La Corte di giustizia dell’Unione europea è un’istituzione dell’Unione europea che ha il compito di garantire l’osservanza del diritto comunitario nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati fondativi dell’Unione europea.
Il caso dei due sposi polacchi
Nella giornata di oggi sono state pubblicate le conclusioni dell’avvocato generale J. Richard de la Tour in relazione un caso riguardante due cittadini polacchi, uno dei quali possiede anche la cittadinanza tedesca, che si sono sposati a Berlino nel 2018. I due hanno poi chiesto la trascrizione del loro atto di matrimonio tedesco nel registro dello stato civile polacco. Tale richiesta è stata respinta con la motivazione che il diritto polacco non prevede il matrimonio tra le persone dello stesso sesso. Pertanto, la trascrizione dell’atto di matrimonio di cui trattasi violerebbe i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico polacco.
I coniugi hanno contestato tale rifiuto, affermando la loro intenzione di circolare e di soggiornare in Polonia essendo riconosciuti come persone coniugate. Investita della causa, la Corte amministrativa suprema polacca si è rivolta alla Corte di giustizia, chiedendo se la normativa o la prassi di uno Stato membro che non consente né di riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso né di trascrivere l’atto di un siffatto matrimonio nel registro dello stato civile sia compatibile con il diritto dell’Unione.
Il parere dell’avvocato generale J. Richard de la Tour
Ebbene nelle sue conclusioni, l’avvocato generale Jean Richard de la Tour ha ricordato che lo stato delle persone, ivi comprese le norme relative al matrimonio, rientra nella competenza degli Stati membri. Tuttavia, nell’esercizio di tale competenza, essi sono tenuti a rispettare il diritto dell’Unione. In tale contesto, l’avvocato generale ha osservato come l’assenza di qualsiasi riconoscimento di un vincolo matrimoniale instaurato in un altro Stato membro limiti la libertà di circolazione e di soggiorno dei cittadini dell’Unione garantita loro dal diritto dell’Unione. Inoltre, il fatto di non riconoscere tale vincolo può pregiudicare il rispetto della vita privata e familiare. Pertanto, spetta agli Stati membri che non prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso introdurre procedure adeguate per garantire la pubblicità nei confronti dei terzi di tali matrimoni contratti in un altro Stato membro.
Questi devono mirare a non lasciare le coppie omosessuali in un vuoto giuridico e a regolamentare aspetti fondamentali della loro vita, relativi alla proprietà, al fisco o alla successione. Ciascuno Stato membro è competente a definire le modalità di riconoscimento delle coppie omosessuali. Tale riconoscimento non richiede la trascrizione dell’atto di matrimonio straniero in un registro dello stato civile, a condizione che il matrimonio produca i suoi effetti senza tale formalità. Tuttavia, vista l’assenza di soluzioni alternative in Polonia che consentano di provare lo status matrimoniale, come la presentazione di un altro documento ufficiale che possa essere riconosciuto dalle autorità polacche, l’avvocato generale ha concluso che l’obbligo di trascrizione dell’atto di matrimonio di cui trattasi si impone a tale Stato membro.
Corte di giustizia chiamata a decidere
È importante ricordare come le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominceranno adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata successivamente. Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte, ma tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.
