Sindaco di San Giorgio a Cremano, domenica mattina Giorgio Zinno ha annunciato sui social che lunedì 13 gennaio, d’accordo con i Sindaci del Vesuviano, le scuole della sua città sarebbero rimaste aperte, seppur al cospetto di un’allerta gialla emessa dalla Protezione Civile.
“Il bollettino non prevede pioggia e non segnala particolari rischi legati al vento o ad altre criticità tali da giustificare la chiusura delle scuole. Comprendiamo che il freddo improvviso abbia portato qualche disagio, ma ricordiamo che si tratta di condizioni tipiche della stagione invernale”.
Tanto è bastato per trasformare il suo profilo Facebook in una raccolta di insulti omofobi e minacce.
Giovanissimi hanno scritto di tutto nei confronti di Zinno, a loro dire colpevole di non aver chiuso le scuole. Il primo cittadino ha pubblicato alcuni di quegli insulti su Facebook, sottolineando come non solo offendano lui ma “anche la lingua italiana e rappresentano un segno del degrado dei nostri tempi”.
La denuncia social di Giorgio Zinno
“Sono, perlopiù, minorenni non controllati dai genitori, che pensano di poter utilizzare i social network pensando di non essere puniti per i propri vergognosi comportamenti: è nostro dovere dare, innanzitutto, un segnale di tipo educativo e, quindi, trasmetterò gli screenshot ai dirigenti scolastici del nostro territorio affinchè più facilmente possano identificare i propri alunni e far loro una lezione di educazione civica. I messaggi che violano la legge saranno trasmessi direttamente alle forze dell’ordine: è difficile che io denunci, ma stavolta si è passato il limite ed è necessario che siano contattati i genitori”.
Zinno ha quindi deciso di denunciare chi lo ha pesantemente insultato, minacciandolo persino di morte.
“Se si riserva al primo cittadino un comportamento del genere cosa si fa a un compagno o una compagna con cui ci si litiga? Io ho tutta l’esperienza per non curarmene, ma i ragazzi vittima di bullismo possono trovare scampo da tanta violenza? Se non ci occupiamo di questi giovani, continueranno a pensare che la loro idea personale vale più di quella di un esperto e dove la sopraffazione e la violenza valgono più di un ragionamento. C’è poi l’effetto branco: scrivono uno dopo l’altro, pensano di essere più forti e che nessuno possa fare nulla contro di loro. Credono che scrivere sui social spersonalizzi i propri attacchi e questi li rende più cattivi. Contro questa deriva non possiamo restare in silenzio! Tutti noi dobbiamo lavorare, nelle famiglie, nelle scuole e nella società per spiegare ai ragazzi i valori della vita e della non violenza, altrimenti il futuro della società sarà sempre più buio e non certo per il maltempo”.
Le reazioni
Immediata la vicinanza nei confronti di Zinno.
“Ferma è la nostra condanna. Crediamo che proprio in questo momento dove si registra un aumento significativo delle aggressioni e dell’odio omotransfobico nel nostro Paese sia più che mai necessario l’elemento della prevenzione culturale, pertanto chiediamo alla Regione Campania di intervenire con un piano strutturato di contrasto all’omotransfobia a partire proprio dalle nostre scuole“, ha commentato Antonello Sannino, Presidente Osservatorio LGBTQIA+ della Regione Campania.
“Esprimo la mia piena solidarietà a Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano, vittima di una vergognosa campagna di odio via social per una decisione amministrativa presa nell’interesse della comunità“, ha aggiunto Ciro Buonajuto, vicepresidente Anci e sindaco di Ercolano. “È inaccettabile che un primo cittadino, che svolge il proprio dovere con responsabilità, venga bersagliato da insulti personali e attacchi omofobi. Questi episodi rappresentano non solo un grave atto di inciviltà, ma anche un campanello d’allarme. Preoccupa profondamente che molti di questi messaggi provengano da giovani, spesso minorenni, la cui educazione dovrebbe invece mirare al rispetto e alla tolleranza. Il loro comportamento dimostra una sola cosa, che le scuole vanno tenute aperte il più possibile. Questi giovani hanno ancora tanto da imparare e la scuola è il luogo più adatto. Mi auguro che si prendano i giusti provvedimenti per far capire agli studenti la gravità del loro gesto, che assolutamente non può passare come una bravata. Come vicepresidente ANCI, ritengo che sia nostro dovere, quali rappresentanti delle istituzioni, lavorare insieme per promuovere un uso più responsabile dei social media, coinvolgendo scuole e famiglie in un’azione educativa condivisa. Al sindaco Zinno va la mia vicinanza e il mio incoraggiamento: la violenza verbale non può e non deve essere tollerata, tanto meno quando colpisce chi, con trasparenza e coraggio, serve la propria comunità”.
“Quando i sindaci decidono di non chiudere le scuole i ragazzi devono andare a scuola. Io sono convinto che la legalità passa anche attraverso questi gesti, ovvero che ognuno deve fare il proprio dovere“, ha detto il prefetto di Napoli Michele di Bari. “Quanto accaduto non credo che sia una bella lezione civica. Se le scuole sono aperte perchè è stato ritenuto che non era necessario chiuderle, le scuole devono essere frequentate“.
“Solidarietà al Sindaco, chiamato a decidere per il bene dei suoi cittadini e solidarietà all’uomo che ha dovuto sopportare manifestazioni omofobe. Sono indignato per questa consuetudine, ormai troppo diffusa, da parte degli studenti, di insultare liberamente sui social i Sindaci che non ritengono opportuno chiudere le scuole. Ma ancora di più trovo di una vigliaccheria inaudita e francamente anacronistica, utilizzare l’orientamento sessuale di chicchessia per provare ad offendere ed infamare. Appoggio in pieno la scelta di denunciare, di accendere un faro su questi ragazzi, nella maggior parte dei casi lasciati a loro stesso, che sono diventati l’evoluzione dei leoni da tastiera, diventando un vero e proprio branco da tastiera. É tempo di azioni concrete. Bravo, Giorgio. Sono con te“, il commento del consigliere regionale Pd Massimiliano Manfredi.



