Come scritto giorni fa il WorldPride di Washington che si terrà dal 17 maggio all’8 giugno 2025 sarà l’evento LGBTQIA+ più importante dell’anno, perché a pochi metri da quella Casa Bianca in cui vive il presidente più omotransfobico che gli Stati Uniti d’America abbiano mai avuto.
Da anni gli organizzatori sono al lavoro per tramutare il WorldPride della capitale USA in qualcosa di indimenticabile, con 3 milioni di persone attese in città, ma proprio la rielezione di Donald Trump alla presidenza starebbe cambiando e soprattutto complicando i previsti piani.
Gli ordini esecutivi firmati dal tycoon che hanno preso di mira diversità, equità e inclusione, scrivono NOTUS e Them.us, hanno stravolto la pianificazione del WorldPride. Gli organizzatori LGBTQ+ sono chiamati a coordinarsi con i partner federali e gli sponsor privati, ma nelle ultime settimane di pianificazione sono cambiate all’improvviso le location di alcuni eventi, con gli sponsor preoccupati dalle potenziali reazioni negative derivanti dalla loro eventuale partecipazione.
WorldPride 2025, sponsor in fuga per colpa di Trump
“Il team sta reagendo ai colpi“, ha affermato June Crenshaw, vicedirettrice della Capital Pride Alliance, il gruppo locale che produce il WorldPride. “Ogni giorno valutiamo il panorama e cerchiamo di elaborare strategie su come adattarci alle cose che dobbiamo realizzare, perché avere il WorldPride è davvero una priorità. Riteniamo che sia molto più importante ora rispetto a prima delle elezioni“.
NOTUS ha contattato circa 40 sponsor elencati sul sito Web del WorldPride Washington, D.C. 2025 per verificare se stessero ritirando il proprio sostegno e solo quattro (VACAYA, Pepco, K&L Gates e l’American Chemical Society) hanno risposto, ribadendo il loro appoggio nei confronti dell’evento. Quattro su 40. Almeno uno sponsor inizialmente previsto, Booz Allen Hamilton, ha ritirato il suo supporto. Ryan Boz, direttore esecutivo di Capital Pride Alliance, ha detto a Politico che Booz Allen Hamilton ha “molti contratti federali“, quindi “hanno preso questa decisione per proteggere la loro attività, non volevano rischiare una reazione negativa“. In una dichiarazione a NOTUS, un portavoce di Booz Allen Hamilton ha detto che l’azienda era “impegnata a supportare tutte le nostre comunità di dipendenti”. “La nostra decisione di non essere più uno sponsor principale della World Pride Parade di quest’anno non riflette alcun ritiro del nostro sostegno a questa comunità“. Ma intanto si sono tirati fuori.
Crenshaw ha confermato come alcuni sponsor stiano “ritardando il loro impegno per il WorldPride” a causa del clima politico creato da Donald Trump. “La maggior parte di loro aspetta, sai, non rispondono. Tutti stanno aspettando, guardandosi attorno, ovviamente cercano di proteggersi in questo panorama in continua evoluzione“.
Sullo sfondo c’è anche la tensione latente tra Washington, dove i residenti ai sensi dell’Home Rule Act hanno una rappresentanza locale ma sono ancora ampiamente responsabili nei confronti del Congresso, e il governo federale, dove alcuni repubblicani stanno cercando di riprendere il controllo della capitale della nazione. Questi stessi repubblicani hanno avvisato gli organizzatori e i funzionari della città, intimando loro che potrebbero perdere l’accesso ai finanziamenti federali se non rispetteranno gli ordini esecutivi di Trump.
“Se vogliono sfidare il presidente su questo, suggerirei loro di essere molto cauti perché penso che il presidente vincerà“, ha minacciato il deputato Andy Harris. “Se vogliono finanziamenti dal governo federale, e ovviamente D.C. dipende dai finanziamenti del governo federale, probabilmente dovrebbero seguire i suoi ordini esecutivi“.
La città di Washington ha annunciato lo scorso anno che avrebbe speso 5,25 milioni di dollari per sostenere il WorldPride del 2025, con i repubblicani ora all’attacco. Come fatto con le scuole, a cui ha annunciato che taglierà i fondi se non vieteranno alle studentesse trans di prendere parte alle attività sportive, il presidente sta usando l’arma dei finanziamenti statali per portare avanti le proprie politiche omotransfoiche.
WorldPride 2025, cambiano anche le location

I rapidi cambiamenti imposto dal governo federale stanno rendendo più difficile anche la logistica degli eventi WorldPride. Prima del 12 febbraio, sul sito del WorldPride si leggeva che il Kennedy Center sarebbe stato un “partner” dell’evento, con diversi appuntamenti previsti al suo interno. Da quando ha assunto l’incarico presidenziale Trump e i suoi alleati hanno preso il controllo del Kennedy Center, riscrivendone il programma, cacciando il previsto coro LGBTQIA+ e persino la rappresentazione del musical Hamilton.
“L’esibizione che avremmo dovuto fare al Kennedy Center con la National Symphony Orchestra (NSO) verrà eseguita in altri luoghi nell’area di DC come parte del nostro Choral Festival che sarà parte del World Pride 2025”, ha detto un portavoce del Gay Men’s Chorus di Washington, D.C., a NOTUS. Adesso il nuovo calendario del Kennedy Center non mostra alcun evento correlato al Pride tra fine maggio o giugno.
Patrick Woods, direttore ad interim e tesoriere di Team D.C., rete sportiva LGBTQ+, e membro del comitato di pianificazione per WorldPride, ha rivelato a NOTUS che l’organizzazione è molto preoccupata che le direttive anti-DEI dell’amministrazione Trump possano influenzare la capacità di WorldPride di poter avere i parchi nazionali per gli eventi previsti.
“La prossima settimana potremmo avere una nuova direttiva per cui il Dipartimento degli Interni potrebbe dire che non si terranno eventi LGBTQ sui terreni dei parchi nazionali”. “Stiamo elaborando piani di emergenza. Abbiamo ancora in programma di organizzare questo evento, che sia grande o piccolo, e speriamo di riuscire a far sì che il maggior numero possibile di atleti LGBTQ si presenti e gareggi nella capitale della nostra nazione“.
WorldPride 2025, è allarme sicurezza?
Da non sottovalutare neanche il fattore sicurezza, perché sono attese milioni di persone in arrivo da tutto il mondo e da tutti gli Stati Uniti d’America. La Parada del WorldPride 2025 potrebbe trasformarsi nella più grande manifestazione di sempre contro Donald Trump. A pochi metri dalla Casa Bianca, con potenziali scontri con manifestanti repubblicani e trumpiani dichiaratamente e orgogliosamente omotransfobici.
“Le nostre agenzie governative stanno lavorando diligentemente con gli organizzatori della comunità per garantire che WorldPride sia una celebrazione sicura, accessibile e audace della nostra comunità. Siamo preparati e impegnati a supportare gli eventi WorldPride“, ha affermato un portavoce dell’ufficio del sindaco per gli affari LGBTQ in una dichiarazione a NOTUS. Il Dipartimento della Polizia Metropolitana ha affermato che sta “lavorando a stretto contatto con i nostri partner locali, statali e federali mentre ci prepariamo per il World Pride 2025”.
Eppure c’è chi esprime enorme preoccupazione. Egale Canada, ovvero uno dei più grandi gruppi di difesa LGBTQ+ del Canada, ha annunciato che i suoi membri non parteciperanno formalmente ad alcun evento negli Stati Uniti “sulla base della necessità di salvaguardare il nostro personale trans e non binario”.


