Il Kennedy Center ha annullato un concerto del Gay Men’s Chorus di Washington e la National Symphony Orchestra che si sarebbe dovuto tenere il 21 maggio, come evento dell’imminente del World Pride 2025. In una dichiarazione condivisa sui social media, il Gay Men’s Chorus si è detto “profondamente deluso“.
Il Gay Men’s Chorus oscurato da Donald Trump
“Crediamo nel potere della musica di educare ed elevare, di promuovere amore, comprensione e comunità, e ci dispiace che questa opportunità ci sia stata tolta”. “Sebbene siamo rattristati dalla decisione, siamo oltremodo impegnati in questo lavoro e nella nostra missione di alzare la voce per l’uguaglianza per tutti. Siamo grati a coloro che ci sostengono e continueremo a cercare spazi in cui le nostre voci, le nostre storie e la nostra musica possano essere ascoltate“.
Il Gay Men’s Chorus eseguirà l’annunciato show durante il prossimo Choral Festival. “Continueremo a sostenere l’espressione artistica che riflette la profondità e la diversità della nostra comunità e del nostro paese. Continueremo a cantare e ad alzare la voce per l’uguaglianza”.
Trump si è preso il Kennedy Center
Il Kennedy Center è andato incontro ad una rumorosa serie di cambiamenti da quando Donald Trump è stato rieletto presidente, tra cui cancellazioni di spettacoli e dimissioni di membri del consiglio di alto profilo. In campagna elettorale Trump assicurò che avrebbe licenziato i membri del consiglio di amministrazione, nominandosi presidente. Il tycoon ha criticato gli spettacoli precedenti, accusando il Kennedy Center di aver ospitato show di drag che “prendevano di mira specificatamente i nostri giovani” e altre esibizioni che erano presumibilmente “propaganda antiamericana“.
All’epoca disse ai giornalisti: “Faremo in modo che sia bello e che non sia woke. Non c’è più woke in questo paese”. “Alcuni spettacoli erano terribili, una vergogna“.
Ma quando gli è stato chiesto se avesse mai visto spettacoli al Kennedy Center, il presidente ha negato.
Una petizione da quasi 40.000 firme contro il coinvolgimento di Trump nel Kennedy Center chiede “protezione dell’indipendenza artistica, impegno pubblico per una programmazione che rifletta la piena diversità dell’America e una politica chiara che impedisca l’interferenza politica nelle decisioni artistiche”. “Prendere di mira i membri del consiglio per le esibizioni drag invia un messaggio agghiacciante su chi possa creare arte e quali storie meritano di essere raccontate“.
Un mese di Trump presidente
Ma questa è l’America di Donald Trump, che ieri ha attaccato l’Europa e Zelensky (“è un dittatore senza elezioni, un comico di modesto successo“) sposando le menzogne di Vladimir Putin sull’invasione russa dell’Ucraina.
In un mese esatto di presidenza bis Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”; ha voluto un ufficio della Fede alla Casa Bianca e bloccato aiuti per la PrEP a uomini gay e sex workers; ha cancellato la T dall’acronimo LGBT dal sito del monumento di Stonewall, oltre ad aver litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti.


