Le Iene, Vladimir Luxuria e il potentissimo monologo sull’Ungheria di Orban e in difesa del Pride (VIDEO)

"Il Pride non vuole convertire gli adolescenti, non vogliamo più gay in futuro ma meno adulti che indottrinano di omofobia creature innocenti".

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Le Iene, Vladimir Luxuria
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Se l’Europa ancora tentenna nel reagire compatta alla nuova fascista legge voluta da Viktor Orban che vieta i Pride in Ungheria, la comunità LGBTQIA+ internazionale guarda con sdegno all’ultimo attacco alle libertà da parte dell’alleato di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Vladimir Luxuria e il monologo a Le Iene

Nel corso dell’ultima puntata de Le Iene, andata in onda ieri sera su Italia1, Vladimir Luxuria si è concessa un potentissimo monologo a riguardo.

“In Ungheria è stata votata una legge che vieta il Pride. Gli organizzatori saranno sanzionati e chi osa parteciparvi sarà sottoposto a riconoscimento facciale. È lo stesso parlamento che ha vietato l’identità alle persone trans e di parlare pubblicamente di omosessualità. Noi abbiamo già vissuto un triste periodo in cui era reato manifestare le proprie idee. E dovremmo sapere che è giusto combattere per garantire anche le manifestazioni che non si condividono. Perché oggi tocca a loro ma un giorno potrebbe capitare anche a voi. E come scriveva Bertolt Brecht, a quel punto potrebbe esserci rimasto più nessuno a protestare. Orban sostiene di tutelare i minori, suggerendo che gli omosessuali siano un pericolo. Ed è vero! I minori vanno tutelati. Ma da chi diffonde odio e menzogne. Il Pride non vuole convertire gli adolescenti, non vogliamo più gay in futuro ma meno adulti che indottrinano di omofobia creature innocenti. L’Unione Europea non può restare indifferente e mi piacerebbe tanto sentire una parola di condanna anche dal nostro governo. Perché chi volta la testa dall’altra parte è complice. Il sogno del Manifesto di Ventotene era un’Europa libera contro privilegi e diseguaglianze. Il manifesto di Budapest non può essere l’Europa che ci rappresenta”.

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L’Ungheria e la legge fascista di Orban

La contestatissima legge approvata in Ungheria per volere di Viktor Orban è una delle più repressive degli ultimi anni, una legge che ha ufficialmente messo al bando i Pride e qualsiasi manifestazione pubblica che possa, secondo la visione distorta e oscurantista del regime Fidesz, “nuocere al benessere dei bambini”.

La reazione da parte della comunità queer c’è stata, perché contro Orban si sono riempite le piazze di Vienna, Dublino, Barcellona, Milano, Parigi e Copenaghen, con l’ONU che ha chiesto all’Ungheria di abrogare non solo la legge ma anche tutte le altre misure che discriminano sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Hadja Lahbib, Commissaria per l’Uguaglianza dell’Unione Europea, ha invece definito la legge “una violazione flagrante dei diritti umani”. E se il Governo Meloni incredibilmente tace, gli organizzatori del Budapest Pride vanno avanti e confermano che il 28 giugno loro saranno in piazza, senza paura.

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