È naturale, umano ed è anche auspicabile che oggi si parli di RABBIA TRANS. Il clima politico è oscenamente fascista e lo è in particolare verso le persone trans*.
Oggi 31 marzo si celebra il Transgender Day of Visibility (#TDOV), la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender. Non va confusa con il Transgender Day of Remembrance (#TDOR che commemora le vittime della #transfobia).
Il TDOV celebra la vita, il coraggio e la presenza delle persone #transgender nel mondo (qui le persone trans famose che portano avanti quotidianamente la battaglia della visibilità). Istituita nel 2009 dall’attivista Rachel Crandall, questa giornata nasce dalla necessità di riconoscere l’esistenza delle persone trans al di là della narrazione della sofferenza.
È un momento per affermare l’orgoglio, raccontare le proprie storiee (come quelle della serie “Chiedimi se sono felice“), rivendicare diritti. Un giorno per dire: ci siamo, resistiamo, costruiamo. Ma oggi il TDOV è anche un argine. Di fronte a un’ondata reazionaria globale – tra censure, leggi discriminatorie, propaganda transfobica e cancellazione – essere visibili è un atto politico.
Le identità non conformi sono sotto attacco, e la visibilità non è solo una parola: è una difesa collettiva, una rete, una luce accesa in una stanza che altri vorrebbero buia.
Il nostro paese ha visto fino a poche ore fa una persona non binaria togliersi la vita per via del bullismo transfobico via social.
L’Italia e l’ipocrisia transfobica: i dati Pornhub

Proprio in occasione del TDOV, la piattaforma Pornhub ha diffuso un’analisi globale che lascia interdetti (dato per altro confermato rispetto al 2024). Secondo il report ufficiale pubblicato oggi, l’Italia è il Paese al mondo che guarda più video a tema transgender, con un interesse superiore del +103% rispetto alla media globale.
Un dato che fa riflettere, considerando l’odio sistemico, le discriminazioni quotidiane e la costante campagna di disumanizzazione che le persone trans subiscono nel nostro Paese. È un paradosso: la stessa società che nega dignità e diritti alle persone transgender le consuma come oggetti di desiderio, in segreto, al buio di uno schermo.
Le città italiane dove si guarda più porno trans

Secondo l’approfondimento della multinazionale, le città italiane dove si registra un interesse superiore alla media nazionale nella categoria “transgender” sono Brescia (+23%), Firenze (+21%), Parma (+21%), Padova (+18%) e Roma (+14%). Seguono Bologna, Genova,Catania e Napoli.
Attrazione e transfobia: un meccanismo violento
Questo “tilt” – questa contraddizione tra attrazione e odio – non è un dettaglio folkloristico, ma un meccanismo di violenza strutturale. È qui che la transfobia mostra il suo volto più ipocrita: feticizzare le persone trans in privato mentre le si discrimina, umilia, cancella in pubblico.
È lo stesso cortocircuito che alimenta l’odio neofascista e plutocratico, da Trump a Putin, da Orban alla destra italiana: cancellare le soggettività trans, perché creano oltremodo disordine, laddove il pensiero fasciata aspira al controllo totale dei corpi e delle identità. E così, il desiderio viene represso, deviato, scaricato contro chi quel desiderio lo rappresenta. Anche con la semplice pornografia, da consumare al riparo da sguardi indiscreti, per poi uscire nel mondo e diffondere transfobia, o addirittura perpetuare gesti e atti di odio e violenza verso le persone che non si identificano con lo schema binario maschio/femmina.
Al termine di questo articolo mi permetto un suggerimento: leggete questa storia di visibilità trans coraggiosa di una persona di 49 anni che ha appena iniziato il suo percorso di affermazione di genere.
