Internet, si sa, non cancella e non dimentica. Nel pieno della corsa agli Oscar 2025, dove è in corsa per una statuetta che sarebbe epocale in quanto prima attrice trans candidata in quasi 100 edizioni, Karla Sofía Gascón è stata travolta da un’enorme polemica relativa a suoi vecchi tweet, tutti pubblicati tra il 2020 e il 2021 e nella giornata di ieri tornati a galla.
I tweet razzisti e offensivi di Karla Sofía Gascón

I cinguettii, molti dei quali cancellati dopo essere stati riesumati dalla giornalista Sarah Hagi, hanno destato scalpore.
In uno, datato 22 novembre 2020, si legge: “Mi dispiace, è solo una mia impressione o ci sono più musulmani in Spagna? Ogni volta che vado a prendere mia figlia a scuola ci sono più donne con i capelli coperti e le gonne fino ai tacchi. L’anno prossimo invece dell’inglese dovremo insegnare l’arabo”.
In un altro del 2 settembre 2020 si vede la foto di una famiglia musulmana in un ristorante, tra cui una donna con il burka. E Karla scriveva: “L’Islam è meraviglioso, senza alcun machismo. Le donne sono rispettate e quando lo sono vengono lasciate con un piccolo buco quadrato sul viso per far vedere gli occhi e la bocca, ma solo se si comportano bene. Anche se si vestono in questo modo per il loro divertimento. Quanto è PROFONDAMENTE DISGUSTOSO PER L’UMANITÀ”.
In un post del 29 gennaio 2021, Gascon scrive che “l’Islam non rispetta i diritti internazionali” e che le religioni “devono essere vietate finché non rispettano il DDHH”, abbreviazione per i diritti umani in Spagna.
Il commento sembra estendersi anche ad altre religioni. In un post del 16 agosto 2021, Gascón scrive: “Sono così stufa di così tanta merda, dell’Islam, del cristianesimo, del cattolicesimo e di tutte le fottute credenze degli idioti che violano i diritti umani”.
I commenti su George Floyd
Gascón ha poi pubblicato un lungo thread su George Floyd, pochi giorni dopo il suo assassinio. “Penso davvero che a pochissime persone importasse di George Floyd, un truffatore tossicodipendente, ma la sua morte ha dimostrato ancora una volta che ci sono persone che considerano ancora i neri delle scimmie senza diritti e considerano i poliziotti degli assassini”. “Si sbagliano tutti”.
In un post successivo, Gascón ha aggiunto: “Troppe cose su cui riflettere riguardo al comportamento della nostra specie ogni volta che si verifica un evento. Forse non è più una questione di razzismo, ma di classi sociali che si sentono minacciate l’una dall’altra. Forse questa è l’unica vera differenza”.
L’attacco agli Oscar 2021
Gascón ha anche espresso il suo parere sulla cerimonia degli Oscar del 2021, la prima tenutasi dopo la pandemia di COVID che vide “Nomadland” vincere la statuetta come miglior film.
“Gli Oscar sembrano sempre più una cerimonia per film indipendenti e di protesta, non sapevo se stavo guardando un festival afro-coreano, una manifestazione di Black Lives Matter o l’8M”. “A parte questo, un brutto, brutto gala”.
Karla e il Covid

In un tweet dell’agosto 2020, durante la pandemia di COVID-19, si legge: “Il vaccino cinese, a parte il chip obbligatorio, include due involtini primavera, un gatto che muove la mano, 2 fiori di plastica, una lanterna pop-up, 3 linee telefoniche e un euro per il tuo primo acquisto controllato”.
In un altro tweet del febbraio 2020 Karla prende di mira la Cina: “Così tanti scienziati nel mondo che costruiscono bombe, così tanti studiosi che costruiscono oggetti per lo spazio, così tante fabbriche di medicinali e non c’è nessuno che possa mettersi in fila con questa merda cinese. Alla fine, è stato uno spettacolo tremendo per una nuova variante dell’influenza, aviaria o coronavirus”.
L’articolo pubblicato da Variety è presto diventato virale. I vecchi post social di Gascón sono venuti alla luce in seguito alle sue accuse nei confronti dei brasiliani, che a suo dire avrebbero alimentato una campagna social contro di lei e contro “Emilia Pérez” per favorire Fernanda Torres, magnifica protagonista di “I’m Still Here”.
Le scuse di Karla Sofia Gascon
Dopo ore di assordante silenzio Karla Sofia Gascon, qui da noi lo scorso novembre intervistata, ha preso parola con una dichiarazione rilasciata proprio a Variety, chiedendo scusa.
“Come persona di una comunità emarginata, conosco questa sofferenza fin troppo bene e sono profondamente dispiaciuta per coloro a cui ho causato dolore. Per tutta la vita ho combattuto per un mondo migliore. Credo che la luce trionferà sempre sull’oscurità”.
Per Karla, da settimane sotto attacco per le sue storiche nomination come miglior attrice grazie ad Emilia Perez, questa potrebbe essere la pietra tombale sul sogno Oscar 2025.


