Vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni all’Europarlamento, Alessandro Zan ha annunciato sui social l’approvazione di due importanti importanti emendamenti in commissione LIBE.
Il primo riguarda gli Stati membri UE che già riconoscono le persone non binary, e ahinoi non c’è l’Italia, che saranno obbligati a farlo anche sul documento d’identità. Dall’attuale facoltà si passerebbe così ad un obbligo.
Il secondo stabilisce il principio per cui una persona che ha affrontato una transizione di genere dovrebbe veder riconosciuta la propria identità di genere in tutti gli Stati membri dell’UE, Italia compresa, garantendo la libera circolazione delle identità.
Gli emendamenti presentati dall’europarlamentare del Pd sono stati approvati dalla Commissione per i diritti e le libertà civili ma prima di diventare legge dovranno essere approvati dall’intero Parlamento e successivamente al Consiglio UE, dove siedono i rappresentanti degli Stati membri.
Con l’eventuale approvazione definitiva l’Europa avanzerebbe sui diritti dimostrando che l’identità di genere è una questione di libertà, scrive Zan su Instagram, per poi aggiungere:
“Il lavoro rimane ancora tanto soprattutto negli stati che ancora non riconoscono le persone non binary, come l’Italia. Questa approvazione rappresenta un passo avanti per i diritti nell’Unione Europea e crea una base per future estensioni delle misure di riconoscimento, con l’obiettivo di includere anche il nostro Paese”.
