can Yaman for Children, ma a una società di management, la PMM Studios. Si tratta di beneficenza o di un piano per monetizzare il carisma magnetico dell’attore? Forse entrambe le cose, in un equilibrio precario che però sembra sempre pendere verso il profitto. Lucarelli sembra aver fatto centro.

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E poi c’è l’episodio di Treviso, continua la ficcanaso d’Italia, che è una tappa culminante del tour: biglietti a 180 euro, cena di gala e la promessa di un premio speciale per Yaman. Invece, l’attore arriva con un’ora di ritardo, si esibisce in un discorso improvvisato e sparisce dopo 45 minuti, lasciando dietro di sé una scia di fan deluse e 5.300 euro devoluti alla Onlus. Una cifra irrisoria se confrontata con i 54.327 euro incassati dall’evento, gran parte dei quali spesi per alloggiare Yaman in una suite di lusso e coprire le spese del suo entourage.

Can Yaman e i dubbi sulle sue attività di beneficenza: l'inchiesta è partita da Selvaggia Lucarelli sul Fatto.
Can Yaman e i dubbi sulle sue attività di beneficenza: l’inchiesta è partita da Selvaggia Lucarelli su Il Fatto.

La beneficenza “light”

Non mancano gesti simbolici. Yaman ha donato attrezzature mediche a un istituto di Assisi: un pulsiossimetro, una bilancia, un aspiratore per disfagici. Donazioni reali e lodevoli. Lucarelli insinua che siano donazioni di grande effetto fotografico, ma meno sul bilancio pratico – si parla di poche centinaia di euro. Certo, il pubblico applaude e le foto fanno il giro dei social, ma è difficile ignorare la sensazione che si tratti di gesti più scenografici che sostanziali, spiega la giornalista su Il Fatto.

A destra Can Yaman nei panni di Sandokan, a sinistra due immagini dai social
A destra Can Yaman nei panni di Sandokan, a sinistra due immagini dai social

Un enigma che seduce e irrita

Insomma Can Yaman non è solo un uomo: è una performance. La sua bellezza abbaglia, il suo mistero intriga, ma le sue iniziative benefiche lasciano perplessi. Yaman ha frequentato alcune delle donne più celebri dello spettacolo, tra cui la conduttrice Diletta Leotta, con cui ha vissuto una relazione seguitissima dai media. Tuttavia, come ogni storia finita male, non sono mancate le polemiche. La regina del gossip Barbara D’Urso, durante una puntata di Pomeriggio 5 del 2021, aveva raccolto un’indiscrezione piccante a proposito della sessualità di Can, così amato anche dai gay. L’indiscrezione proveniva da Roberta Beta, oggi dimenticata, ma all’epoca ex-gieffina degna di nota nell’universo Mediaset a cui è ridotta l’Italietta innamorata di Yaman. “Non toccatemi Can…” aveva chiosato D’Urso, all’epoca ancora regina totale delle reti della famiglia Berlusconi.

Can Yaman sarà “Sandokan”

La nuova serie televisiva Sandokan“, con protagonista Can Yaman nel ruolo della leggendaria “Tigre della Malesia“, è prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction. Le riprese sono iniziate il 22 aprile 2024 e si sono svolte in diverse location, tra cui il Lazio, la Toscana e la Calabria. La serie è diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. La messa in onda è prevista su Rai 1 nell’autunno del 2025. La serie  sarà disponibile in streaming su RaiPlay e distribuita a livello internazionale da Fremantle International. Il cast include, oltre a Can Yaman, attori come Ed Westwick (lo ricorderete nel ruolo di Chuck in Gossip Girl), Alessandro Preziosi e anche quel talentuosissimo enfant prodige della cinematografia italiana, finora sottostimato, Samuele Segreto. La produzione è un reboot della leggendaria serie televisiva del 1976, diretta da Sergio Sollima e basata sui romanzi di Emilio Salgari. La versione originale, interpretata da Kabir Bedi nel ruolo di Sandokan e Philippe Leroy in quello di Yanez, fu un vero e proprio cult, e fece innamorare italiane e italiani. La nuova versione offre, secondo le indiscrezioni, una più contemporanea interpretazione della saga di Emilio Salgari, ed esplora le origini di Sandokan. Un personaggio votato a una missione speciale: difendere i deboli e gli oppressi. Ce lo vedete Can Yaman in questo ruolo?

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stefano belli 8.12.24 - 19:21

A PRESCINDERE DA COME ANDRANNO LE "INDAGINI" E DA COME NE USCIRA' FUORI COME PERSONA, RESTA CMQ UN GRAN FIGO...