“Nessun massimalismo LGBT, le nostre rivendicazioni vanno spiegate”

Rosario Coco di Gaynet e Ilga Europe risponde all'appello per un nuovo riformismo di De Giorgi e Concia.

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Rosario Coco di Gaynet e Ilga Europe ha risposto all'appello di De Giorgi e Concia per un nuovo riformismo, respingendo le accuse di massimalismo.
Rosario Coco di Gaynet e Ilga Europe ha risposto all'appello di De Giorgi e Concia per un nuovo riformismo, respingendo le accuse di massimalismo.
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Dopo l’appello per un nuovo riformismo lanciato dalle pagine de Il Foglio (e di Gay.it) da Alessio De Giorgi e Anna Paola Concia, arriva una prima replica da Rosario Coco, presidente di Gaynet e membro del board di Ilga Europe.

 

Leggo degli errori del movimento negli ultimi 10 anni secondo gli amici De Giorgi e Concia. Io credo che l’unica (grande) cosa che abbiamo sbagliato è stato parlare troppo tra noi e troppo poco agli altri. Ma quei contenuti sono veri, rispondono a bisogni reali e non sono errori. Che facciamo, strizziamo l’occhio a Trump che dice che i sessi sono due? E le persone intersex? Ma il punto è più ampio: Trump vuole etichettare le persone con quello che hanno nelle mutande. Una questione di controllo. La storia che esistono più sessi – forse va spiegato meglio – è la storia degli individui, perché non esiste una sola persona che abbia le stesse caratteristiche sessuali. Invece, ogni persona presenta una combinazione diversa dei due “ingredienti” principali, i caratteri maschili e femminili. Anche le donne hanno il testosterone, per capirci, tutte a livelli diversi, e spesso fuori dagli standard, come ci insegnano le polemiche sullo sport, create ad arte da quella propaganda che conosciamo. Inoltre, quello che voi dite su bagni e persone trans, nega di fatto il riconoscimento dell’identità di genere.

Che facciamo andiamo tutti in Spagna? Il 5% della Genz si identifica come non-binario. Lo cancelliamo? Che facciamo con i minori trans a rischio suicidio per la sospensione della triptorelina? Facciamo finta di non vederli? Provate a parlare con le loro famiglie. Dopodiché, seguendo la strada di Trump, lo ha detto molto bene Milei dove si arriva: a cancellare il femminicidio. Ecco chi vuole cancellare le donne, o meglio rimetterle al posto loro. A questo serve scrivere nei documenti solo cosa si ha nelle mutande eliminando la X.

Il movimento LGBTQIA+ ha una piattaforma precisa che è qui, su “Lastradadeidiritti.it”. È massimalista? Non credo proprio. A me sembra il minimo sindacale, per altro in linea con ILGA Europe. Lo dico a due europeisti.

L’unico riformismo che serve è nella prassi. Parlare ogni giorno con sindacati, NGO, movimenti, persone per strada e pretendere impegni precisi sulle candidature e sui programmi dai partiti progressisti. Perché se dici le cose a metà e non imponi una linea chiara la gente non ti vota. La Spagna è il Paese più progressista che ha approvato il tanto temuto “genere fluido” come lo chiamate voi, l’auto-determinazione di genere, ed è anche quello che meglio ha retto all’avanzata dell’estrema destra. Guardare con chiarezza al futuro paga.

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Sulla GPA, invece, va detto che non era nella parole del movimento fin quando non ce l’hanno letteralmente appiccicata addosso i nostri avversari, tra il 2015 e il 2016. E non c’era perché i tempi erano ancora quelli della stepchild e perché si trattava e si tratta ancora di un tema che riguarda – per 9 coppie su 10 – le coppie etero. Adesso facciamo il gioco di dire che è una richiesta massimalista quando lo hanno capito anche le coppie eterosessuali, anche se spesso silenti, che l’unico modo per evitare lo sfruttamento delle donne nel mondo è regolamentare la GPA altruistica? Quasi mai il proibizionismo ha avuto successo nel respingere o limitare i comportamenti umani. Li ha solo ristretti a chi possiede molto denaro. Pare serva ricordare l’ovvio: una legge sulla GPA non costringerà nessuno a farla. Perché imporre agli altri i propri valori con la negazione di una legge? Questo principio lo hanno capito anche le donne cattoliche ai tempi del dibattito sull’aborto. 50 anni fa. Qui, inoltre, si tratta anche di dare la vita. Di creare legami forti tra tutte le parti coinvolte, per quanto questi legami sembrino “diversi”. Ma non molto diversi da quando nelle grandi famiglie contadine si cresceva con più figure genitoriali. I primi sostenitori della GPA dovrebbero essere i Pro “Vita”, paradossalmente. E poi, ancora, comunque la si pensi, perché farsi riempire di applausi dalle destre omofobe, transfobiche e misogine che stanno criminalizzando le famiglie arcobaleno e i loro figli e figlie con la propaganda anti-GPA?

Forse c’è una cosa di cui abbiamo drammaticamente bisogno. Ascoltarci, restare sui bisogni veri delle persone e capire che in questo momento non si può rompere e parcellizzare, come dite voi, il fronte dei diritti.

Rosario Coco, presidente di Gaynet, membro del board di Ilga Europe

 

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