World Athletics ha annunciato che da adesso in poi tutte le atlete che parteciperanno a qualsiasi competizione femminile dovranno sottoporsi a test obbligatori di verifica del sesso.
L’annuncio di Sebastian Coe, presidente World Athletics
World Athletics has announced they will verify sex via cheek swabs at the elite level. Good!
Cheek swabs are:
– non-invasive
– cheap
– effective
– necessary for ensuring fairness for female athletes@NCAA should follow suit pic.twitter.com/ivbgEfdJYq— Riley Gaines (@Riley_Gaines_) March 25, 2025
A darne notizia Sebastian Coe, presidente di World Athletics, organismo di governo dell’atletica. Diventano così obbligatori i tamponi salivari e il test sanguigno, al fine di verificare l’eventuale cromosoma `Y´ presente nei maschi e mantenere “l’integrità della competizione“.
Secondo World Athletics questi test serviranno a “proteggere gli sport femminili“, in modo tale da verificare se una concorrente ha attraversato la pubertà maschile o ha una differenza nello sviluppo sessuale che fornisce i cosiddetti “vantaggi da testosterone“. World Athletics, va ricordato, aveva di fatto già bandito le atlete trans dalle competizioni ufficiali. Questo è uno step ulteriore.
Coe ha precisato come questi test di pre-autorizzazione varanno per chiunque voglia competere in una qualsiasi categoria femminile, che va dall’atletica leggera alla corsa campestre. Si dovranno fare una sola volta nel corso di una carriera.
“Riteniamo che questo sia un modo davvero importante per dare fiducia e mantenere quell’attenzione assoluta sull’integrità della competizione”. “Il processo è molto semplice, francamente, molto chiaro, importante e lavoreremo sulle tempistiche”. “Non avrei mai intrapreso questa strada per proteggere la categoria femminile nello sport se non fossi stato pronto ad affrontare la sfida di petto. Siamo stati alla Corte arbitrale per i nostri regolamenti Dsd (differenza di sviluppo sessuale). Sono state confermate, e sono state confermate di nuovo dopo l’appello. Quindi proteggeremo tenacemente la categoria femminile, e faremo tutto il necessario per farlo”.
Coe ha detto che i test, ovvero tamponi salivari ed esami del sangue per monitorare i livelli di testosterone di un’atleta, saranno “non invasivi”. “Sono necessari e saranno eseguiti secondo standard medici assoluti”.
Non è chiaro se questi test saranno introdotti prima dei campionati mondiali di settembre, a Tokyo.
Il mondo dello sport contro le atlete trans
La decisione di World Athletics arriva nel pieno di un’autentica guerra alle atlete trans portata avanti da Donald Trump, che le ha vietate per legge in tutte le scuole e i college d’America chiedendo al CIO di bandirle dalle Olimpiadi. La neo presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry potrebbe in tal senso accontentare il tycoon, perché dichiaratamente contraria alla partecipazione delle atlete trans, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.
Tutto questo nonostante la pubblicazione di uno studio sostenuto dallo stesso CIO, uscito nell’aprile del 2024, che smontava la tesi secondo cui le donne transgender sarebbero intrinsecamente avvantaggiate. Pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, lo studio ha evidenziato la “complessità” della questione, sottolineando come, per molti aspetti, le persone transgender siano in realtà svantaggiate rispetto ai coetanei cisgender.
