Milo Serraglia, ex bambino trans, replica a De Giorgi e Concia: “Trans-escludenti come Trump”

Milo Serraglia, persona trans e attivista LGBT+, risponde all'appello per un nuovo riformismo di De Giorgi e Concia.

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Milo Serraglia replica all''appello di De Giorgi e Concia "È trans-escludente"
Milo Serraglia replica all''appello di De Giorgi e Concia "È trans-escludente"
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Dopo l’appello per un nuovo riformismo lanciato dalle pagine de Il Foglio (e di Gay.it) da Alessio De Giorgi e Anna Paola Concia, pubblichiamo la risposta e le argomentazioni di Milo Serraglia, persona trans, attivista LGBT+.

Caro Direttore,
del cosiddetto appello di Anna Paola Concia (ex deputata ecc) e Alessio De Giorgi (ex direttore ecc) non mi stupiscono né il contenuto né il contenitore, considerato che da anni quella testata (Il Foglio ndr) è pienamente allineata editorialmente ad altre dalle quali si distingue davvero poco e considerato che da anni in particolare Anna Paola Concia ha questo rapporto a dir poco conflittuale con il movimento.

Non può non essere così visto il suo contributo allo sdoganamento di Casapound (qui le lodi de Il Giornale ndr), ben documentato. Una frattura mai sanata e insanabile che si tradusse in contestazioni nel 2011 quando si presentò alla testa del corteo Europride a Roma con Renata Polverini, ex presidente della regione Lazio (e ce la ricordiamo purtroppo benissimo…).

Ma ci sono due punti che mi premono più di tutto, perché sono due bugie enormi: il primo è sottolineare che le unioni civili senza stepchild adoption (che non erano comunque nei desiderata di Famiglie Arcobaleno, che voleva giustamente l’adozione alla nascita) furono una sozzeria della quale ora paghiamo ancora tutt* e in ogni caso non è vero che di omo-genitorialità non si parlasse prima di quegli anni visto che FA nasce nel 2005, ben 11 anni prima dell’approvazione della leggina Renzi- Alfano (visto che ci tiene tanto anche lui si tenga il nome su quella pecionata discriminatoria).

Il secondo punto riguarda le menzogne sulla comunità trans. Una violenza che emerge chiaramente dall’appello di De Giorgi e Concia, un appello trans-escludente, che pare dettato dall’amministrazione Trump. Un appello figlio di una paranoia ossessiva: il pericolo trans in tutti i luoghi in tutti i laghi. Inclusi i bagni del Parlamento, anno 2006: passa alla storia quella legislatura – certo per l’elezione alla Camera dei Deputati di Vladimir Luxuria – ma anche per la prima “queerelle” sulle donne trans nei bagni delle “donne vere”, ossia l’aggressione di Elisabetta Gardini (all’epoca Forza Italia, oggi FDI) nei confronti della Vladi nel bagno delle donne.

A prendere le difese le difese fu all’epoca Aurelio Mancuso (all’epoca segretario Arcigay ecc), che oggi però si trova, come De Giorgi e come Concia, su posizioni identiche a quelle che i fascisti già avevano venti anni fa.

Politica. La Gardini esplode al cesso: “Fuori Luxuria!”

Riporto dall’archivio di Gay.it:

“Valanga di critiche sulla Gardini da esponenti delle associazioni GLBT. Per Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay, «tutto il trambusto che ha montato su oggi, alla Camera dei Deputati, la portavoce di Forza Italia, è il più chiaro sintomo della sua transfobia, che può essere sicuramente guarita, con una migliore conoscenza della condizione terribile di emarginazione e discriminazione in cui vivono i/le trans in Italia. Nel frattempo, cara deputata, impieghi questi anni di convivenza nei bagni delle signore, per farsi insegnare dal deputato di Rifondazione Vladimir Luxuria, le buone maniere, che possono esaltare il suo orgoglio femminile e renderla più in pace con il mondo reale.»”

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire mi pare già abbastanza così per smentire un intero ventennio di pure cazzate. Un ventennio durante il quale la transfobia in Italia ha ucciso più che in altri Paesi d’Europa, al netto dei dati che non vengono raccolti o nascosti come nel caso dell’ultimo lutto che ha colpito la nostra comunità per la perdita del giovanissimo Giorgio, ricordato domenica scorsa 2 Febbraio a Caserta. Come è successo mesi fa per Federico a Vizzolo Predabissi e per tante altre persone trans che abbiamo visto cancellate dalle “autorità preposte”, dalle cronache e dalle famiglie.

Un ventennio. Solo un altro ventennio al quale – a che prezzo? – siamo sopravvissut*, e questo ci ha pure stancato: ci vogliamo viv* e non coraggios*, non vogliamo bambin* e adolescenti che passino il tempo a spiegarci perché hanno diritto a vivere.

Grazie dello spazio.

Milo Serraglia, classe 1977, ex bambino trans.

L’analisi critica di Guglelmo Giannotta, attivista LGBT+, persona trans, all’appello contro il presunto massimalismo LGBT lanciato da Concia e De Giorgi

Ma quale massimalismo, vogliamo solo giustizia: chi divide (come sul ddl Zan) è complice

“Nessun massimalismo LGBT, le nostre rivendicazioni vanno spiegate”

 

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