Trump vuole cancellare la comunità LGBTQIA, ma le ONG preparano la controffensiva legale: “Non lasceremo nulla di intentato”

Lambda Legal e Advocates For Trans Equality annunciano una feroce battaglia nei tribunali per proteggere i diritti messi a rischio dagli ordini esecutivi emanati nel primo giorno dell'amministrazione repubblicana.

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Il selfie d’addio di Joe Biden, con il suo sorriso bonario, sembra quasi una beffa di fronte all’irruenza con cui Donald Trump si insedia alla Casa Bianca. Durante il discorso inaugurale del 20 gennaio, Elon Musk, il “First Buddy”, alza il braccio in un saluto romano trasmesso in mondovisione, mentre Trump, senza perdere tempo, firma una valanga di ordini esecutivi, più di 200, tra cui l’annunciato e temuto Defending Women From Gender Ideology Extremism and Restoring Biological Truth to the Federal Government“.

Fuori dall’OMS, addio agli Accordi di Parigi, ritorno della pena di morte federale, e dunque un colpo di spugna su tutte le tutele per la comunità LGBTQIA+ con un obiettivo chiaro: eliminare ogni traccia di diversità dalla vita pubblica.

Il vecchio, nuovo presidente non ha neanche la pazienza di aspettare il confronto parlamentare, nemmeno con la sua maggioranza in entrambe le camere. Una prevedibile continuità nella sua strategia muscolare, già adottata in mesi di campagna elettorale, capace di spaventare gli oppositori e galvanizzare i sostenitori.

Compresi quelli che vedono nelle identità non conformi un’anomalia da estirpare nella obbediente società eteronormativa che l’ultradestra americana intende costruire, mattone per mattone, oppressione per oppressione, nei prossimi quattro anni.

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Spiazzate ma non inermi, le organizzazioni per la tutela dei diritti LGBTQIA+ in tutto il territorio americano si sono intanto mobilitate rapidamente. Tuttavia, tra le righe dei numerosi comunicati diffusi nelle score ore, traspare un’ombra di incertezza. Quali strategie metteranno in campo per rispondere a questa nuova, inquietante ondata di cambiamenti?

Stati Uniti, la comunità LGBTQIA+ si prepara a rispondere

Dalla visione binaria e rigida del genere, che formalmente cancella l’esistenza delle identità non binarie, alla revoca delle linee guida federali su Diversity, Equity e Inclusion (DEI). Dalla reintroduzione del divieto per le persone transgender di servire nelle forze armate, fino alle restrizioni all’accesso ai servizi sanitari per la comunità LGBTQIA+ e alla cancellazione di protezioni contro la discriminazione nelle scuole.

L’attacco dell’amministrazione Trump 2.0 è un’offensiva coordinata e chirurgica, pensata per smantellare i fragili progressi ottenuti negli ultimi anni. E non finisce qui: tagli ai finanziamenti delle ONG impegnate nei diritti LGBTQIA+ e una progressiva eliminazione di ogni riferimento a orientamenti e identità non conformi dalle comunicazioni ufficiali del governo federale completano un quadro allarmante.

Un’America che riavvolge il nastro della storia e tenta di riscriverlo con un vecchio copione. Ma è bene ricordarlo: un ordine esecutivo non è una legge immutabile. È uno strumento giuridico che deve rispettare i vincoli imposti dalla Costituzione e dalle leggi esistenti. Questo lo rende contestabile, e in molti casi vulnerabile, davanti a un’azione legale efficace.

Le principali organizzazioni in difesa dei diritti LGBTQIA+ non si sono dunque fatte attendere. Lambda Legal, che ha già combattuto battaglie fondamentali durante il primo mandato Trump, è di nuovo in prima linea con una strategia mirata. Già in passato, quando l’amministrazione cercò di eliminare i programmi contro i pregiudizi nei luoghi di lavoro finanziati con fondi federali, con il supporto del NAACP Legal Defense Fund, riuscì a bloccare queste manovre. Oggi, la controffensiva è pronta: “Molte delle misure contenute negli ordini esecutivi firmati oggi richiedono tempo per essere implementate – si legge in un comunicato – ma vigileremo attentamente e interverremo con determinazione non appena entreranno in vigore”.

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Durante la prima presidenza Trump, la Casa Bianca aveva poi già tentato di concedere agli operatori sanitari il diritto di rifiutare cure alle persone LGBTQIA+ per motivi religiosi. La battaglia legale vide prevalere l’opposizione guidata dall’American Civil Liberties Union (ACLU). Oggi, però, i segnali indicano una possibile escalation. “Stiamo valutando ogni strada legale per contestare queste azioni, che consideriamo non solo illegali, ma anche incostituzionali – prosegue Lambda Legal –. Qui non si tratta soltanto di politica o ideologia: è in gioco la vita di persone reali. Nei prossimi quattro anni, non sarà possibile fermare ogni singolo attacco. Ma ogni tentativo di minare i diritti della nostra comunità sarà monitorato con attenzione e troverà una risposta decisa”.

Già annunciata dunque la campagna “Fearless + Fighting Back” di Lambda Legal, che punterà nell’immediato futuro a trasformare i tribunali in un baluardo di difesa, collaborare con amministrazioni locali per creare spazi sicuri e costruire modelli virtuosi di inclusività. E, con un progetto più a lungo termine, consolidare l’immagine positiva di una comunità LGBTQIA+ che chiede solo il diritto di esistere.

Non lasceremo nulla di intentato – conclude il comunicato –. Siamo pronti a lottare al fianco dei nostri alleati per assicurarci che nessuno venga abbandonato e che la giustizia prevalga”.

A unirsi al coro della resistenza, anche la Advocates For Trans Equality.

Trump e i suoi alleati sembrano determinati a invadere la sfera personale di ciascuno di noi, imponendo rigide definizioni su cosa significhi essere “abbastanza uomo” o “abbastanza donna”. Abbiamo già sperimentato gli effetti devastanti di queste visioni restrittive, che colpiscono indistintamente tutte le donne e ragazze, cisgender e transgender. Forzare le persone a conformarsi a stereotipi di genere basati sul sesso non è altro che un passo indietro nella storia. Non possiamo accettare di tornare a un’epoca in cui le persone transgender erano costrette a vivere nell’ombra e visioni antiquate su chi si è autorizzati a essere venivano utilizzate per reprimere e ferire tutti. Utilizzeremo tutte le risorse a nostra disposizione, da Capitol Hill ai tribunali, per resistere a questi attacchi”.

 

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