Teverola è un comune italiano della provincia di Caserta, in Campania, nelle ultime ore balzato agli onori della cronaca grazie a Biagio Pezzella, consigliere eletto con la maggioranza del sindaco Gennaro Caserta che in aula ha insultato il collega d’opposizione Pasquale Gnasso. Quest’ultimo ha semplicemente richiamato all’osservanza del regolamento, con Pezzella che ha reagito malamente insultandolo (“Chicciriniello in copp o c…..o“)
L’indignazione per l’insulto omofobo in aula
“Un fatto gravissimo e inaccettabile“, ha dichiarato Antonello Sannino, Presidente di Antinoo Arcigay Napoli e Presidente dell’Osservatorio LGBTQIA+ della Regione Campania. “Esprimo tutta la mia vicinanza umana e politica al Consigliere Gnasso. Siamo profondamente preoccupati dall’escalation di violenza e discriminazione che stiamo assistendo, anche all’interno delle istituzioni. È inaccettabile che un rappresentante del popolo venga offeso in questo modo, solo per il suo orientamento sessuale. Chiediamo con forza che vengano presi provvedimenti immediati e siamo pronti ad incontrare da subito il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale di Teverola”.
Duro anche il deputato del Pd Stefano Graziano. “Un comportamento del genere, inaccettabile in un consesso istituzionale, è una grave violazione dei principi di rispetto e decoro. Il sindaco di Teverola Gennaro Caserta e il consigliere Biagio Pezzella devono chiedere scusa pubblicamente o rassegnare immediatamente le dimissioni”.
Via Facebook sono arrivate le parole del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli: “Un comportamento del genere, inaccettabile in un consesso istituzionale, è una grave violazione dei principi di rispetto e decoro. Purtroppo la nostra società regredisce ogni giorno sempre più e le pubbliche assise ne sono un triste termometro”.
Il deputato M5s Agostino Santillo ha aggiunto: “Non è possibile tollerare toni del genere, linguaggi scurrili e insulti che offendono la dignità della persona. Le parole di Pezzella, pronunciate in una sede istituzionale, hanno assunto un tono ancora più condannabile”.
“Quando l’insulto capita sul marciapiede, uno va avanti, ma se accade in Assise, è l’istituzione che deve rispondere. L’omofobia è questo: quando l’istituzione tace dinanzi a questo tipo di violenza”, ha affermato a IlMattino il consigliere Gnasso, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti LGBTQIA+ e vittima delle parole di Pezzella.
Le parole del sindaco e le “scuse” di Pezzella
Il sindaco Caserta ha precisato di “non aver avuto in Consiglio la percezione di un attacco omofobo ma se c’è stato, il consigliere Pezzella deve chiedere scusa. Intanto, auspicando toni più sereni durante i lavori consiliari, se il consigliere Gnasso si è sentito attaccato o offeso, da parte nostra non può esserci che la piena solidarietà“.
Pezzella, travolto dalle critiche, ha prima chiesto scusa su Facebook “a chi si è sentito offeso“, per poi precisare:
“Non c’era alcun intento omofobo nelle mie parole, non esiste. La parola “chicciriniello” si usa per indicare chi si intromette in fatti altrui”. “Ben lontano da me era rivolgere offese omofobe nei confronti di chi ha diversi orientamenti sessuali. Subito ho posto le mie scuse nell’ambito del Consiglio Comunale , rendendomi conto di aver avuto un atteggiamento non consono al Consiglio Comunale. Tuttavia nei miei confronti è stata posta in essere una campagna diffamatoria a mezzo stampa, travisando in modo palese il significato della mia affermazione. Infatti dalle immagini del Consiglio Comunale si evince con chiarezza che la mia espressione è stata una esternazione di rabbia, all’interno di un Consiglio Comunale che aveva assunto toni offensivi nei confronti della mia persona e alle continue interruzioni poste in essere dal Consigliere Gnasso. Assumendomi tutte le mie responsabilità, come ho sempre fatto, chiedo scusa a chi si è sentito offeso dalla mia affermazione, ma ribadisco con forza, pronto a difendere la mia onestà anche attraverso azioni giudiziarie, che non era mia intenzione rivolgere offese omofobe ma è stata una reazione incontrollata a delle continue provocazioni subite nel corso del consiglio comunale”.
