18 anni di lontananza dalla gara sono abbastanza per un ritorno. Marcella Bella è pronta a calcare nuovamente il palco del Festival di Sanremo come concorrente. Era dal 2007 che non provava più questa emozione, ma ora è tempo di riprendersi la scena. Lo farà con Pelle diamante, che promette di far ballare e, chissà, sorprendere il pubblico.
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Dopo l’exploit di Paola e Chiara nel 2023 con Furore e quello (ancor più inaspettato) dei Ricchi e Poveri lo scorso anno con Ma non tutta la vita, questa volta potrebbe essere Marcella Bella a trovare in Sanremo l’occasione di una rinascita artistica. Una seconda giovinezza che, se la canzone si rivelasse azzeccata, le consentirebbe di tornare in classifica, di farla conoscere al pubblico più giovane e, chissà, magari anche farla diventare virale come successo ai colleghi citati.
Pelle diamante, il singolo di Marcella Bella per Sanremo 2025
Ma che cosa sappiamo per ora di Pelle diamante? Non molto, ma quanto basta per accendere la speranza di scendere in pista. Alle telecamere Rai Marcella Bella ha così parlato della canzone:
Pelle diamante è quasi un inno pensato e dedicato alle donne di oggi, indipendenti, che sanno quello che vogliono, donne che si fanno valere e che sono talmente sicure e quasi dure da essere molto vicino a un diamante, che è la pietra più dura che ci sia però è anche molto preziosa quindi queste donne sono anche preziose.
Parole ribadite anche ad Askanews:
È un inno alla donna forte e determinata che sa quello che vuole e sa essere artefice della propria vita. È talmente forte, indipendente e resistente proprio come il diamante. Con un pizzico di ironia può essere anche un po’ stronza ma sorprendente. Un pezzo contemporaneo fatto per divertirsi ballando, per un messaggio importante. Se diventasse un inno anche per una sola donna saprei di aver fatto il mio dovere di artista.
Pelle diamante porta la firma, oltre che della stessa Marcella Bella, anche di Marco Rettani, Senatore Cirenga, e Andrea Simoncini e sarà presente in Etnea diamante edition, una ristampa del suo ultimo disco in uscita il 14 febbraio impreziosito dall’inedito Fino alla fine del mondo e da un remix del singolo Tacchi a Spillo.
La carriera di Marcella Bella
Quella del 2025 sarà per Marcella Bella la nona partecipazione al Festival di Sanremo come concorrente. La prima è stata nel 1972 con l’intramontabile Montagne verdi che si piazzò al settimo posto, un sempreverde della musica italiana scritto dal fratello Gianni e da Giancarlo Bigazzi, duo che firmò tutti i successi di Marcella in quel decennio.
In più di 50 anni di carriera l’artista siciliana si è trovata a dare voce anche a tematiche non così scontate per i tempi in cui furono cantate. Nel 1973, ad esempio, ha inciso Questa è la verità, incluso nell’album Mi… ti… amo… e tra i primissimi brani italiani a parlare di molestie sessuali sul lavoro. Nel 1975, invece, ha parlato di salute mentale (tema oggi attualissimo) in L’anima dei matti.
Bel canto all’italiana ma anche passione per il ritmo, nel 1974 Bella ha proposto al pubblico Nessuno mai, un primo esempio di disco music italiana con quegli archi nella ritmica. La canzone si classificò terza al Festivalbar, vendette oltre 400mila copie e venne reinterpretata dai tedeschi Boney M. con il titolo Take the Heat Off Me.
La svolta sexy
Risale invece al 1977 l’inizio di una fase diversa per la sua carriera. Con l’album Femmina le interpretazioni si sono fatte più sensuali, e la voce e i testi più ammiccanti: una svolta “sexy” che si sarebbe compiuta nel 1983 con Nell’aria.
Negli anni ’90 il primo insuccesso discografico con Sotto il vulcano e l’inizio di una carriera televisiva che l’ha vista più volte nel programma Viva Napoli e, in tempi ben più recenti, a Io canto (2013) e Ora o mai più (2018 e 2019).
Tornando a Sanremo e in attesa di ascoltare Pelle diamante, però, non possiamo non citare Dopo la tempesta, brano tra i più amati dal suo pubblico e che le valse il quarto posto al Festival del 1988.
Icona gay (ma con lacune)
E chissà se in previsione dell’impegno nella città dei fiori non abbia recuperato qualche lacuna in “queerologia”. Benché sia stata sempre considerata icona gay, infatti, intervistata a Belve da Francesca Fagnani ha dimostrato di non sapere il significato di LGBTQIA+. Rimandata a settembre.
